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di Quotidiano Giovani -

 

Leonidas Nikas, il direttore di una scuola elementare di Atene, racconta: "Neppure nei miei incubi peggiori mi sarei aspettato una situazione del genere. Siamo ormai al punto in cui i bambini arrivano a scuola affamati. Le famiglie hanno difficoltà non solo con il lavoro, ma a sopravvivere".  E' una realtà questa che dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti, visto che la Grecia fa parte dell'Europa, è a un tiro di schioppo da casa nostra e ben sappiamo come sia stata colpita dalla crisi. Eppure, se l'avete notato, nessuno ne parla. Tutti i giorni si discute di extracomunitari in difficoltà che arrivano dalle coste della Libia piuttosto che da quelle dell'Egitto e della Siria, ma di quello che sta accadendo praticamente a casa nostra, poche parole o trafiletti in ultima pagina, e assoluto silenzio da parte dei maggiori media e delle grandi reti televisive, come Sky, Mediaset o la stessa Rai.  Eppure, secondo un rapporto dell'Unicef del 2012, tra le famiglie greche più povere e con bambini oltre il 26% ha una dieta economicamente debole, nel caso di minori non sufficiente a coprire il necessario apporto calorico in una fase di crescita. L'anno scorso l'ONG Prolepsis ha realizzato un programma per fornire panini, frutta e latte a 34 scuole pubbliche, dove oltre la metà delle 6.400 famiglie aveva problemi di cibo. Quest'anno il  programma è stato esteso a 120 scuole e 20 mila bambini, ma è ancora solo una goccia nel mare di un'intera popolazione sempre di più allo stremo.  Non è un caso, infatti, se in questi giorni si è arrivati da parte del governo ad autorizzare la vendita di alimenti scaduti, sia pure solo nei supermercati, escludendo ristoranti e bar. Tutto ciò ha portato a una sorta di sommossa da parte delle associazioni dei consumatori, che hanno denunciato come una simile situazione crei di fatto una separazione tra consumatori di "serie A" e consumatori di "serie B", oltre a ledere la dignità di tutto il popolo greco. Ciononostante, il governo è rimasto sulle sue posizioni, e il ministro dello Sviluppo, Giorgios Stergiou ha precisato che comunque questa sorta di "liberalizzazione" non si rivolge a tutte le categorie di cibi, ma solo quelle che presentano la dicitura "da consumarsi preferibilmente entro...".  La data di scadenza, ha detto infatti l'uomo politico, non comporta in molti casi che il cibo sia immangiabile o pericoloso per la salute se ingerito. La norma si applica infatti solo su cibo come riso, pasta, olio, ma esclude carne, latte e suoi derivati.  Si è fatto anche notare che la norma varata rientra nella legislazione europea che prevede per alcuni cibi la possibilità di essere venduti anche oltre la scadenza. Per esempio si può andare una settimana oltre la scadenza per i cibi che indichino sulle etichette mese e giorno; un mese oltre la scadenza per cibi che hanno indicazione con espressi solo mese e anno, e per tre mesi se nella scadenza viene riportato solo l'anno.

 

Si cerca dunque in qualche modo di arginare la pesante situazione in cui si trova il popolo greco, con una disoccupazione al 27,9%, e una disoccupazione giovanile al 64,9.  Negli ultimi sei mesi, poi, invece che un miglioramento se pur lieve, si è registrata un'ulteriore perdita di vendite al dettaglio che sono sprofondate di un consistente 14%, mentre è salita la pressione fiscale e si è ridotto il reddito medio che rispetto al 2011 è minore del 17,80%. Una tragedia a un passo da noi, ignorata e dimenticata dall'Europa e che ci fa inorridire perché potrebbe somigliare al nostro prossimo futuro se davvero non ci si mette in testa che il tempo per i giochetti di partito è definitivamente terminato.

 

Quotidiano Giovani

http://www.quotidianogiovanionline.it

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