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 di Gianni Fraschetti

 

 

L'altra sera stavo guardando Bersani ad otto e mezzo e ad un certo punto ho avuto la netta sensazione che l'uomo si senta un gran furbacchione, del genere "contadino, scarpe grosse e cervello fino" e coltivi nel suo animo la convinzione che poi, comunque, in qualche modo, riuscira' a replicare a livello nazionale il sistema emilia, peraltro passato a miglior vita nel dopo terremoto ( per informazioni a riguardo, chiedere a Vasco Errani ). Bersani in fondo e' un politico di mediocre levatura, come la quasi totalita' dei suoi colleghi. Appartiene anche lui alla generosa schiatta di parlamentari che votano le leggi ed i trattati senza avere letto una riga dei contenuti ed inoltre, nei passaggi che realmente contavano negli ultimi vent'anni, non c'era nemmeno lui. C'era Prodi. Dunque Bersani e' convinto che dopo avere vinto trovera' il modo per farsi gli affari suoi e della sua parte politica e si permette il lusso, insieme ad altre menti illustri del PD, di dare del "populista" a chiunque faccia le elementari osservazioni che andro' adesso ad illustrare e che sarebbe il caso che qualcuno, che so Visco o magari Fassina, gli spiegasse. 

La Costituzione italiana non ha più valore sovrano, essendo stata sottomessa alla legge europea fin dal 1991.

La legge europea, redatta unicamente dalla Commissione Europea di tecnocrati che nessuno elegge, ha supremazia su ogni legge nazionale italiana. Ne consegue che il Parlamento nazionale è esautorato nella sovranità. Il ruolo subordinato dei Parlamenti nazionali nella nuova Europa significa che “essi dovranno fare gli interessi dell’Unione prima che i propri”, come sancito dai Trattati.

Il governo italiano non ha più alcuna sovranità nelle politiche economiche, di bilancio e sociali. Questo significa aver perso il 99,9% del potere di un governo. Ciò accade a causa dei Trattati europei che l’Italia ha firmato e ratificato in legge nazionale, e che da oggi costringono il governo ad una serie di misure, ossia: una spesa pubblica insignificante non oltre il 3% del PIL, che dovrà scendere allo 0,5% del PIL.  Avere inserito il pareggio di bilancio nella costituzione, che non e' una bella cosa come molti pensano e non ci pone al riparo dagli sprechi e dalle malversazioni. Tutt'altro,  significa invece  che il governo deve spendere 100 e tassarci 100, lasciando ai cittadini ed al sistema delle  imprese esattamente  zero denaro, a meno di erodere i risparmi, se ne abbiamo ancora, o indebitarci con le banche se sono disponibili a concederci credito. Questo è esattamente l’impoverimento automatico che abbiamo definito  "la crisi". L’Italia ha ha messo in Costituzione il pareggio di bilancio, manon è stata affatto una scelta effettuata per il bene del Paese, ma una costrizione esterna dettata dalla minaccia di pesanti sanzioni. Il governo dovrà quindi sottomettere da ora la legge di bilancio alla Commissione Europea e portarla in Parlamento solo dopo l’approvazione di Bruxelles. Potremo essere multati di miliardi di euro ed in caso di contestazioni scatta una procedura chiamata Preventing Macroeconomic Imbalances che attribuisce alla Commissione e al Consiglio Europeo il potere di intervenire sulle politiche italiane del lavoro, sulla tassazione, sullo Stato Sociale, sui servizi essenziali e sui redditi per imporre tagli e maggiori tasse. Imporre, badate bene, non suggerire. La competitività italiana sarà giudicata dai poteri europei  in rapporto al contenimento degli stipendi e all’aumento della produttività.  La sostenibilità del debito nazionale verra'  giudicata a seconda della presunta generosità di spesa nella Sanità e nello Stato sociale, ammortizzatori compresi. Le pensioni e gli esborsi sociali devono essere riformati “allineando il sistema pensionistico alla situazione demografica nazionale, per esempio allineando l’età pensionistica con l’aspettativa di vita”.

L’Italia, Stato  formalmente indipendente, dovrà chiedere l’approvazione alla Commissione Europea e al Consiglio Europeo prima di emettere i propri titoli di Stato. Anche qui la funzione primaria di autonomia di spesa dello Stato sovrano è cancellata (sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 6).Se l’Italia dovrà chiedere un aiuto finanziario al Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) sarà obbligata a sottoscrivere, in accordo con la Commissione Europea, col FMI e con la BCE, un Memorandum dove si vincola a obbedire a tutto ciò che il MES e FMI gli imporranno, a tutti i Trattati, a tutte le condizioni del prestito, persino a critiche e suggerimenti dei sopraccitati. Il Parlamento italiano non ha alcuna voce in capitolo neppure qui.

Poi c'e' il ruolo del governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che ha il potere sancito dallo statuto BCE di assoggettare qualsiasi banca italiana attraverso i poteri della Struttura di Controllo del Rischio (Risk Contol Framework), e anche qui il governo italiano è impotente.  Come sapete, l’Italia ha perduto con l’Eurozona la sua moneta sovrana e dipende dai mercati di capitali internazionali per ricevere ogni centesimo di euro che spende per la vita dello Stato, per cui ci siamo messi nelle loro mani al 100% ed e' da essi che dipendiamo, anche per bere un bicchiere d'acqua. Molti di noi sanno tutto cio' e lo contestano e vengono chiamati populisti ma sperano che alla fine avremo uno scatto d'orgoglio nazionale ed usciremo fuori da questo  orrore europeo con un voto  di salvezza nazionale. Dall'altra parte ci sono gli europeisti, ovvero coloro che sanno tutto ma si sono venduti l'anima al diavolo pensando solo ai loro interessi, i Casini, i Fini ed i Montezemolo, tanto per fare qualche nome. Poi ci sono coloro che pensano realmente che una nazione si amministri come una famiglia o come una Azienda, ovvero quella classe media italiana, quella borghesia pariolina sempre meno illuminata e sempre piu' finta bionda ed ignorante. Ed infine ci sono i furbetti come  Bersani, che pensa che tanto, alla fine, sara' la sua astuzia contadina a prevalere...“E il poveretto non se n’era accorto, andava combattendo ma era morto”.

 

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