Per chi parla un minimo di politichese, la risposta pubblica della Meloni alla lettera su cui Alemanno sostiene di "autosospendersi", la dice lunga su quello che deve essere accaduto dentro FdI
di N.P.
Che non avesse ben digerito l'ingresso di Aledanno... pardon, Alemanno in Fratelli d'Italia, per gli addetti ai lavori era cosa nota da sempre. Che i due non si siano mai amati, addirittura dai tempi in cui la Meloni si occupava del movimento giovanile e Alemanno era già una dei colonnelli del partito, lo sanno tutti. Sanno, ad esempio, come al congresso nazionale del movimento giovanile di Alleanza Nazionale del 2004, Alemanno pretese che Fini cambiasse le regole un mese prima dell'assemblea stessa per cercare di favorire il suo candidato di allora. Ciononostante, la Meloni vinse. E la sconfitta non fu del "candidato" di Alemanno, ma di Alemanno stesso. Che così, da allora, cominciò a guardare verso la Meloni non certo con simpatia. Inoltre, la Meloni è cresciuta sotto l'ala protettiva di Fabio Rampelli, un altro che non ha mai nascosto di non digerire Alemanno.
E allora, si chiederà qualcuno, perché lo hanno accolto in Fratelli d'Italia? Probabilmente perché la Meloni aveva messo un veto sull'ingresso di talmente tanta gente, che non ha potuto dire di no anche in quella circostanza, ma certo non ha fatto salti di gioia. Ora, per sua fortuna, se così possiamo dire, Alemanno le ha offerto un'occasione unica su un piatto d'argento. Possiamo provare solo a immaginare "l'ira funesta" della Meloni apprendendo il casino che Alemanno si è tirato addosso: Sia chiaro, nessuno dice che Alemanno è colpevole. Anzi, a voler essere precisi, non crediamo che in questa storia c'entri davvero se non nella misura in cui ha scelto di farsi circondare da gentaglia, quando aveva ottime possibilità di chiamare intorno a sé gente per bene, militanti di AN veri, e non faccendieri che la politica l'hanno fatto solo per macinare quattrini. Detto ciò, ci sembra evidente che come minimo la Meloni avrà dato un aut aut del tipo "o lui o io" e naturalmente la scelta possibile era solo una. Ma, come accade in questi casi, e come probabilmente è giusto che sia, almeno in una fase dove non c'è alcuna certezza che gli indagati siano anche colpevoli, ad Alemanno è stata data la possibilità di salvare almeno la faccia. Così, eccolo che si "autosospende", et voilà di seguito come "carinamente ma nemmeno troppo", la Meloni corre ad accettare la sua "autosospensione".
Fonte: www.quotidianogiovanionline
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