Overblog Tutti i blog Blog migliori Politica
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Pubblicità

Alla fine, Lupi molla. Annuncia in aula le dimissioni, ma ribatte che non smetterà di fare politica e che è una scorrettezza mettere in mezzo la sua famiglia...

di AR

Dopo l’informativa alla Camera, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, in quota NCD, ha rassegnato le sue dimissioni. Non è chiaro da chi verrà sostituito. Visto cosa ha dichiarato, è possibile che abbia messo “la testa sul classico vassoio d’argento” perché il reincarico torni comunque a un uomo del suo partito, ma pare che Renzi allungherà le mani sull’ennesima importante poltrona con un "interim" e la renderà poi disponibile a qualche altro fedelissimo del suo cerchio magico.

Lupi, per conto suo, annuncia le dimissioni: "Credo che questo mio gesto - che non vuol dire ritirarmi dalla politica, perché non c'è bisogno di una poltrona per fare politica - rafforzerà l'azione del governo", ha detto il ministro. "Per me la politica non è un mestiere ma passione. E' poter servire il proprio Stato. Non ho perso né l'onore né la passione", ha aggiunto, e ha parlato anche del Premier: "Matteo Renzi mi ha detto: io non ti ho mai chiesto né chiederò le tue dimissioni perché non posso chiederle, dico che è una tua decisione", ha sottolineato Lupi, anche se la frase a ben analizzarla più di un dubbio sulla posizione di Renzi, lo lascia. Comunque, il ministro ha ribadito: "Lo ripeto: né il segretario del Pd, né il presidente del Consiglio mi hanno chiesto le dimissioni". Poi, qualche parola anche sul suo partito di appartenenza: "Devo ringraziare anche il mio partito. Tutto l’Ncd mi ha detto che non devo dimettermi perché non c'è ragione".

Quindi, qualche parola su chi ha tirato in ballo la sua famiglia. "Quando ti vedi tirato in ballo, pur avendo valutato i magistrati che non ho alcuna responsabilità, vedi tirato in ballo tuo figlio, gli amici... Ma perché tirare in ballo la mia famiglia?", ha proseguito, e poi ha puntualizzato: "Franco Cavallo è un mio carissimo amico e rimane un mio carissimo amico, se ha sbagliato pagherà". E ancora: "Ma perché avrei dovuto chiedere a Incalza di fare pressioni su Perotti per raccomandare mio figlio quando avrei potuto chiamarlo direttamente?", domanda.

Ebbene, noi la risposta non l’abbiamo, e per questo caso specifico ammettiamo anche che non siamo scandalizzati più di tanto: se il ministro ha piazzato suo figlio nello studio di un amico, il peccato ci sembra veniale. Sul resto, non sappiamo. Attendiamo che il lavoro dei magistrati vada avanti per capirne di più, sperando in più prove e meno fughe di notizie

 

Fonte: www.quotidianogiovanionline.it

Pubblicità
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: