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di NP


E se fosse tutta una presa in giro a uso e consumo dei poveri italiani, ormai già vessati da una crisi infinita, da un’imposizione fiscale da fare invidia allo Sceriffo di Nottingham, da una mancanza di lavoro cronica, soprattutto per i giovani, da un scuola arretrata, che non funziona e sforna disoccupati, da una sanità malata, fatta di poche eccellenze e tanti casini?

La diatriba per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica durata quasi una settimana tra Berlusconi e Renzi, potrebbe essere stata solo un ben concertato “teatrino” a uso e consumo di noi sprovveduti?

Come diceva Andreotti, che davanti a certi personaggi dovremmo cominciare a rimpiangere, “a pensar male si fa peccato, ma il più delle volte ci si azzecca”, allora proviamo a vedere quale discutibile malignità ha partorito la nostra mente di scribacchini dall’incerto futuro…

Poniamo il caso che Berlusconi si sia reso conto che è ormai con la “pupù” – che fa anche rima con Dudù - fino al collo. Da una parte un’innegabile persecuzione giudiziaria, dall’altra un cumulo di errori che nemmeno a farlo apposta si riesce a metterne insieme così tanti, e per finire un contorno pressante di papponi, galline e squinternati, tutti ad “abbeverarsi” a un’unica fonte: lui. E magari 5 figlioli, che ormai sono belli che cresciuti e potrebbero aver cominciato a seccarsi che la loro eredità e il loro dorato futuro vengano messi in pericolo. E infine, l’amor proprio di un personaggio che è ed è stato un capace imprenditore e, in certi periodi, anche l’uomo più potente d’Italia e probabilmente uno dei più potenti del mondo, che non ci pensa proprio a finire nell’oblio sputtanato e da perdente, e siccome tutto gli si può dire meno che sia scemo…

A un certo punto, questo anziano signore, si siede e riflette: ma gli serve davvero un partito come Forza Italia, elefantiaco, costosissimo, complicato da gestire anzi, diciamo proprio ingestibile, composto da tanti “capi bastone” capaci solo di sistemare gli affari propri a suo discapito? No, ormai non gli serve più perché, al di là di quello che va raccontando a chi ha voglia ancora di starlo a sentire, la sua parabola politica si è conclusa definitivamente e lui lo sa molto bene. Un evento inevitabile, tra l’altro, alla soglia degli 80. Come è inevitabile la morte.

E giunge poi alla inevitabile conclusione che, una volta sistemata - come sta facendo col Nazareno - la propria posizione compromessa, per presidiare la camera e salvaguardare i propri poliformi interessi, basti un partito snello, una pattuglia di 30, massimo 40 deputati - i senatori ha contribuito a sopprimerli - di quelli facilmente controllabili, “veline” – maschi e femmine che siano – della politica. Gente che la mattina gli spieghi cosa fare e cosa dire, e loro eseguono, e la sera vanno a casa tutti contenti perché sanno che a fine mese prenderanno un bello stipendio, e a Natale pure un bel regalo con tanto di dedica. E questo è il punto uno.

Al punto due, supponiamo che Berlusconi voglia vedere di far rendere questa sua “ritirata” il più possibile: chi meglio di un democristiano come Renzi, arrivista e arraffante, con cui stringere un buon accordo? Così i due cominciano a parlarsi. L’uno e l’altro hanno i loro problemi, sia interni ai rispettivi partiti, che esterni, chi con avvocati, giudici e prole, chi con i conti del Paese da quadrare e qualche contentino da dare al “popolo bue” per mantenere il gradimento.

Se riescono a trovare un punto di incontro, hanno fatto Bingo. Certo, entrambi sanno che almeno uno dei due dovrà perdere la faccia, perché il popolo bue di cui sopra davvero ci crede che tra loro sia in atto una sorta di braccio di ferro, Renzi per mantenere il potere, Berlusconi per tornare in auge.

Ma nelle segrete stanze, Renzi e Berlusconi sanno che non è così, e sanno anche entrambi chi è destinato a perdere la faccia, e cioè il più debole, quello che in questo momento ha più problemi e soltanto aspettative di ordine personale, non certo legate al governo del Paese. Quindi, trovano un nome per il futuro presidente della Repubblica, e Mattarella, democristiano di antica schiatta, va benissimo. Ad entrambi. Poi, montano la sceneggiata a cui tutti abbiamo assistito.

In seguito, a distanza di qualche giorno dal botto, ecco che, come abbiamo già scritto, arriva per Berlusconi la prima compensazione proprio mentre Renzi si pavoneggia per l’eccezionale vittoria riportata sull’avversario Berlusconi, frutto di grande, anzi, grandissimo acume politico…

Come è ovvio, da una parte si brinda e si festeggia e il partito si ricompatta. Renzi torna tranquillo a tessere le fila della sua nuova Democrazia Cristiana, pronto a far fuori le “ali estreme” non appena possibile, anche se Vendola sembra davvero immemore di tutto ciò. Berlusconi, dal canto suo, ha quello che vuole. Un partito del “tutti contro tutti”, in netta flessione di voti e, quando arriverà i momento, i candidati giusti li potrà scegliere solo lui, e saranno quei pochi che passeranno, che però gli bastano, gli avanzano e soprattutto non gli costeranno milioni.

Inoltre, riguardo agli altri problemini da risolvere, tipo far decadere l’interdizione dai pubblici uffici che per lui è più un disonore che un vero problema, poter tornare a muoversi e a viaggiare dentro ma soprattutto fuori dall’Italia, la risoluzione della legge Severino, e quei procedimenti pendenti, il Ruby1, il Ruby ter, e soprattutto quel processo di primo grado sulla questione De Gregorio che è partito a Napoli e promette faville, avrà modo di riflettere sereno perché volete che nel “contrattino” stipulato tra lui e Renzi, non abbia ottenuto di vedere alleggerire la pesante mano dei giudici?

Naturalmente, tutto quello che abbiamo scritto sono solo supposizioni, un giochetto per passare il tempo perché siamo certi davvero che il patto del Nazareno fosse esclusivamente un accordo di “altissimo profilo” tra due grandi leader, responsabili e disinteressati dei loro destini, tutto proteso per l’esclusivo bene degli italiani! E siamo anche convinti che a questo punto si sia rotto, e Forza Italia da oggi in poi farà opposizione dura…durissima. Anzi, di più!
E come no?!

 

Fonte: www.quotidianogiovani.it

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