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Vi riporto testualmente lo scritto di un mio caro amico.
Inutile dire che concordo su ogni singola parola e aggiungo anche che se mai un giorno i miei figli tornassero da scuola cantando o bella ciao, chiunque sia stata la mentecatta, ignobile e comunista insegnante ad avergliela insegnata, quella sara' l ultima cosa che fara' nella sua miserabile vita.
Onore a Giuseppina.

Rossella Ceriali

(Fabio Armano) -  Oggi è il 30 aprile.

Nella mattinata di questo giorno del 1945, venne posta fine alle sofferenze di Giuseppina Ghersi, una ragazzina di appena 13 anni.
La colpa di Giuseppina , studentessa magistrale alla scuola Rossello, fu quella dell'aver scritto un tema che Mussolini decise di premiare personalmente.
La mattina del 25 aprile 1945, Giuseppina fu sequestrata in viale Dante Alighieri, da tre partigiani comunisti, e portata nei locali della Scuola Media Guido Bono a Legino, adibito a Campo di Concentramento per i fascisti. Era accusata di essere lei e famiglia al servizio del regime fascista. La famiglia Ghersi viveva a Savona, non era nemmeno iscritta al partito, e gestiva un negozio di ortofrutta.
Nonostante questo, a Giuseppina furono tagliati i capelli e cosparsa la testa di vernice rossa. Fu pestata a sangue e seviziata per giorni, tutto questo sotto lo sguardo impietrito dei genitori, anche loro deportati e imprigionati. Il 30 aprile, Giuseppina, fu giustiziata con un colpo di pistola alla nuca e il suo corpo gettato, insieme ad altri, davanti al cimitero di Zinola.
Io non sono e non mi ritengo "fascista", ma dedico questo giorno e questo scritto a tutti quelli che si gonfiano di orgoglio quando cantano "O bella ciao", e si ergono sul bastione della nobiltà d'animo ritenendosi "migliori di quegli altri", e dalla "parte giusta".
La dedico a tutti gli elettori PD che celebrano fieramente l'epopea partigiana e votano Renzi in quanto gli hanno raccontato che se sei un "buon comunista" devi votare PD, così da "fottere il fascista Salvini" mentre difendono l'indifendibile come hanno fatto per 70 anni negando la verità e riscrivendola con una penna rossa.
E lo faccio non tanto perché io ritenga che "il giusto" o la "nobiltà d'animo" fossero al contrario sulla sponda opposta alla loro, ma per il fatto che trovo davvero insopportabile l'ipocrisia con la quale si sono retti il gioco con una stampa, una scuola, e tutti i media totalmente uniformati, asserviti, e gestiti da LORO, prima che LA RETE li mettesse alla luce del sole.
Lo faccio perché provo tanta rabbia nel ricordo di quante volte alle scuole elementari e medie, avete fatto cantare "O bella ciao" al bambino Fabio che col sorriso sulle labbra pensava di celebrare "eroi, senza che nessuno di voi gli abbia mai raccontato cosa hanno fatto quegli "eroi" qualche anno prima alla bambina Giuseppina. 
E quello che avete fatto per mesi, a guerra terminata.

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