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ECCOLA DI NUOVO...."Sanzionare quei partiti o quei gruppi politici o non politici che si fanno portavoce di discorsi che contengono un contenuto razzista o fascista". E ancora: “CasaPound va messa al bando insieme alla Lega nord, e va inasprita la Legge Macino per tutta questa gente”. E’ questo il pensiero che la Kyenge ormai da tempo sta cercando di far circolare anche da Strasburgo, dove il PD ha pensato bene di spedirla dopo la non troppo riuscita esperienza governativa della signora.

E’ trascorso un po’ più di un giorno da quando la Lega Nord e CasaPound sono andati in piazza a Roma, che l’ex ministra del governo Letta torna a far sentire la sua voce: “La mia impressione è che non c’è la consapevolezza che sieste in Italia una norma che regola il vivere civile”, che probabilmente, dal suo punto di vista dovrebbe essere quello di mettere il bavaglio a chiunque non la pensi come lei e non sia disponibile a un’invasione di extracomunitari che, una volta giunti da noi, ci vogliono spiegare come vivere e come comportarci.

Ma ancora non paga, la signora continua con la sua filippica: “La legge Mancino prevede già delle sanzioni che, ripeto, vanno rafforzate”. E ancora, giusto per mostrare quanto sia liberale: “I partiti e le persone che violano la legge andrebbero sanzionati con multe da versare allo Stato ma anche il carcere può essere preso in considerazione quando l’istigazione all’odio scatena episodi di violenza. Oggi il tema del rispetto della convivenza civile è talmente sottovalutato che in sordina stanno tornando a far parlare se i fascisti del terzo millennio.”  Poi, sull’onda di questo suo fervore proiettato su tutto ciò che dal suo punto di vista non è condivisibile, arriva a spingersi anche oltre: “"Un partito politico che non rispetti le regole del gioco e le regole del vivere civile - incalza - deve sapere che c’è il rischio che salti un turno elettorale. Occorre tracciare una linea rossa aldilà della quale non si può andare". Il tutto, ovviamente, in nome della libertà di parola…

In pratica, questa signora congolese, arrivata da noi clandestina, divenuta cittadina italiana grazie a un matrimonio, beneficata dalla dottrina del “politicamente corretto” sempre messa in campo da una sinistra radical chic che ama certe operazioni di facciata dalla riuscita molto discutibile, ci sta dicendo che l’opinione di chi è in disaccordo con la sua sensibilità, va perseguito anche duramente, con la censura, e magari anche il carcere.  Probabilmente, ci risparmia bontà sua il taglio della lingua e altre amenità che invece vanno piuttosto di moda in certe parti del continente da cui arriva.

Va a questo punto ricordato che la legge Mancino (sì, proprio quel Mancino delle famose telefonate con Napolitano riguardanti il supposto affaire “Stato-mafia), è soprattutto una legge che si rivolge a reati di opinione, tendendo a punire chiunque manifesti con idee che possono essere riconducibili al fascismo. Ma va da sé che come tutte le leggi che tendono a punire i pensieri e le opinioni anche di minoranze, e fortemente pericolosa per la libertà, perché prevede un’alta possibilità di interpretazione da parte di chi deve attuarla. E infatti, la signora Kyenge lo fa nella maniera peggiore, volendo sanzionare in modi più o meno pensati chi non si attiene a questo smodato desiderio di far entrare in Italia chiunque decida di venirci, per lo più gente che poi finisce a carico dei cittadini italiani, come lei dovrebbe sapere bene, visto che si tratta anche del suo caso quando arrivo, da clandestina, qui da noi.

Comunque, la signora non si ferma, e arriva a dire: “"Insieme dobbiamo riaffermare i valori della società, valori oggi sempre più a rischio ,valori che ripudiano razzismo, fascismo e violenza". Quindi, torniamo al tema del bavaglio, perché non risulta che ieri Salvini a piazza del Popolo abbia fatto un discorso razzista solo perché ha detto che buona parte degli italiani è stufa dell’immigrazione selvaggia che, probabilmente, sta portando da noi anche pericolosi terroristi.

Alla fine delle sue esternazioni, la Kyenge torna anche sul discorso Calderoli, recentemente assolto dalla Giunta del Senato per averla paragonata ad una scimmia. "Con Calderoli non mi fermerò - annuncia - a costo di arrivare fino alla Corte europea dei Diritti dell’uomo. Credo che il Senato avrà la forza di dire basta, concedendo l'autorizzazione a procedere. È un passo importante perché rafforzerebbe l’efficacia della legge Mancino".

Con questo metro di giudizio, l’Italia dovrebbe essere già stata ridotta al silenzio, basti considerare cosa non è stato detto contro Berlusconi e i governi di centrodestra negli ultimi anni. Ma questo, ovviamente, alla Kyenge non interessa. A lei, che continua a considerare il Congo la sua prima patria, quello che interesse davvero è il benessere degli immigrati, non certo quello degli italiani che pure è stata chiamata a rappresentare.

Fonte: www.quitidianogiovanionline.it

ECCOLA DI NUOVO...."Sanzionare quei partiti o quei gruppi politici o non politici che si fanno portavoce di discorsi che contengono un contenuto razzista o fascista". E ancora: “CasaPound va messa al bando insieme alla Lega nord, e va inasprita la Legge Macino per tutta questa gente”. E’ questo il pensiero che la Kyenge ormai da tempo sta cercando di far circolare anche da Strasburgo, dove il PD ha pensato bene di spedirla dopo la non troppo riuscita esperienza governativa della signora. E’ trascorso un po’ più di un giorno da quando la Lega Nord e CasaPound sono andati in piazza a Roma, che l’ex ministra del governo Letta torna a far sentire la sua voce: “La mia impressione è che non c’è la consapevolezza che sieste in Italia una norma che regola il vivere civile”, che probabilmente, dal suo punto di vista dovrebbe essere quello di mettere il bavaglio a chiunque non la pensi come lei e non sia disponibile a un’invasione di extracomunitari che, una volta giunti da noi, ci vogliono spiegare come vivere e come comportarci. Ma ancora non paga, la signora continua con la sua filippica: “La legge Mancino prevede già delle sanzioni che, ripeto, vanno rafforzate”. E ancora, giusto per mostrare quanto sia liberale: “I partiti e le persone che violano la legge andrebbero sanzionati con multe da versare allo Stato ma anche il carcere può essere preso in considerazione quando l’istigazione all’odio scatena episodi di violenza. Oggi il tema del rispetto della convivenza civile è talmente sottovalutato che in sordina stanno tornando a far parlare se i fascisti del terzo millennio.” Poi, sull’onda di questo suo fervore proiettato su tutto ciò che dal suo punto di vista non è condivisibile, arriva a spingersi anche oltre: “"Un partito politico che non rispetti le regole del gioco e le regole del vivere civile - incalza - deve sapere che c’è il rischio che salti un turno elettorale. Occorre tracciare una linea rossa aldilà della quale non si può andare". Il tutto, ovviamente, in nome della libertà di parola… In pratica, questa signora congolese, arrivata da noi clandestina, divenuta cittadina italiana grazie a un matrimonio, beneficata dalla dottrina del “politicamente corretto” sempre messa in campo da una sinistra radical chic che ama certe operazioni di facciata dalla riuscita molto discutibile, ci sta dicendo che l’opinione di chi è in disaccordo con la sua sensibilità, va perseguito anche duramente, con la censura, e magari anche il carcere. Probabilmente, ci risparmia bontà sua il taglio della lingua e altre amenità che invece vanno piuttosto di moda in certe parti del continente da cui arriva. Va a questo punto ricordato che la legge Mancino (sì, proprio quel Mancino delle famose telefonate con Napolitano riguardanti il supposto affaire “Stato-mafia), è soprattutto una legge che si rivolge a reati di opinione, tendendo a punire chiunque manifesti con idee che possono essere riconducibili al fascismo. Ma va da sé che come tutte le leggi che tendono a punire i pensieri e le opinioni anche di minoranze, e fortemente pericolosa per la libertà, perché prevede un’alta possibilità di interpretazione da parte di chi deve attuarla. E infatti, la signora Kyenge lo fa nella maniera peggiore, volendo sanzionare in modi più o meno pensati chi non si attiene a questo smodato desiderio di far entrare in Italia chiunque decida di venirci, per lo più gente che poi finisce a carico dei cittadini italiani, come lei dovrebbe sapere bene, visto che si tratta anche del suo caso quando arrivo, da clandestina, qui da noi. Comunque, la signora non si ferma, e arriva a dire: “"Insieme dobbiamo riaffermare i valori della società, valori oggi sempre più a rischio ,valori che ripudiano razzismo, fascismo e violenza". Quindi, torniamo al tema del bavaglio, perché non risulta che ieri Salvini a piazza del Popolo abbia fatto un discorso razzista solo perché ha detto che buona parte degli italiani è stufa dell’immigrazione selvaggia che, probabilmente, sta portando da noi anche pericolosi terroristi. Alla fine delle sue esternazioni, la Kyenge torna anche sul discorso Calderoli, recentemente assolto dalla Giunta del Senato per averla paragonata ad una scimmia. "Con Calderoli non mi fermerò - annuncia - a costo di arrivare fino alla Corte europea dei Diritti dell’uomo. Credo che il Senato avrà la forza di dire basta, concedendo l'autorizzazione a procedere. È un passo importante perché rafforzerebbe l’efficacia della legge Mancino". Con questo metro di giudizio, l’Italia dovrebbe essere già stata ridotta al silenzio, basti considerare cosa non è stato detto contro Berlusconi e i governi di centrodestra negli ultimi anni. Ma questo, ovviamente, alla Kyenge non interessa. A lei, che continua a considerare il Congo la sua prima patria, quello che interesse davvero è il benessere degli immigrati, non certo quello degli italiani che pure è stata chiamata a rappresentare. Fonte: www.quitidianogiovanionline.it

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