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iodi Gianni Fraschetti

 

Che brutti tempi che viviamo, Monti ci ha rammentato l'altro giorno quel che i suoi compagni di merende Fini e Casini vanno predicando gia' da tempo. Le ideologie non esistono piu', almeno secondo loro, e quindi dobbiamo rassegnarci a vivere con la matita dietro l'orecchio, come i salumieri, ed a farci attentamente i calcoli del nostro tornaconto ogni volta che dobbiamo prendere qualche decisione. Un mondo grigio di ragionieri dunque, un mondo dove il cuore viene mandato in pensione ed ognuno, ovunque, e' manager di se stesso. Come tanti  sciacalli, bene attenti a cogliere le opportunita', a sfruttare avanzi e  saldi di stagione ed ormai non  si fa piu' cio' che e' giusto ( che gia' andava poco di moda ) ma e' imperativo fare solo cio' che conviene.  E la convenienza ammicca da ogni dove, dai giornali, dalle televisioni, dai discorsi che senti fare dalla gente comune che non sa piu' a quale santo votarsi ma e' alla disperata ricerca di un santo che se li accolli. Che poi quel santo sia giallo, rosso, verde o grigio ha poca importanza. Seguiamo chiunque, ladri, pedofili, truffatori, invertiti, pervertiti, concussori,  e corrotti di ogni specie e ci vendiamo a chiunque sia minimamente in grado di comprarci. Fosse anche  solo con una  promessa. L'apoteosi  della mistica di Evangelisti, il mitico braccio destro di Andreotti che aveva racchiuso il senso della vita, e quindi della politica,  in poche asciutte parole destinate a rimanere   nella storia:  "A Fra'...che te serve ?".

Ecco, il nostro sogno e' trovare qualcuno che ce lo chieda per trovarci, finalmente anche noi, nel mondo meraviglioso del post - ideologico e  potere fare tutto cio' che convenienza ci richiede senza doverci vergognare come ladri. Perche' questo rappresenta in fondo, e nemmeno tanto,   la fine delle ideologie: la rottura delle catene che ci legavano ad un codice etico, che ci obbligavano a tenere la schiena dritta, che ci imponevano di affrontare la vita, con tutte le sue avversita' in maniera conforme ai valori ai quali sostenevamo di ispirarci. Ed in nome di quei valori si arrivava anche a dare la vita, da una parte e dall'altra. Bene, adesso ci hanno comunicato che tutto cio' non serviva ad un cazzo. Era ben altro che dovevamo tenere d'occhio, lo spread ad esempio, oppure il tasso dei BTP a dieci anni e non i costumi di una societa' lanciata verso l'imbarbarimento e l'abiura di se stessa quali comunita' di esseri umani. D'altronde, diamoci una occhiata intorno, a Vendola di sinistra e' rimasto solo l' orecchino e l'ex barricadero Migliore pare ormai un impiegato del catasto con quegli improbabili completini "Facis vent'anni" con cui ama paludarsi. Ne' a destra le cose vanno molto meglio. Gli ex di AN, dopo una lunga marcia ai margini del potere, cibandosi di avanzi e durante la quale hanno quasi distrutto le nostre stesse radici, ( comunque va dato loro atto che si sono impegnati forte per farlo), danno ora vita a "Fratelli d'Italia" che rappresenta null'altro che la caricatura di loro stessi. Una patetica presa in giro o forse il modo per tentare di salvare la ghirba. Di Fini non parlo e non voglio parlare oltre a quanto ho gia' detto. La sua storia e' sotto gli occhi di tutti ed ognuno puo' trarne le conclusioni che crede ed  anche se e' dai tempi dell'elefantino e poi della coccinella che devo stare attento a stringere bene i denti per non aprire troppo la bocca, continuo ancora a tacere ma  e' l'ultimo mio tributo all'amicizia e sottolineo ultimo. Bersani e la nuova edizione della "gioiosa macchina da guerra" stanno anch'essi bene attenti a risultare vuoti come canne, c'aveva gia' pensato Veltroni a conciarli per le feste con quell' "I'care" assurto a nuova parola d'ordine di quello che fu il piu' grande Partito Comunista dell'Occidente, Bersani adesso sta solo finendo di accomodarsi prono ai piedi della finanza anglosassone, novello cane da guardia del piu' feroce neoliberismo. E lo puo' fare, perche' come ha detto Monti ormai siamo nel post ideologico e l'unica divisione consentita e' quella tra chi intende obbedire ai nuovi padroni e chi rivendica ancora la nostra dignita' di nazione sovrana. Come tante patetiche marionette,  emule dei Guelfi e Ghibellini, che la nostra storia in fondo  pare destinata ad  essere sempre e solo quella.  In tutto questo sfacelo, pero', io voglio ancora rivendicare la dignita' di chi non intende arrendersi al "nuovo che avanza" ed all' "Europa che ce lo chiede".  Per quel che mi riguarda se ne possono andare affanculo, io resto quel che sono sempre stato. Ho trovato un tetto a casa Storace, nella Destra, dove ancora si riesce a respirare ed  a coniugare un certo pensiero forte in tutta la sua declinazione. Tiro il fiato e mi guardo intorno, felice se non altro di non vedermoi sbucare da qualche anfratto una quercia, una margherita, una coccinella o qualche gabbiano scacazzante...Mi guardo quella fiaccola che ha contrassegnato la mia' giovinezza e dietro la quale sono morti tanti miei amici o se me lo consentite ...camerati..ed almeno mi sento tranquillo che se dovremo combattere questa ultima battaglia (che poi non e' mai l'ultima) avremo almeno una bandiera...Gia' com'era quel nostro vecchio manifesto ? Ah...Noi abbiamo ancora una canzone da gettare al vento ed una bandiera da innalzare al sole...Beh credetemi, di questi tempi grigi, in questa era di mezzo, e' un patrimonio che non ha prezzo

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