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di Gianni Fraschetti

 

Continua il nostro viaggio nella disperazione di un popolo. Mentre in Italia pare che si sia scatenata una corsa frenetica tra alcuni blogger su chi riesce a smentire meglio che in Grecia stia avvenendo nulla di men che normale e notiamo compiaciuti che sono sempre pseudo intellettuali vicini a Bersani-Vanzelos, come al solito stamattina presto sento il mio collega ad Atene che mi racconta la sua giornata di ieri. Volevamo capire meglio che roba fosse Alba dorata, quali radici avesse, se e quanto fosse contaminata, come spesso accade in situazioni limite come quella greca, e se fosse poi vero che si nutre essenzialmente di odio razziale. Questo e  il racconto di  Federico, messo in prosa dal sottoscritto.

 

DA ATENE - "  Nonostante il memorandum lacrime e sangue della Troika, che sta distruggendo il ceto medio e le imprese greche in cambio del denaro per evitare il default , il governo di Atene spende ben 11,7 milioni di euro in consulenze. E lo fa alla voce “Consigli per riacquistare obbligazioni”, dove inserisce una parcella salatissima per remunerare Deutsche Bank e Morgan Stanley. Ad ammetterlo in una seduta ufficiale del Parlamento e’ addirittura il viceministro delle Finanze Christos Staikouras che, rispondendo a un’interrogazione del deputato di Alba Dorata Alexopoulos Xrysovalantis, dice di aver assegnato la consulenza ad alcuni manager. Aggiunge che “il costo totale di fornitura di questi servizi non sarà superiore a 11.700.000 euro, oltre ad altre spese accessorie, che saranno pagati al termine del riacquisto, mentre in caso di mancato completamento del riacquisto sarà versato un indennizzo pari a 700mila euro per coprire i costi legali”. Il fortunato studio legale è “Cleary, Gottlieb, Steen e Hamilton LLP” e percepirà mensilmente 500mila euro, proseguendo sulla scia che vuole gli esecutivi ellenici degli ultimi due lustri particolarmente generosi con consulenti internazionali, pagati con cifre astronomiche ma, stando ai risultati, con discutibili motivazioni e soprattutto con drammatiche conseguenze.

Un dramma nel dramma che si somma alle difficoltà del Paese intero nel far fronte alle misure che sono entrate in vigore dallo scorso primo gennaio. La Grecia barcolla pericolosamente  sul bordo dell’abisso, verso quella bancarotta che tutti sanno essere inevitabile, sferzata a sangue da nuove imposte non convenzionali, con un giovane su due disoccupato, con l’economia che diminuisce a un tasso annuale del 6,9%, con i nuovi poveri che sempre più spesso cercano cibo nella spazzatura e con un solo partito, Alba dorata, che riesce a nutrirsi di questa indignazione moltiplicando iscritti e simpatizzanti in maniera esponenziale.

Siamo allora andati a vedere da vicino come sono fatti gli esponenti di questa formazione che tanto inquieta l’Europa e toglie il sonno ai vari  Schultz e Van Rompuy. La bella ed ovattata Europa dei burocrati di Bruxelles e Strasburgo, che decidono delle vite nostre e dei nostri figli senza aver ricevuto un misero voto, uno, che li legittimi a farlo.  Andiamo al Pireo, al porto di Atene dove si trova una delle ormai centinaia di  sezioni di Alba dorata, sempre aperta  agli iscritti, ai sostenitori ed in generale ad ogni  greco bisognoso d’aiuto. Di alimentari in primo luogo, ma anche di farmaci, medici, materiale scolastico, di chi faccia commissioni per gli anziani, di chi dia una mano a trovare un lavoro. Alba dorata c’è, e’ sempre presente con i suoi ragazzi infaticabili e potrebbe quasi essere lo slogan di questo movimento che sta conquistando il cuore dei greci.

La sede  dove ci rechiamo si trova in prossimità di una  chiesa situata in una piazza, occupa una dignitosa  palazzina dominata dall’insegna “ Alba dorata - La Grecia appartiene ai greci”.  L’ingresso e’ presidiato da una decina di ragazzi vestiti di nero da cima a fondo, le polo con i simboli del partito sono d’obbligo. Capelli corti, pantaloni militari dentro agli anfibi, usano walkie-talkie per comunicare tra loro e con altri gruppi che sono a giro per il Pireo ed invitano chi si ferma a curiosare ad entrare oppure allontanarsi per motivi di sicurezza.

All’ interno incontriamo Evghenia Christou, coordinatrice del fronte femminile del partito. È giovanissima, appena trentadue anni, mamma di una bambina di pochi mesi. Evghenia indossa un vestito semplice, appena sopra il ginocchio, sorride spesso e ha un tono di voce quieto mentre mostra il magazzino in cui vengono stivate le offerte di generi alimentari e di medicinali che quotidianamente affluiscono alle sedi del partito. Ci racconta che ogni sezione (le chiama proprio cosi’, evidentemente non glielo hanno spiegato a loro che le ideologie sono morte e che i partiti devono essere “leggeri”) di Alba dorata e’ attrezzata per tentare comunque di fronteggiare la disperazione che si e’ abbattuta sul popolo greco e ci  presenta Xeni, una psichiatra che, nel tempo libero dal lavoro, assiste i greci sopraffatti dalla crisi che si rivolgono ad Alba dorata. In ogni quartiere di Atene  c’e’ un servizio del  genere. “Qui trovano qualcuno con cui parlare, qualcuno che li ascolta e che aiuterà come possibile, questo sta alla base di tutto” ci dice Xeni ed  ha ragione. Molti greci colpiti dalla crisi sono alla disperata ricerca di punti di riferimento almeno per potersi sfogare e “Alba dorata c’è”.

 In segreteria lavora Eleni,  professoressa di storia e filosofia che  non ha dubbi ed è d’accordo con Evghenia: i migranti si ammazzano fra loro ma è ai fascisti che viene data la colpa.  Alba dorata attirerebbe l’odio del sistema proprio perché fuori dallo stesso, perché estraneo al potere clientelare, perché e’ il grande nemico, l’ultimo rimasto, di corruzione e malaffare politici, i due demoni che  insieme ai  milioni di migranti privi di documenti hanno portato la Grecia nell’abisso in cui si trova. “Ci odiano”, conclude Evghenia, “ e questo noi lo chiamiamo razzismo. Razzismo contro i greci“.

Ci parlano dunque di razzismo ma razzismo all’incontrario e tutti i sondaggi indicano questo movimento in crescita impetuosa.  Gli animi greci,  già gravemente turbati dalla crisi economica si  infiammano infatti facilmente e sentir parlare di “prevalenza nazionale”, ovvero di preferenza dei cittadini greci nella assegnazione del pochissimo che c’e’, si rivela una calamita irresistibile. Il discorso di Alba dorata e’ semplice nella sua crudezza, non ce n’e’ per noi greci, non basta, come possiamo farci carico di altri milioni di persone mentre manca l’essenziale per le nostre famiglie. Non c’e’ razzismo in cio’, c’e’ solo disperazione.

È ormai buio quando  esco dalla sede, Evghenia  mi parla dell’ ultima  iniziativa che hanno messo in campo. La creazione di una associazione  ribattezzata “Medici con frontiere”, composta da operatori del sistema sanitario che ha come obiettivo quello di assicurare ai greci una assistenza sanitaria su base rigorosamente volontaria. Secondo Alba Dorata, infatti, il sistema sanitario e’ andato completamente a catafascio e mancano addirittura i medicinali essenziali. Il governo destina risorse alla sanità pubblica col contagocce (ricordate il monito di Mario Monti?) e chiude  reparti ed intere strutture in nome dell’austerity imposta dall’Unione Europea e dal Fondo Monetario. Il taxi non arriva e ne approfitto per chiedere qualche notizia in piu’  ad Evghenia sul problema immigrazione e mi spiega che l'80% dell'intero flusso migratorio che si muove verso l'Europa passa dalla Grecia. Parliamo di centinaia di  migliaia di persone che, una volta arrivate nella penisola ellenica,  si trovano bloccate all'interno del paese grazie a un trattato europeo, il Dublino II, che li obbliga a richiedere asilo politico nel primo paese dell'UE in cui approdano.

Gli ingressi quotidiani di immigrati nel paese non si contano e  sono centinaia i disperati che vengono portati ad Atene ogni giorno e poi lasciati in strada. Gli immigrati vengono così spinti verso alcuni quartieri-ghetto dove i prezzi delle case sono più abbordabili; ovvero lì dove la presenza di stranieri è già molto forte, spesso di molto superiore a quella degli abitanti greci i quali, nel corso degli anni, hanno preferito abbandonare il centro della città in favore di zone residenziali più periferiche. Altri abitanti, invece, hanno deciso di restare, ma lo hanno fatto in nome di una vaga idea di resistenza all'invasione che ha presto assunto i contorni del razzismo violento che trova le sue radici nella necessità di difendere il proprio territorio. Secondo Evghenia dietro questa situazione ci celerebbe anche l'interesse della grande finanza e degli speculatori edilizi che stanno tentando di degradare alcune vaste  zone delle grandi citta’ greche allo scopo di comprare edifici di grande valore a basso costo ".

 

La giornata di Federico finisce qui. Come vediamo il problema e’ lo stesso in tutta Europa, a pensarci bene, ed alla affermazione di una forza politica come Alba dorata in Grecia fa da riscontro quella del Fronte Nazionale in Francia e di Orban in Ungheria che e’ divenuto anche Primo Ministro.  Se, dopo appena settanta anni dalla sua morte, il Fascismo risorge un po' ovunque, prepotentemente, piu' valido ed attuale che mai,  significa che il problema alla base del fenomeno non solo non è stato risolto, ma neppure lontanamente affrontato. I vincitori della Seconda guerra mondiale hanno imposto il loro modello economico e di sviluppo  al mondo che, finche’ e’ rimasto diviso in due blocchi, ha ben camuffato le ambizioni di dominio neo-liberiste che, con il crollo del muro di Berlino si sono immediatamente concretizzate in un progetto disumano. Un progetto di  vera schiavitu’ cui i popoli stanno cercando in maniera caotica e disordinata di opporsi e laddove si diviene prima linea in questa lotta, come la Grecia, e’ del tutto naturale cercare rifugio e conforto nell’unica dottrina sociale che promette vero riscatto e dignita’ all’essere umano.  I greci hanno capito che i partiti che li hanno condotti nell’abisso, tutti ed indistintamente,  sono quelli   nati dalla sconfitta militare e non politica del  Fascismo che ai finanzieri, ai petrolieri ed agli allevatori di maiali che volevano impadronirsi del mondo ed organizzarlo , come hanno poi fatto,  secondo la legge del denaro, le necessita' dell'automobile e la filosofia dei porci, oso' rispondere sollevando la spada. Lo fece per impedire che un sistema economico svuotato di qualsiasi sostanza umana (lo abbiamo sotto gli occhi) desse vita, come poi e’ avvenuto, ad un mondo fatto di insetti senza contraddizioni e dunque senza genio,  e senza continuita’ nell’infinito  e dunque senza speranza.  Ed il bel risultato di questo assetto del  pianeta e’ proprio quello che abbiamo sotto gli occhi, quello che sta portando l’intera Europa nell’abisso. L’uomo nella sua diversita’ e nella sua ricchezza e’ direttamente minacciato ma diviene difficile prenderne le difese trovandosi con le spalle contro il cumulo di macerie di cio’ che resta dell’Occidente, dei suoi miti e dei suoi ideali. Qualcuno comunque sta provando a farlo.

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