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Pierferdinando-Casini-con-Pierluigi-Bersani_h_partb.jpgdi Gianni Fraschetti -

 

Come avevamo sussurrato nell' orecchio di qualche amico alcuni mesi fa, suscitando reazioni inorridite  unite a sguardi compassionevoli  ( nei miei confronti, ovviamente. Guardato come si guarda un povero pazzo ) puntuale la tentazione proibita, quella del vero frutto del peccato, sta arrivando a solleticare le piu' nascoste perversioni, il sogno piu' inconfessabile di ogni parlamentare italiano. Non andare a votare,rimanere col culo incollato sulla sedia, talmente aderente alla seduta della stessa da non permettere il passaggio del minimo raggio diluce o di un filo d' aria.

Autore della proposta, manco a dirlo, l' unico vero continuatore ed interprete del concreto e fattivo pensiero democristiano del dopo muro. L' uomo del quale non ci si puo' fidare mai, in nessuna occasione, il vate ed il vagheggiatore di impossibili ritorni che intanto, perso com'e' nella comoda e azzurra immensita', ha il  tempo, la  voglia e la fantasia di elaborare queste micidiali stoccate a quel che e' rimasto dello stato di diritto in questa sempre piu' scalcinata e triste repubblica.

Il quesito che arrovellava le meningi di Pierferdy e di altri 945 delinquenti era ed e' in effetti banale nella sua semplicita' omicida...... Come sospendere la democrazia ed impararare ad amare i governi tecnici ?

La risposta che si e' dato e' semplicemente disarmante: Mario Monti e Giorgio Napolitano ancora al loro posto, per un anno ancora, giusto il tempo di fare le riforme. Questa e' dunque la pazza idea di Pierferdinando Casini e dell'Udc in vista del 2013, quando in primavera scadranno sia il presidente della Repubblica sia il premier. Una proposta che sicuramente non verra' fatta cadere considerata l' alternativa che incombe sulla maggior parte dei destinatari del messaggio di Pierferdy. Tornare a lavorare, sempre che abbiano un lavoro.

Ovviamente per adesso si parla di un anno ma e' chiaro che una volta infranto anche l' ultimo tabu', la ridicola finzione che esista ancora una sovranita' popolare verrebbe  definitivamente meno e siamo sicuri e ci scommettremmo da ora, certi di vincere, che passsato l' anno ce ne sarebbe immediatamente dopo un altro gia' pronto. Gia', e perche' non attendere che la natura compia il suo corso e che il Buon Dio ( per chi ci crede ) chiami a se l' anima nobile del presidentissimo, di re Giorgio, forse potrebbe essere quello il momento buono per decidere la poltrona del Quirinale, in realtà, la corsa è ricca di aspiranti e visto che l'opzione semipresidenzialismo è già tramontata si tornerà al grande gioco (o inciucio) parlamentare. E allora spererebbero in tanti, da Prodi a D'Alema, da Emma Bonino a Gianni Letta fino allo stesso Mario Monti, senatore a vita ma un ulteriore anno di tempo per preapararsi non dispiacerebbe a nessuno anche perche' darebbe modo di esplorare fino in fondo la possibilita' di accontentare tutti, che in fondo non e' difficile. E' facendo cosi' per 70 anni infatti che ci siamo ridotti nello stato attuale.

 Dunque Casini (che alcuni indicano come potenziale presidente della Repubblica, guarda un po') avrebbe in mente questa idea straordinaria per semplicita' ed efficacia e vorrebbe andare in pressing su Bersani, Alfano e Berlusconi. Congelare la situazione attuale, intanto per un anno, il tempo cioè per la maggioranza che sostiene il governo tecnico di mettere a punto le riforme istituzionali. E con la Costituente si rinnoverebbero per un anno gli incarichi di Monti e Napolitano, giusto per non complicare i conti. 
In tempi in cui Udc e Pd abbozzano alleanze elettorali pro-Monti, i viceministri come Grilli avvertono che l'Italia resta sotto osservazione Ue e le procure svelano i giochini delle agenzie di rating per far fuori un premier legittimo e aprire a governi tecnici, una ipotesi del genere rientra nel novero delle cose fattibili. Avrebbero tutti da guadagnarci, tutti meno il popolo italiano ovviamente ma di quello, da tempo, non frega piu' un cazzo a nessuno. Che si arrangi il popolo, loro devono pensare a salvare se stessi.

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