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braccia levate al cielo

di Gianni Fraschetti

 

Prosegue il nostro viaggio nella Grecia che sta morendo, assassinata da quella  finanza apolide ed avida fino all'omicidio che ormai ha assunto il controllo pieno di tutte le leve di comando europee e che non ha piu' freno alcuno nel depredare i popoli, spingerli verso il baratro e poi scaraventarceli dentro una volta privati di ogni bene. E' tutto nelle loro mani ormai ed i risultati si vedono. Stamattina ho parlato nuovamente col mio collega che si trova  ad Atene. Era ancora in Albergo, al St. George Lycabettus, che sorge in cima alla omonima collina. Un Albergo di lusso, ottimamente frequentato che si e' ora ridotto, per tentare di sopravvivere, a vendere le sue camere per qualche decina di Euro ai pochi giornalisti che si recano ad Atene per vedere con i loro occhi come e' stata ridotta questa citta' e la Grecia intera. Federico e' affacciato al balcone della sua camera mentre parliamo e sta guardando il Partenone che si staglia nel cielo di Atene proprio nella collina di fronte a lui. Conosco bene quei posti e mi par quasi di vedere cio' che Federico mi descrive. La Plaka, il piu' antico e caratteristico quartiere di Atene, che si stende ai piedi del Partenone non c'e' piu', o meglio e' nascosto alla vista dai fumi emessi da migliaia di camini nei quali viene bruciato di tutto per scaldarsi. Federico mi ha raccontato di essere stato li' ieri sera per cenare. In effetti le strette viuzze della Plaka erano un concentrato di ristoranti di tutti i tipi, caratteristiche taverne greche, bar rumorosi frequentati da una clientela cosmopolita di giovani e negozietti di tutti i tipi.  Musica, sapori, calore e colori di Grecia, quella zona brulicava di vita e bruciava dalla gioa di viverla. Ora non c'e' piu nulla a quanto pare, solo quella puzza oscena  di bruciato che e’ ormai divenuta il filo conduttore dell’agonia dei greci  ed anime in pena che vagano desolate perche' non hanno piu' una casa dove andare. Questa e' la Grecia di oggi, una delle due culle della civilta' occidentale,( l’altra e’ Roma, lo ricordo ai distratti ), immolata ai banchieri in una sorta di diabolico sacrificio umano che servisse da lezione a tutti.  Novella Ifigenia in Aulide la Grecia doveva pagare i suoi conti, i debiti contratti per entrare in questa moneta maledetta  che  sembra ormai il vettore su cui cammina la peggiore peste che sta intossicando l'Europa intera.  Il popolo greco paga le colpe di una classe dirigente inetta e ladra ( ricorda qualcosa ?) che si riduceva poi a due famiglie che dal dopoguerra hanno dominato il paese, i Papandreu, alla testa dei socialisti ed i Karamanlis che guidavano i conservatori. Una sorta di scapoli contro ammogliati della politica, dopo il Parlamento tutti insieme a bere in osteria. Hanno fatto un vero capolavoro. La Grecia ormai e'  divenuta un termine di paragone col quale si misura l'orrore allo stato puro. Quando sentiamo quel cialtrone di Casini raccontarci che Monti ci ha impedito di "Finire come la Grecia", pare quasi di udire  la minaccia della madre esasperata ma incapace al piccino che non vuol dormire, "Arriva l'uomo nero". Li' il cattivo, il mostro, l'assassino seriale e' arrivato sul serio, impeccabile nella sua grisaglia di Sawile Road o di Caraceni a verificare quanto a fondo e' penetrata la lama della sua cupidigia nelle carni di un popolo che fu una volta libero e  felice. Atene vive una crisi economica  e sociale inesorabile, nonostante gli  ambienti governativi annuncino in maniera ricorrente timidi segnali di ripresa  sperando di indorare la pillola. Ma gli annunci di Samaras e di Papademos sono totalmente falsi, esattamente come “la luce in fondo al tunnel “ di Mario Monti qui da noi. Non ci sono segnali di ripresa,  altro che segnali di ripresa, la Grecia sta morendo, avvelenata da misure economiche folli e dai miasmi dei falo' dei nuovi poveri, ed  a fare le spese della atroce  povertà dilagante  sono  il popolo ellenico e tutto il Paese che la classe politica ha deciso di svendere ai Paesi emergenti, Cina in primis. Le ricette di austerità imposte dalla troika (Commissione Ue-Bce-Fmi) con i prestiti ad usura hanno  sortito il loro effetto garantendo lauti compensi agli speculatori internazionali e a tutti quelli che sono disposti ad acquistare a basso prezzo “i gioielli di famiglia” della Grecia con annesso sfruttamento di lavoratori ellenici pagati mensilmente.  Quello che stanno tentando di fare anche da noi e Bersani pare proprio il clone di Papademos, col quale condivide la stessa appartenenza politica al parlamento europeo e Papademos, lo rammentiamo, e’ un grosso mascalzone.  Il Paese che una volta era la culla della civiltà occidentale, oggi è diventato uno spauracchio infetto, dal quale stare lontani.  E non è poi così difficile capire il perché: il 50% delle famiglie greche, nel 2013, non riuscirà più a pagare tasse e bollette. Nelle piazze del Paese periodicamente avvengono distribuzioni gratuite di cibo da parte dei ragazzi di Alba Dorata che pare essere l’unica formazione politica greca ad avere alzato la bandiera nazionale come simbolo di rivolta contro il massacro sociale imposto dalla UE e sono ormai decine di migliaia i greci, soprattutto giovani, che accorrono  tra  sue fila. La Merkel, nella sua recente visita in Grecia e’ stato accolta da boschi di braccia destre tese verso il cielo nel saluto romano da moltitudini che urlavano tutta la loro rabbia e l’amore infinito per la loro terra. Finira’ male. Oltre il 50% dei cittadini greci sotto i 25 anni ormai non ha un lavoro. Il 90% della popolazione non spende più in vestiti e in calzature. Il tasso di disoccupazione della Grecia ha inanellato un nuovo record portandosi al 27,0% nel mese di novembre dal 26,6% rivisto di ottobre, secondo i dati dell'ufficio di statistica greco Elstat. Secondo informazioni del Ministero delle Finanze greco , le entrate intanto si sono ridotte del 7% rispetto all’obiettivo fissato e del 16% rispetto allo  stesso periodo dell’anno scorso. L’ammanco ha raggiunto quota 305 milioni di euro ed è dovuto soprattutto alla diminuzione delle entrate dell’Iva, ridottesi del 15% per effetto del calo del giro degli affari e del consumo del gasolio da riscaldamento. Un segnale molto chiaro del livello raggiunto dalla crisi economica, frutto di misure di  austerità  crudeli e della conseguente recessione che strozza famiglie e imprese elleniche. A questo si aggiunge la difficile situazione sociale che rappresenta una vera e propria polveriera pronta ad esplodere  a causa della disoccupazione record in aumento crescente, pari al 26,8%, mentre quella giovanile tocca addirittura il 56,6%. Il livello della disoccupazione greca è più del doppio della media della zona euro (11,7% a novembre) con il mercato del lavoro tenuto sotto pressione dalla recessione innescata dalle misure di austerità. E come ha rivelato anche Ernesto Galli  della Loggia sul Corriere della Sera, "secondo le statistiche internazionali la Grecia ha il più alto numero di bambini sottopeso di tutti i Paesi dell’Ocse", e questo perché è difficile anche acquistare il latte per i bambini. Li stanno facendo morire di fame, deliberatamente e come  potremo mai dimenticare le parole di quella oscenita’ travestita da donna di Christine Lagarde. “Non ho pieta’ per i greci. Devono pagare i loro debiti, fino all’ultimo centesimo”. Intanto ad Atene  si vendono perfino i prodotti scaduti, scontati a 1/3 del loro prezzo. Anche la salute è un problema di rilevanza non indifferente: ormai mancano anche i medicinali  e molti  medici sono in fuga dal proprio Paese per cercare fortuna altrove. Di notte  nelle citta’ greche moltissimi cittadini si aggirano come cani randagi alla ricerca di cibo. Un quadro post nucleare  da incubo di cui però i non si parla. Non se ne vuole proprio parlare. Perché fa paura,  perché è il riflesso di quello che presto potrebbe diventare anche l’Italia. 

 

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