
di Gianni Fraschetti -
Tutto nacque in quella terra alcune migliaia di anni fa e da lì ripartiremo. Siamo alle ultime battute di una campagna elettorale drammatica nei presupposti e nelle conseguenze. Domenica in Grecia si vota e nella foto qui sopra decine di migliaia di greci sventolano la loro bandiera nazionale e levano orgogliosamente la mano destra tesa al cielo nel saluto romano. E' l' ultimo atto di sfida di un popolo che si prepara allo scontro finale contro coloro che stanno riducendo l'Europa a un lager e i cittadini europei a degli schiavi.
Anche noi avremmo dovuto pensarci prima di giungere al punto in cui siamo. Mario Sechi, ex direttore del quotidiano romano IL TEMPO, ex spin-doctor di Mario Monti e attuale anima in pena e in cerca di sistemazione, ha scritto un po' di tempo fa un bell'articolo sulla condizione della Grecia. Sechi dice tante cose, tutte giuste e tutte condivisibili, ma essendo anche lui uomo legato al potere, dipendente dal potere e sottomesso al potere, non spinge la sua analisi fino alle estreme e logiche conseguenze. Chi ci ha obbligato a entrare nell'Euro? Chi ha voluto questa Europa? Chi ha ridotto quella che doveva essere una comunità di destino in una massa di disperati che a oggi non hanno più un destino? I nomi Sechi li fa tutti, mettendoli però sull'altare dei padri dell' Europa, che si stanno rivoltando nella tomba. Non è vero infatti, gli uomini che nomina sono coloro che hanno lucidamente progettato il massacro di oggi.
"...Quali parole avrebbero usato oggi il francese Jean Monnet, il franco-tedesco Robert Schuman, gli italiani Altiero Spinelli e Alcide De Gasperi, il belga Paul-Henri Spaak, il tedesco Konrad Adenauer, i padri fondatori dell’Europa, di fronte allo scempio di Berlino, alla debolezza di Parigi e ai tentennamenti dell’Italia di fronte a un’azione che ha un punto di partenza ipocrita (salvare le banche tedesche e francesi) e un punto d’arrivo folle (ridurre in povertà una nazione)..." (Mario Sechi)
Per quanto riguarda l' Italia queste domande chiedono una risposta precisa e puntuale, soprattutto se vediamo che gli artefici di questo disastro sono ancora tutti lì, a provocare e provocarci il massimo danno possibile. Giuliano Amato è stato recuperato a una piena operatività, è attualmente giudice costituzionale e voci sempre più insistenti lo danno quale favorito nella prossima elezione presidenziale, quanto a Prodi, anch'egli si aggira dalle nostre parti in piena forma. Il quadro del disastro è quindi completo.
Troppo comodo prendersela sempre con la Germania...e i nostri Governi cosa hanno fatto? Cosa stanno facendo? E quegli sciagurati che siedono nel nostro Parlamento, da Maastricht in poi, hanno sottoscritto qualunque scelleratezza, fino a cedere completamente la nostra sovranità e il nostro futuro nelle mani di una Europa che semplicemente non esiste. L' Euro è una moneta senza uno stato e le nazioni europee sono ormai mezzi stati senza più una moneta e di questo chi dobbiamo ringraziare? Sechi non lo dice, ovviamente, si limita a una generica mozione dei sentimenti ma evita di affondare il bisturi.
Quelle braccia levate al cielo, in un gesto di sfida che compendia tremila anni di storia europea e di civiltà e ci riporta dritti-dritti alle origini di tutto, alle nostre radici greco-romane (altro che cristiano giudaiche), sono l'orgogliosa risposta di un popolo che non vuole morire senza combattere e cerca nei valori eterni e immutabili la forza per affrontare l' ultima battaglia. I nodi stanno venendo tutti al pettine e ormai non c'è più spazio per i giochetti bizantini nei quali eravamo maestri.
Per quanti sforzi il nascente renzusconismo possa fare, i grandi centri, la bubbola dei moderati, le forze progressiste e le finte destre sono finiti. Ormai siamo al massimo della semplificazione: da una parte ci siamo noi, i popoli, e dall' altra ci sono loro, gli oligarchi e i tecnocrati. Semplice no ?
E dunque cosa accadrà? In verità ho tante speranze ma nessuna certezza. Magma che ribolle in tutta Europa, e che cerca una via di risalita per eruttare in superficie e liberare tutta la sua forza. Questo lo si sente, lo si avverte ma non ha grande importanza. Lo scopriremo presto cosa accadrà. Il vento impetuoso della storia sta gonfiando vele che sembravano ormai dover rimanere afflosciate per sempre e ho una sensazione, a pelle. Credo che tra non molto di piazze come quella della foto saranno piene le città europee, comprese le nostre. Vorrà dire che la resa dei conti è cominciata. Intanto Domenica si vota in Grecia e qualcosa succederà. Lo sappiamo noi e lo sanno pure loro.
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