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Dopo quasi vent'anni di servizio, il browser che è stato uno degli elementi distintivi della Microsoft, va in pensione. Sarà sostituito da... Spartan, nome però non definitivo

                

 

di APC -

Per quei pochi che erano in Rete anche in Italia nei primi anni ’90, Internet Explorer, il browser della Microsoft non era “un oggetto del desiderio”. All’epoca, a farla da padrone nella maggior parte dei computer, in Italia come all’estero, era Netscape. Più leggero in un epoca in cui in Italia si viaggiava su modem 9600, meno bugato, come si diceva.

Naturalmente, Bill Gates non poteva permettere che accadesse. Non era accettabile per lui che ci fosse un programma per  PC dove la Microsoft non la facesse da padrone, così iniziò una guerra senza quartiere con il concorrente; una guerra che gli costò carissima da parecchi punti di vista, non ultimo per le multe beccate dall’antitrust nel tempo per violazione alla concorrenza, quando si inventò di distribuirlo gratuitamente o quando lo inglobò nel sistema stesso, rendendolo praticamente disinstallabile.   Alla fine, vinse, e IE occupò il 95% del mercato dei browser.

Ma evidentemente, non era destino che IE gli desse poi queste grandi soddisfazioni protratte negli anni. Certo, col passare del tempo, IE ha annientato Netscape che è andato sparendo, ma all’orizzonte sono comparsi nuovi agguerriti competitor che hanno poi incontrato maggior gradimento da parte del pubblico. Parliamo rispettivamente di un open-source come FireFox e adesso anche di Google Crome, prodotti più duttili, meno invasivi, meno pesanti. Così, alla fine, anche Bill si è arreso.

Internet Explorer andrà in pensione. Il nuovo browser Microsoft arriverà con la prossima versione del sistema operativo Windows, e per ora se ne conosce solo il nome in codice, che è “project Spartan”. Con Spartan, Microsoft spera di fare un salto nel futuro, superando una volta e per tutte le tante debolezze di IE. Inoltre, Spartan nascerà per essere usato su più dispositivi digitali e, secondo il nuovo amministratore delegato della società, Satya Nadella, dovrebbe riuscire a rompere la dipendenza di Microsoft dal PC.

Tom Bedecarre, presidente di AKQA, un’agenzia di pubblicità digitale di proprietà di WWP, ha detto che il marchio registrato ormai da 20 anni è durato molto più di quanto si potesse immaginare in un mondo che brucia tutto in pochissimo tempo, e che ormai la guerra dei browser si è spostata sul “mobile”, e nessuno scarica più IE per questo scopo.

Quindi, presto IE entrerà nel passato di Internet, e arriverà il “nuovo”, che speriamo solo sia meno bugato, meno incasinato e meno invadente del suo predecessore.

 

 

 

Fonte: www.quotidianogiovanionline.it

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