Ho un senso di disgusto e nausea: siamo ancora qua? Siamo qua a discutere su Berlusconi leader o mezzo leader del centrodestra? Capisco il caso umano di un uomo prossimo a 80 anni che negli utimi 3 è passato da Palazzo Chigi alla palazzina degli anziani d'una casa di riposo dove scontare una pena sostitutiva della galera. Però, basta. Basta.
Berlusconi si consegni alla Storia o scenda a patti con la sua storia, che è finita. Lo ha capito Umberto Bossi, lo ha capito Bersani, lo hanno capito perfino sugheri galleggianti della politica come Casini, Veltroni, Rutelli: è arrivato il tempo di andare.
No, non è un appello. E' che Matteo Salvini se crede di pensare in grande e pensa davvero al futuro dell'Italia, deve smetterla di considerare Berlusconi un interlocutore. Lo era, lo è stato, non lo è più. Che poi, Berlusconi non lo pigli da solo, devi caricarti la sua corte con tutte le P comprese. Devi aver a che fare con personaggi da spavento e da risata, a scelta.
Salvini non si merita la fine che ha fatto Bossi nella Palude Dei Ladri, ricoperto da incolpevole di fango. Ne stia fuori, e la Lega diventerà quella forza trainante capace di creare dal nulla quella Grande Destra che non è riuscita a nascere per colpa - colpa - di Gianfranco Fini, di La Russa, di Alemanno e anche di Storace, tutti dal passato nero via via stinto in grigio, poi in azzurro forzitaliano e adesso color carminio come le poltrone di Camera e Senato diventate la fine e il fine di ciò che sono diventati.
Starne fuori e tirare dritto: sono queste, le regole per vincere, caro Salvini.
Berlusconi ha ringhiato nell'ultimissima intervista perchè ha capito che dopo aver perso onore e titoli, adesso perderà anche l'elettorato: c'è un gigantesco mare a destra di persone pronte cambiare il Paese se si darà loro la possibilità di farlo.
L'Italia è distrutta, ma non gli italiani. Gli italiani sono dei grandi combattenti, se hanno un motivo per combattere. E quale miglior motivo, del rifondare la Repubblica italiana da capo a piè?
Marine Le Pen ha ragione quando dice che oggi non ci sono più le distinzioni destra sinistra di un tempo, oggi si combatte tra mondialisti e popoli che vogliono essere padroni del loro destino.
Basta equivoche mezze misure, mezze parole. E' forse il tempo della moderazione? C'è qualcosa che può indurre a pensare vi sia la necessità d'essere moderati? L'Italia va a rotoli, e va inseguito il centro moderato? Solo un cretino prenderebbe un'aspirina con la polmonite perchè è più moderata di un'endovenosa di antibiotici. E l'Italia ha la polmonite.
L'antibiotico di chiama Grande Destra e deve prendere in mano il destino del Paese.
E capiamoci!
Destra vuol dire mettere le oligarchie bancarie nell'impossibilità di comandare i cittadini, destra vuol dire fondare una nazione sulla libertà di amministrarsi e di possedere la propria moneta con la quale pagare gli stipendi, le pensioni, comprare le case e mandare a scuola i figli. La destra se ne frega della globalizzazione, se ne frega del "mercato". La destra vuole le persone, le famiglie vengano prima dei bancomat.
Destra vuol dire combattere per il diritto di esistere in libertà, senza imposizioni straniere, e quando dico straniere intendo tedesche, olandesi, finlandesi, belghe. Pensino a loro, che noi pensiamo a noi. La destra di cui parlo non vuole imporre ad altri popoli e Stati regole, limitazioni, divieti, diktat.
Questa è la destra.
Questa è la Grande Destra che Matteo Salvini sarà capace di far nascere se guarderà davvero al futuro.
Milioni e milioni di italiani non ne possono più della casta politica, del fallimento della politica, dell'abdicazione della politica che ha lasciato comandino arroganti imbecilli strapieni di algoritmi finanziari. E stupidi venduti travestiti da giovanotti di bell'aspetto con codazzi di signorine dalla scollatura facilmente di sinistra.
Gli italiani vogliono un ragione per combattere. Questa è la forza per vincere. Dagliela, Salvini.
Destra è....
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