di Gianni Fraschetti -
Quando certe facce di tolla parlano delle cose egregie fatte da questo governo, sarebbe carino che ci specificassero quali. Da qualche settimana Letta e Saccomanni, un idiota che non si comprende come potesse occupare la poltrona precedente, più che l'attuale che non conta un cazzo, non fanno altro che parlare di luce in fondo al tunnel e di uscita dalla crisi. Sorge a questo punto un sospetto, ma quando parlano sono sotto effetto di stupefacenti o ci prendono deliberatamente per il culo ? Altro che inizio della ripresa, altro che "timidi segnali" di miglioramento della situazione, altro che "cose egregie" fatte da questo governo. L' ISTAT racconta tutt' altre storie, ovvero che la nostra decrescita prosegue con un bel -1.8% tondo, tondo, rispetto all'anno scorso, con la prospettiva, a fine anno, di arrivare a un bel -2.1%. Enrico Letta è dunque nei guai fino al collo. Perché non solo queste sono le prospettive generali della nostra economia ma inoltre si ritrova nel borsellino soltanto pochi spiccioli, mentre avrebbe bisogno di almeno 15-20 miliardi di euro per onorare gli impegni assunti al momento della formazione del suo gabinetto.
La verità è che i soldi non ci sono, giacché le nostre residue disponibilità, detratte le somme da pagare per gli interessi sui prestiti contratti con la finanza usuraia, sono state già impegnate dal precedente governo di quel venduto di nonno Mario per obbedire ai diktat dell'Europa. E precisamente: 45 miliardi di euro all'anno per ridurre il rapporto debito pubblico/PIL come da previsione del cosiddetto Fiscal Compact, e 25 miliardi di euro all'anno per la nostra partecipazione al Meccanismo Europeo di Stabilità. E il bello è che quei mascalzoni di PD e PDL queste cose le sanno benissimo, perché entrambi hanno votato, senza nemmeno un sussulto di dignità, la ratifica dei trattati con cui l'Italia ha aderito ai due infernali marchingegni europei, rispettivamente il 14 settembre ed il 25 settembre del 2012. La colpa, quindi, non è soltanto del Governo Monti, ma anche delle forze politiche che lo hanno sostenuto e che, adesso, sostengono il Governo dei due Letta. Zio e nipote. Già, perché nulla è cambiato dai tempi del "fenomeno" della Bocconi: stesso zerbinismo lecchino euro-dipendente, stessa masochistica subordinazione ai mercati, stesso imbecille innamoramento per i padroni americani che stanno mettendo a ferro e fuoco il Mediterraneo, e, comeè ovvio, stessa maggioranza obbediente ai desiderata di Re Giorgio, il figlio di Umberto il codardo. Enrico Letta, infatti, non è che il becero continuatore dell'opera di Monti, l'unico docente universitario di livello del quale non è dato conoscere una pubblicazione. Dicansi una ! Letta, dal canto suo, ha solamente un volto meno arcigno, per il resto è uguale al suo predecessore. Uno zarbino su cui chiunque può pulirsi le scarpe.
Naturalmente, con queste premesse non potremo che andare a sbattere. E' già scritto. Speriamo dunque che Berlusconi venga dichiarato decaduto, che lo scienziato di Arcore comprenda che di questo passo finirà in galera e che si ribelli al destino che gli ha costruto Letta zio, facendo cadere Letta nipote e andando deciso a elezioni. Poi speriamo che gli italiani si sveglino. A salvarci, infatti, potrà essere soltanto un governo che ripudi gli "impegni con l'Europa", ripudi la parte del debito "odiosa" e che si riappropri del diritto di battere moneta. Soltanto così potremo venirne fuori: creando il nostro denaro e dandolo in pagamento non agli usurai, come facciamo oggi ma ai creditori veri, con i quali avremo programmato un piano di rientro. Non ne usciremo mai facendoci prestare altro denaro (cosa che facciamo ad ogni emissione di BTP, due volte al mese) e aumentando così il nostro debito pubblico che già cresce per suo conto, per effetto degli interessi spaventosi che dobbiamo sopportare. Di questo passo otterremo l'unico risultato di metterci ancor più nelle mani degli strozzini, e di dover cedere sempre di più: più denaro, più economia reale, più svendita del patrimonio pubblico, più provvedimenti di macelleria sociale, più riduzione delle spese per sicurezza, sanità, istruzione, eccetera. È logico che gli usurai vogliano tutto questo. È meno logico che i nostri governanti non si oppongano ma agevolino il progetto di spogliarci di ogni avere.
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