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storace5-300x232di Gianni Fraschetti

 

Bene ha fatto Francesco Storace a rompere gli indugi ed a marciare con i suoi dritto sul punto. La Regione Lazio. La salmerie seguiranno, come sempre. Si correva il rischio altrimenti di dare un vantaggio che avrebbe potuto divenire incolmabile al candidato della sinistra che e' invece ampiamente alla nostra portata. Nostra e del Segretario della Destra che in questo tipo di sfide si esalta e riesce a dare il meglio di se e Storace vuole vincere. Per una infinita' di motivi  facilmente intuibili e che non sto qui ad elencare tanto sono chiari ma soprattutto per se stesso poiche' troppi conti sono rimasti in sospeso. Conti che e' giunto il momento di chiudere. La sconfitta con Marrazzo, maturo' in circostanze paradossali che videro un certo mondo, fatto di interessi occulti, di clientele e di complicita', trovare unita' di intenti e coesione nella comune volonta' di volersi liberare a tutti i costi di un Presidente che evidentemente dava molto fastidio. Era la  sua persona stessa ad essere ingombrante, la sua provenienza politica chiara e totalmente  priva di quei chiaroscuri insidiosi e di quelle ombre sinistre che  viceversa vengono ritenute indipensabili per  galleggiare proficuamente nell'acqua stagnante e maleodorante della politica romana e degli affari ad essa collegati.

Una politica bisessuale a tutto tondo. Bisessuale e puttana.  

La sua attitudine a parlare con schiettezza invece, il suo proclamarsi orgogliosamente di destra, senza  finzioni e senza compromessi, rappresentavano  un modo di essere e di fare intollerabile in determinati ambienti che amavano e amano che  certe stanze che contano vengano occupate da personaggi  politicamente aperti a tutto, assai  piu' malleabili, per non dire totalmente proni al loro potere, come Badaloni e Rutelli, oppure organici a schemi di piena contiguita' e funzionalita' tra un certo potere politico e  determinati interessi. Come Veltroni ad esempio o come stanno cercando di far divenire Alemanno, ormai sempre piu' lontano dagli ideali e  dalle ragioni che lo portarono in politica. Sotto questo punto di vista con Storace possiamo stare tranquilli. L'uomo non e' in vendita, ne' si vende gli amici che lo accompagnano in queste acque turbolente. E' un passionale ed un sanguigno. Uno che crede in cio' che dice, e di questi tempi, in politica,  e' merce rara, credetemi. Ha alto e ben radicato nel cuore il senso della comunita', ovvero di quell'insieme di donne e uomini legati da un comune sistema di valori, che hanno messo in comune sofferenze e speranze e che percorrono lo stesso cammino aiutandosi l'uno con l'altro. A quella comunita' ha dato una casa, la Destra, dopo che qualcun altro aveva fatto tabula rasa spingendo un intero popolo alla diaspora. E per fare cio' non ha esitato a giocarsi la sua vita politica. Dunque Francesco e' uno che mette sicuramente l'amore per la sua gente e per il suo popolo al primo posto nella sua vita. E per amore non esita a rischiare in proprio, anche pesantemente. L'avere gia' deciso di candidarsi fa parte di questo suo carattere. Non ama i troppi indugi quando la strada da percorrere e' chiara. Zingaretti non e' un grande avversario, lo puo' divenire se gli si oppone il nulla. Come Badaloni. Anche all'epoca si poteva vincere, Badaloni non era certo un fenomeno ma opporgli Michelini fu un suicidio. Un suicidio voluto ? Mah.......Certo e'  che con quella infelice scelta  si inauguro' la infelice prassi che gli uomini dichiaratamente di destra non andavano bene in questi duelli elettorali  all'ultimo sangue e quindi si cercava sempre l'indefinito, lo sfumato, il poco caratterizzato, lo sbiadito, quando il nostro elettorato, e per nostro intendo  quello dell'intero centrodestra, cercava invece ben altro. Cercava i tratti decisi e le parole chiare.  Se vi fate un piccolo riassunto degli ultimi vent'anni non potrete che convenire con me. Il candidato "moderato" non ha mai sprigionato grande appeal elettorale. Non faccio altri nomi per carita' di Patria ma ognuno puo' tranquillamente verificare quanto sto dicendo andandosi a vedere quanto e' accaduto in tutta Italia durante questo ventennio. Gli italiani hanno sempre premiato i candidati espressi dalla destra. Sempre. Hanno viceversa punito severamente le infinite varianti di "moderatismo"  che puntualmente gli andavamo a propinare. Sempre. E non si comprende come un uomo come Berlusconi, attento agli umori del popolo italiano in generale e del suo elettorato in particolare, non abbia mai fatto caso alla costante ripetizione di questo errore che puntualmente, ogni volta, ci portava al disastro. Circondati dagli imbecilli non si puo' vincere. Speriamo che il Cavaliere finalmente lo abbia compreso e che non dia ascolto alle puntuali farneticazioni che l'idiota di turno gli sta soffiando nell'orecchio. Contro Zingaretti, che ha dalla sua il vantaggio non da poco di una inerzia che sta continuando comunque a gonfiare le vele della sinistra, occorre un candidato immediatamente identificabile da tutti. Amici ed avversari. Un candidato che riesca ad occupare immediatamente il centro del ring e che sappia come e dove colpire. Da subito. 

E con  Storace, almeno sotto questo punto di vista, siamo a posto. E' un combattente di razza. Lo ha nel sangue. Non gli dara' tregua. Fino all'ultimo secondo della campagna elettorale. Storace vincera' perche' vuole vincere, per la sua gente, per se stesso e soprattutto perche' ha ben compreso che  questa campagna elettorale sara' DETERMINANTE per le sorti della Nazione. Il destino stesso dell'Italia si compira' infatti,essenzialmente, in Lombardia e nel Lazio. Dunque non c'e' spazio per i soliti giochetti, Storace lo ha capito, si e' preso le sue responsabilita ed ha rotto gli indugi.   Che le salmerie seguano adesso perche' non c'e' altro tempo da perdere.

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