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(Gianni Candotto) - Ho letto con attenzione il programma del costituendo governo. Ha cose molto interessanti, cose che mi lasciano perplesso e un problema di fondo che si chiama Ue (anzi Euro).
Partiamo da un presupposto: le sabbie mobili in cui ci hanno infilato i governi dal 2011 ad oggi (da Monti a Gentiloni) sono un pantano da cui è difficile uscire. E l'idea di cambiare radicalmente strada, passare da una folle austerità che ha depresso i consumi, alzato le tasse, venduto molte proprietà pubbliche ai francesi (guarda caso i più contrari a qualsiasi cambiamento) e come risultato ha solo aumentato il debito (altro che risanamento), a una politica espansiva fatta di investimenti pubblici e tagli di tasse è sicuramente l'idea giusta. Tuttavia c'è un problema di fondo: la Ue e i parametri e soprattutto l'Euro. Tanti diranno che a rimanere nel rapporto deficit/pil al 3% c'è stata, in questi anni, solo l'Italia. Però dimenticano che chi ha sforato, ha sforato di un punto, un punto e mezzo percentuale al massimo, mentre solo il radicale taglio di tasse della flat tax costerebbe 80 miliardi all'anno (che significa 5% di deficit pil) a cui vanno aggiunti riforma delle pensioni (con quota 100 che manderebbe tanti italiani in pensione a 57/58 anni, riforma cui sono contrario per i primi anni, mentre sono a favore di una rivisitazione della Fornero), investimenti pubblici e reddito di cittadinanza, che ha costi variabili in base a quanto e a quanti viene erogato. Quindi come minimo altro 5% di deficit pil. Quindi parliamo di almeno 4-5 anni con un rapporto deficit pil al 13/15%. Cui bisognerà aggiungere i maggiori costi sul debito (lo spread salirà ovviamente) ecc. 
Quindi il programma è impossibile? No non lo è a due condizioni. La prima è la rinazionalizzazione del debito pubblico e della banca d'italia. Per rinazionalizzazione del debito intendo che il debito pubblico ritorni in mani esclusivamente italiane (attualmente solo il 60% del debito è delle famiglie italiane,) con un sistema di incentivi e disincentivi fiscali (cosa che porterà a un primo scontro durissimo con la UE). Pochi sanno che gli italiani hanno investimenti liquidi pari a 5000 miliardi di euro che, se vivessimo in un paese nazionalista in cui i cittadini credono nella propria patria, ci permetterebbe un debito pubblico pari al 320% a interessi 0, meglio del Giappone. La rinazionalizzazione del debito ci permetterà di evitare il problema dello spread e secondariamente l'uscita dall'Euro che permetterà di non avere parametri, di riavere in mano la leva dell'inflazione e della politica monetaria e di rendere sostenibile un debito pubblico più alto di quello attuale. In queste condizioni il programma economico non solo è sostenibile ma sarà il volano di una crescita senza precedenti, mentre altrimenti avremo solo (con gran piacere della sinistra che ci ha portato in questa situazione) il tracollo del paese e il suo commissariamento.

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