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 di Gianni Fraschetti

 

 

Anche se i Greci vengono accuratamente tenuti fuori dalle prime pagine dei giornali, la pentola in ebollizione della crisi greca non sta smettendo certo di bollire. Miseria diffusa e disperazione alimentano l’illegalità e la violenza. La sensazione che il paese stia cadendo a pezzi sta portando i partiti a vomitare unicamente  retorica per tentare di  riempire  il vuoto lasciato dalla politica, ormai totalmente screditata e prossima essa stessa al collasso. Molti greci pensano che il tempo della moderazione e della sopportazione sia finito  e se uno legge le storie di tutti i giorni che compaiono sulla stampa greca senza dubbio si chiede: “Fino a quando questa gente fiera sopporterà una tale umiliazione ed un  tale degrado? ”. Studiate il carattere greco e vi troverete un intreccio inesplicabile di contrasti. Nel nord europa si  rappresenta infatti la caricatura di gente pigra, scansafatiche, evasori fiscali che sorseggiano ouzo con gli amici nella taverna. Bene, non e’ esattamente cosi’. Il greco ha uno spirito combattivo così feroce che anche Hitler lodò l’abilità marziale dei Greci e la Merkel farebbe bene a ricordarselo: “Per amore della verità storica devo testimoniare che i greci, tra tutti gli avversari che ci hanno affrontato, hanno combattuto con grande audacia e disprezzo della morte.” E ne sappiamo qualcosa anche  noi italiani  che fummo quasi ributtati dentro il Mar Adriatico nel 1940.  Chiunque ritiene che la situazione ormai fuori controllo della Grecia si concluderà in pace sta dunque sognando. Non vi è alcun piano credibile per una ripresa economica, esattamente come da noi, peraltro. Il PIL greco sta implodendo. Le multinazionali stanno rapidamente levando le tende, a volte vendendo le loro operazioni greche a un euro solo per uscirne. Nessun investitore straniero sano di mente metterebbe i soldi in un nuovo business lì, e gli imprenditori locali che cercano di farlo, restano strangolati in un groviglio di burocrazia che nessuna mazzetta può districare. Rimane a tenere faticosamente in piedi la Grecia l’industria del turismo, ma è appesa ad un esile  filo che non reggera’ ancora per molto. Una serie di piccoli attentati e attacchi incendiari hanno gia’ scosso Atene. Hanno sparato con dei kalashnikov contro le finestre di politici. Un gruppo di guerriglia urbana il cui nome si può tradurre come “Circolo dei Fuorilegge/ Nucleo della minoranza militante fuorilegge”, rivendica attentati contro giornalisti colpevoli di difendere la politica del governo. Raramente ci sono degli arresti per questi reati e quando le violenze oltrepasseranno la soglia di fastidio e le prime notizie di vittime straniere arriveranno ai titoli dei giornali, il turismo internazionale andra’ altrove e lo fara’ rapidamente.  Gli scioperi ormai sono ormai all’ordine del giorno, la disoccupazione ha superato il 26% e la disoccupazione giovanile ha superato un incredibile 55%. I capifamiglia anziani e di mezza età non vedono speranza per il futuro, i suicidi sono schizzati alle stelle e mentre il mercato nero sta facendo un lavoro ammirevole per prevenire la fame il club del baratto sta sostituendo la moneta. Le conseguenze della crisi sulle entrate fiscali sono così disastrose che il governo sta considerando di vietare le operazioni in contanti superiori a 500 euro, per costringere i cittadini a utilizzare carte di credito o altri metodi di pagamento tracciabili. Esattamente quello che si apprestano a fare da noi  e vale la pena di considerare che . l'IMU e' stata introdotta in Grecia nove mesi prima dell'Italia. Con una coalizione Bersani-Monti o anche col solo Bersani  state pur certi che una pressione fiscale identica a quella greca sara' presto realta'. La Grecia e' avanti a noi di circa un anno e possiamo dunque prevedere con esattezza i passaggi che ci toccheranno. Nel frattempo   la pentola a pressione greca bolle e l’orologio scandisce inesorabile il tempo che  ancora resta prima del gran finale, prima del grande collasso di tutta la struttura sociale, raccontando il quale, Alex Politaki, sul Guardian, afferma una cosa ovvia ma che nessuno pare avere valutato con la necessaria serieta’: la Grecia si trova ad affrontare una crisi umanitaria, profonda e senza precedenti, in tempo di pace in Occidente. "... Ci sono i tre  markers che evidenziano la crisi umanitaria. In primo luogo, il numero di persone senza fissa dimora è salito a livelli senza precedenti per un paese europeo.  Stime non ufficiali dicono 40.000, un numero da fare rizzare i capelli.  In secondo luogo, la percentuale di greci che sono stati assistiti da una ONG medica,  in alcuni centri urbani è arrivata  al 60% del totale nel 2012. Questo sarebbe stato impensabile anche solo tre anni fa, dal momento che quel servizio normalmente si rivolgeva agli immigrati, non ai greci. In terzo luogo, c'è stata una crescita deflagrante nelle mense per i poveri e nella distribuzione di generi alimentari. ( Esattamente come sta cominciando ad avvenire da noi, dove le mense della Caritas sono ormai frequentate addirittura dalle famiglie italiana che non ce la fanno piu’ a tirare avanti ). In Grecia  non ci sono cifre ufficiali, ma la Chiesa Ortodossa distribuisce circa 250.000 razioni giornaliere, mentre un numero imprecisato di razioni sono distribuite dalle autorità comunali e dalle ONG. Per un recente ordine del governo, le razioni comunali saranno ulteriormente aumentate a causa di una incidenza sempre più alta di bambini che svengono a scuola di aver assunto su cibi a basso contenuto calorico. Per  i giovani studenti  ci saranno anche dei pasti leggeri ... "

 Una recente indagine condotta dalla Confederazion ellenica dei Professionisti, Artigiani e Mercanti   [GSEVEE]  ha evidenziato alcune cifre agghiaccianti. La metà della popolazione è a rischio emarginazione economica (non riesce a pagare le tasse, deve chiedere prestiti e  compra prodotti di qualità scadente per sopravvivere). Il 93,1% delle famiglie ha visto il proprio reddito ridotto più volte durante il periodo di crisi. Nel 40% delle famiglie c’è almeno un  disoccupato. Il 72% delle famiglie si aspetta altre riduzioni di reddito nel corso del 2013. ll 40% delle famiglie ritarda il pagamento dei debiti,  per fare la spesa,  mentre il 50% non ha un reddito sufficiente per fare la spesa. Il 42,5% delle famiglie compra solo prodotti e servizi di bassa qualità e si rivolge a negozi disposti a vendere questi prodotti e servizi. L'onere  di una pesante tassazione su prodotti e servizi insieme alla scarsità di prodotti e alla super-tassazione dei redditi "favorisce" l’evasione minacciando così che si riducano anche le entrate pubbliche. Una percentuale crescente di popolazione ( + 47%) tollera i vari sistemi per evadere imposte sulle vendite e sull’ IVA. Solo il 12,6% dei nuclei familiari dichiara che la fonte principale di reddito è il lavoro. La maggior fonte di reddito per le famiglie viene dalle pensioni (42,6%). Il 70% delle famiglie hanno ridotto  le spese alimentari, mentre il 92% ha ridotto le spese per  abbigliamento.

Tutto questo avviene in un contesto di  disoccupazione record  e di dati sulla salute in controtendenza mai sentiti in occidente  ma che dopo "tre anni di tagli e di austerità hanno fatto scendere le aspettativa di vita e salire la mortalità infantile del 4%". Insomma la Grecia sta precipitando nel  Terzo Mondo.

Il crollo della società greca è evidente a tutti, eccetto che alla casta dominante e al suo governo, proprio come in Italia. Dopo che il   Segretario Generale del Ministro delle Finanze Giorgos Mergos  ha detto che un salario minimo di  580 euro (lordo - prima delle tasse) e’  "troppo alto"  vi e’ ormai l’assoluta certezza che le persone che comandano hanno un'idea piuttosto approssimativa di ciò che sta accadendo nelle strade e nelle case greche. Esattamente come da noi. L'ultimo scandalo è che il governo minaccia di confiscare proprietà, stipendi e conti bancari a chiunque abbia un debito con l’Ufficio delle Entrate superiore a 300 euro. Questo, in un momento in cui la pressione fiscale è diventata così assurdamente alta che la metà della popolazione non sarà in grado di pagare le tasse, le bollette e le rate dei mutui nel 2013. Tenete a mente che queste sono le imposte sui redditi dello scorso anno - e i redditi dello scorso anno sono nettamente superiori, come sta avvenendo per la grande maggioranza dei greci, negli ultimi quattro anni. Le tasse di quest’ anno sono anche aumentate, per delle nuove imposte chiamate contributi di emergenza, o per i speciali prelievi, o anche per piccole tasse messe su beni di proprietà che finora erano sempre stati non-tassabili e poi le imposte indirette sono salite alle stelle.

Oggi una parte significativa di persone sono "evasori fiscali" , come mostra il sondaggio GSEVEE, semplicemente per poter  sopravvivere o perché letteralmente non hanno i soldi.

Ci sono voci insistenti, inoltre, o fughe di notizie dai parlamentari della maggioranza che la troika sta spingendo il governo greco a ritirare il blocco degli sfratti sulle case di chi ha avuto la proroga fino alla fine dell'anno.

Significa mettere la gente per strada, in massa.

Così il Ministero delle Finanze sta preparando l'invio di lettere di avvertimento a 2,5 milioni di cittadini, minacciandoli di mettere all’asta le loro proprietà (che, comunque, non si riescono a vendere per raccogliere contanti, perché il mercato immobiliare è morto stecchito – come in Italia -  e qualsiasi vendita ora è tassata su un valore molto più alto del "prezzo oggettivo" attuale di mercato) o bloccare depositi bancari e stipendi, a meno che i debitori non vengano a qualche tipo di accordo con il fisco. Ora, poiché le leggi fiscali sono diventate sempre più regressive, i più ricchi riescono facilmente ad arrivare a qualche accordo col fisco.   I poveri, invece, e tra questi  molti sono  immiseriti, disoccupati o addirittura senza casa,  molto probabilmente non saranno in grado di fare nessun accordo con le tasse e, anche se non hanno nulla che il fisco possa prendersi, potranno andare in  prigione. Proprio cosi’, in prigione: anche se  hanno solo 3000 Euro di debito, secondo le nuove regole infatti ,vanno in prigione. 

Così le persone più prese di mira e fortemente colpite saranno i più poveri, in genere quelli con il minor debito con il fisco, e che hanno una vera  difficoltà per riuscire a pagare.

A completare questa follia, il Ministero delle Finanze ha fatto circolare una proposta che prevede che chiunque abbia compiuto 18 anni sia registrato al fisco  (inclusi gli studenti delle scuole superiori e universitari), anche se vivono ancora a carico dei genitori. Quindi ogni greco vivente, non importa come viva, sarà tassato sulla base di un reddito presunto di 3000 euro, che il governo sostiene sia necessario se si riesce a sopravvivere.  Questa è letteralmente una tassa sull’aria che si respira, e significa che i figli che vivono con i genitori (e ricordate : in Grecia è veramente un sacco di gente, con una disoccupazione giovanile  che supera il 50%) sarà tassata di 75 euro, a meno che non riesca a esibire ricevute di spese che raggiungano  750 euro l'anno.

Si tratta di una doppia imposizione sui redditi dei loro genitori. Naturalmente e ancora più velenosamente questo vale che anche per quei  40 mila senza casa che dovranno far vedere le loro ricevute per  750 euro di spese, se non vorranno pagare  75 euro di tasse. Pazzia pura. E indovinate un pò'? Dopo tutta questa fantasia, ( si vede chiaramente l’impronta della stessa mano che sta operando in Italia)  il gettito fiscale sta crollando. Nonostante gli enormi aumenti delle tasse, applicati come parte delle misure di austerità richieste dai creditori internazionali, il gettito fiscale  ha registrato un decremento del 16% rispetto all'anno precedente, con una perdita di 775 milioni di euro, ovvero un miliardo di dollari in un mese.

Si è adottata una politica economica che porta al fallimento dello stato - una colonia indebitata con nativi immiseriti. E la Grecia è solo la cavia per il resto dei paesi del Sud dell'Unione Europea.

La conseguenza  di tutto cio’  è non soltanto l’aumento della sofferenza sociale, ma l’emergere di una crudeltà istituzionale sino a oggi inusitata. Prodotto del potere  dei burocrati europei e dell’azione di governo di economisti che troppo spesso sono solo professori e non intellettuali, con conseguenze ancor più umanamente devastanti. Essi concepiscono infatti i soggetti umani come cavie e non come persone. Ed oltre a quanto accade in Grecia, qui da noi basta guardare con attenzione Monti e magari la Fornero per capirlo. Non si tratta, infatti, di piangere, ma di chiedere scusa, di pentirsi e di avere un attimo di coscienza e non di autostima illimitata di sé. Si tratta di capire che le decisioni politiche hanno conseguenze drammatiche sulle persone. Le persone, pero’ e  non bisognerebbe mai dimenticarlo, non solo soffrono, ma possono anche  ribellarsi  e dilaniare i loro aguzzini se si supera il livello di guardia. Un  livello che  In Grecia e’ ormai prossimo, con Italia e Spagna che seguono a ruota.

La sofferenza sta divenendo ormai disperazione ed all’orizzonte si intravede solo efferrata crudeltà istituzionale. Per  porre un argine prima dell’abisso e  far finire questo tormento, occorre il realismo delle scelte politiche che appaiono impossibili e che sono per questo le sole praticabili e giuste. Si torni ad una moneta sovrana, si nazionalizzino le banche, si esproprino i patrimoni delle Fondazioni Bancarie per trovare i denari per rifondare lo stato imprenditore e si riprenda la via dell’economia mista. A differenza dei greci noi siamo ancora in tempo per salvarci senza passare attraverso una guerra civile sanguinosa, a patto pero’ di comprendere che una societa’ non puo’ prosperare sulle sofferenze inflitte a lavoratori e che che stiamo preparando un futuro da incubo per i nostri figli, condannati  a vivere male i due terzi della loro vita per poi passarne l’ultima parte in totale ed assoluta indigenza.

 

 

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