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di Andrea Curreli

I regimi si reggono su un consenso che non può ammettere critiche. Se qualcuno si sottrae al rigido controllo viene ostacolato in tutti modi. Un tempo veniva messo a tacere, oggi semplicemente viene ignorato e boicottato. Nell’Italia di Mario Monti, il tecnocrate con i toni pacati che piace tanto agli economisti e ai banchieri di mezzo mondo, capita così che una voce fuori dal coro dei media osannanti resti inascoltata. E mentre nel Belpaese la gente fa i conti con i numeri impietosi di una crisi che tarda a passare, le case editrici preferiscono puntare sui libri di ricette o sulle lacrime d’inchiostro di un padre Vip che non riesce più a vedere i suoi figli. In questo quadro desolante un libro come Il Grigiocrate Mario Monti. Nell'era dei mediocri (Fuorionda editore, 2012) scritto dallo stimato giornalista de Il Sole24ore Augusto Grandi insieme agli scrittori e saggisti Daniele Lazzeri e Andrea Marcigliano con la prefazione di Piero Sansonetti viene totalmente ignorato. I “montiani” di ferro, quelli che spesso invocano il rigore per i figli degli altri ovviamente “choosy”, potrebbero ribattere che il testo antipremier non ha avuto risalto (è uscito a fine maggio) perché di scarso valore. Ma lo stesso libro di Grandi ha raccolto consensi e recensioni positive sia da parte dell’edizione tedesca del Financial Times, che per gli amanti delle etichette è il principale giornale economico-finanziario del Regno Unito, sia dalla rivista specializzata italiana “451” che può vantare la partnership con una delle più autorevoli riviste culturali al mondo ovvero la New York Review of Books. Grandi spiega  il progetto di Mario Monti fatto di svendita dei beni pubblici, taglio dei servizi sociali, privatizzazioni e ricerche di investitori stranieri. Il tutto tra influenze di Goldman Sachs e Gruppo Bilderberg.

Grandi, lei denuncia il fatto che il premier può fare quello che sta facendo perché la classe politica "assiste inerme e impotente". Lei definisce i partiti politici come "topolini che corrono più o meno festanti o riottosi verso il precipizio".
"Quando noi parliamo di era dei mediocri non ci riferiamo alla Banda Monti e alla Fornero, che sono sicuramente mediocri, ma sopratutto a questa classe politica che va a suicidarsi. Abbiamo dei politici che dopo Berlusconi non hanno saputo reagire, che ancora oggi vanno a dire alla gente quanto sia bravo Mario Monti e che ripetono che non lo vogliono ma sono pronti a seguire tutti i punti della sua agenda. Questo è il suicidio della politica".
In Spagna dove la politica non ha ceduto il suo ruolo ai tecnici, la situazione non è stata migliore. Il politico Rajoy non è tanto differente dal tecnico Monti.
"Ma quando parliamo di una classe politica mediocre non dobbiamo pensare che sia solo un caso italiano. Vale anche per Rajoy che, anche se è stato eletto, è stato messo lì per fare quello che hanno deciso di fargli fare. Mi spiego: la classe politica non è mediocre quando riesce a ribellarsi a questi poteri che ti dettano l'agenda. Non illudiamoci è esattamente quello che succederà presto in Italia con il 'Monti bis' o con un nuovo governo che decida di applicare le sue politiche. In base a che cosa tu dovresti andare a votare per elezioni primarie del centrosinistra per Renzi o Bersani quando a decidere tutto saranno ancora una volta Monti e Napolitano? Ma attenzione lo stesso discorso vale per il centrodestra, basta sentire quello che dicono Frattini e tanti altri. In queste condizioni è del tutto inutile andare a votare".
Dal vostro libro emerge però che Monti e Napolitano sono in realtà un mezzo o un tassello di un disegno più ampio per impoverire l'Italia. Qual è questo progetto?
"La dimostrazione di quanto noi sosteniamo è sotto gli occhi di tutti. Quando Mario Monti dice che a questo punto l'Italia è in saldo ed è ora che qualcuno la compri e oggi Goldman Sachs dice che noi siamo una sorpresa positiva e meritiamo maggiori investimenti capisci che la svendita è iniziata. Noi avevamo ipotizzato questa situazione a maggio, oggi si è avverata. Prendiamo ad esempio anche l'Ilva. Per anni non ti sei preoccupato di imporre all'azienda determinate regole, si è giunti alla chiusura della fabbrica e ora sei pronto a versare tre miliardi di euro di finanziamento sapendo benissimo che non basteranno e che entreranno in scena altri investitori che non aspettano altro. Il prossimo obiettivo è Finmeccanica già sotto attacco, ma poi questa svendita proseguirà con tutti i beni dell'Italia".
Finmeccanica è sotto attacco da parte della magistratura?
"Finmeccanica fa quello che fanno tutti i suoi concorrenti a livello internazionale ovvero cerca di oliare per chiudere una trattativa. Ma in Francia questo meccanismo, se utilizzato per corrompere governi o investitori esteri, è considerato un merito. Invece la magistratura francese interviene solo in caso di corruzione interna".
Lei ricorda che Monti è accusato di applicare un "modello cinese". Poi provocatoriamente ipotizza che il "modello italiano", privato costantemente di diritti essenziali per i lavoratori, sarà presto peggiore di quello asiatico.
"La Cina si è resa ormai conto che il capitalismo d'assalto applicato in questi ultimi anni non può essere più portato avanti. Per questo, ad esempio, Pechino ha imposto che i figli debbano occuparsi dei genitori perché in un sistema sociale che funziona è necessaria la coesione e la famiglia. Non si tratta di affetto, ma di un calcolo preciso: il figlio che assiste il genitore alleggerisce il costo per lo stato. Mentre in Italia si invitano i giovani ad immigrare, in Cina c'è una forte attenzione al fatto che tutti devono poter vivere. Ho visto tre lavoratrici pulire una fontana con tre spazzolini minuscoli, un lavoro per il quale bastava una persona con uno spazzolone. La filosofia è che guadagnano meno ma lavorano tutte e tre. Anche il forte inquinamento, che è reale, è da qualche tempo combattuto con tecnologie ecosostenibili. Noi, al contrario, da mesi non sentiamo parlare d'altro che di tagli e risparmi a scapito dello stato sociale. Emblematica l'ultima dichiarazione di Monti sulla Sanità".
Le dico due parole: Gruppo Bilderberg e Rivoluzione Oligarchica.
"Non voglio addentrarmi nel campo di elite e aristocrazia che si contrappongono all'oligarchia, ma che Paese è quello in cui gli organi di informazione ignorano la riunione del  Gruppo Bilderberg a Roma e la notizia viene diffusa solo da Dagospia? Lei cita Bilderberg ma potremmo dire anche Goldman Sachs. Quando un uomo come Hank Paulson lascia la Goldman per diventare sottosegretario del Tesoro degli Stati Uniti, gestisce il fallimento e uccide la Lehman e poi torna in Goldman non si può parlare di complottismo. La stessa Goldman ha più volte ammesso pubblicamente di adottare il sistema della 'porte girevoli' che consiste nel mettere i propri uomini di fiducia nelle istituzioni e, dopo aver svolto il lavoro, riprenderseli. A questo punto è legittimo chiedersi se Mario Monti che era un uomo della Goldman stia lavorando per loro o per il Paese. Le recenti dichiarazioni della Goldman sull'investire in Italia lasciano molti dubbi. Stesso discorso per il Gruppo Bilderberg che non ha mai nascosto il progetto di un governo mondiale che possa prendere della decisioni a livello planetario. Questo governo degli oligarchi esiste a livello mondiale, ma anche a livello locale. In Italia quella che si considera elite, ma che è solo un'oligarchia, mostra il suo disprezzo per il popolo e cerca di mantenere il suo status. Un ministro come la Fornero arriva a dire: i vostri figli sono mammoni e devono andare all'estero. Ma i loro sono tutti a casa".
Il vostro libro è stato valutato positivamente dalla critica specializzata, ma la grande distribuzione letteraria l’ha ignorato ed è edito da una piccola casa editrici alternativa. Un caso oppure una volontà precisa?
"Non credo sia stato un caso. Se un giornale del livello del Financial Times si è interessato al nostro lavoro e ha espresso un giudizio positivo, non credo possa essere messo in discussione il valore del libro. Recentemente abbiamo ricevuto responsi favorevoli anche da un noto quotidiano di Bombay. Qui in Italia è stato ignorato dai grandi quotidiani come La RepubblicaCorriere della SeraLa Stampa dai loro gruppi editoriali. In realtà non ci siamo sorpresi perché nel libro attacchiamo alcuni giornalisti di queste testate". 

28 novembre 2012

 

 

Fonte: Tiscali notizie

 

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