Eliminati dai moduli d'iscrizione agli asili baresi i termini mamma è papà per essere sostituiti dai più "inclusivi" genitore 1 e genitore 2
di L.B.
Era solo questione di tempo perché accadesse e, infine, è successo. Il sindaco di Bari, Antonio Decaro del PD, ha accolto le richieste del mondo lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) “per adeguarsi al sentimento comune dei cittadini”. Secondo lui i termini mamma e papà “sono omofobi e non abbastanza inclusivi”, e perciò nell’ambito di una sorta di rieducazione politica e culturale, ha pensato bene di abolirli e di sostituirli con il cavallo di battaglia dei Sindaci LGBT: genitore 1 e genitore 2.
Naturalmente, la cosa ha suscitato parecchie polemiche, che il sindaco Decaro ha prontamente rispedito al mittente: “Si tratta della risposta a una istanza che durante la campagna elettorale è stata avanzata dalle associazioni che difendono i diritti lgbt” ha detto il sindaco e ha aggiunto: “e sono anche convinto che sia la politica a doversi adeguare al sentimento comune dei cittadini, perché la società ha fatto passi in avanti”.
Che la società almeno da questo punto di vista abbia fatto “passi avanti” è tutto da provare se si vuole arrivare a negare che un bambino, piaccia o meno, ha comunque bisogno di un uomo e di una donna per venire al mondo. Non è colpa di nessuno, non è un’istanza politica, e nemmeno una volontà ideologica: è la natura.
Più o meno è questa la condivisibile tesi dell’associazione Manif pour tous, tra i primi promotori di una protesta che si è svolta contro il sindaco. “Se come il Sindaco sostiene – spiegano i portavoce di Manif pour tous,– la politica deve adeguarsi “al sentimento comune dei cittadini”, con questa petizione vogliamo dimostrare che per i baresi, le parole hanno ancora un significato e sostituire “mamma” e “papà” con “genitore 1” e “genitore 2” è un profondo atto discriminatorio nei confronti delle migliaia di mamme baresi e migliaia di papà baresi che sentono il quotidiano peso di questi vocaboli, ogni volta che vengono pronunciati dai loro bambini. E’ necessario tener conto della realtà: e dunque, del fatto che un bambino nasce da una mamma e da un papà”. “Per il Sindaco Decaro e l’Amministrazione del Comune di Bari, – proseguono gli organizzatori – riconoscere che siamo tutti figli di una madre e un padre è un fenomeno di “omofobia”. Non si capisce però chi e come possa offendere questa verità chiara e pacifica, che cioè l’esistenza di ogni persona è radicata nella complementarietà tra un uomo e una donna, padre e madre.”
In più, ci permettiamo di aggiungere una puntualizzazione anche noi. Abbiamo visitato la pagina Facebook del sindaco di Bari, che detto per inciso dovrebbe avere in mente ben altri problemi da risolvere che non siano abolire la dicitura mamma e papà da moduli delle iscrizioni scolastiche, e abbiamo trovato questa sorta di presentazione:
Sindaco di bari, Ingegnere, esperto di trasporti e mobilità. PADRE geloso di Giorgia e Chiara. Aspirante cantante professionista di karaoke.
Ebbene, vorremmo sapere come mai il signor sindaco si definisce “padre geloso” e non “genitore2 geloso”, dando per scontato che genitore1 sia sempre la mamma? Ai posteri, l’ardua sentenza…
Fonte: www.quotidianogiovanionline.it
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