Io e Storace non è che andiamo d'accordo su tutto. Anzi. Abbiamo visioni diverse del passato e del presente, e anche una forte divaricazione su quali possano essere le prospettive future del nostro mondo. Gli riconosco però una grande onestà intellettuale che dimostra anche in questa analisi impietosa della situazione in Puglia. Una analisi che condivido totalmente e siccome sono onesto anch'io, non ho difficoltà a riprendere e pubblicare questo pezzo anche se tra me e Francesco si frappongono punti di vista a volte inconciliabili
Gianni Fraschetti

di Francesco Storace -
Adriana Poli Bortone farebbe bene a ritirare la sua candidatura civetta, che è utile solo a Michele Emiliano per il governo della Puglia. Quattro milioni di cittadini di un'importantissima regione rischiano di vedersi perpetuare il dominio della sinistra per altri cinque anni a causa dei capricci interni a Forza Italia, dove Berlusconi si illude di dare una lezione a Fitto. Uno statista ridotto a fare la caccia all'uomo - tanto più a casa di quest'ultimo - non pensavamo di doverlo ancora vedere nel centrodestra. Facendo male, oltretutto, i suoi conti, perché Fi sta conciata davvero male nella regione dove prendeva fino a poco tempo fa il venti per cento dei voti e i sondaggi di adesso la inchiodano all'8....
Ma quel che non si spiega è l'atteggiamento della Poli. È stata una donna di straordinario carisma, ma è illusorio pensare che sia eterno, soprattutto dopo tante capriole dalla destra al centro e viceversa nel corso della sua carriera politica. Già sulla rete e' ribattezzata Poli Poltrone, e ci chiediamo il perché di questa imprevedibile forma di autolesionismo politico. Una storia gloriosa fatta a pezzi dalla vanagloria al tempo della pensione.
Ormai sappiamo tutto dello scontro con Raffaele Fitto. Ma è ridicolo gettare la colpa sempre su di lui. È la Poli Bortone che pretende - ogni volta - di candidarsi a tutti i costi. Nel 2010 spaccò il centrodestra rifugiandosi nell'Udc fino a Miccichè - bella coerenza - e ora lo rifà rompendo addirittura con il suo partito attuale, Fratelli d'Italia, solo per una telefonata di Berlusconi. "O io o nessuno".
Lo stile non si inventa. Quando nel 2013 mi sono candidato alla presidenza della regione Lazio, c'era chi voleva Beatrice Lorenzin anziché me. Non mi misi a frignare minacciando corse solitarie, chiesi solo di verificare i consensi di entrambi. Né io, né l'attuale ministro della salute ringhiammo l'uno contro l'altro presentando candidature alternative.
La realtà è che in un durissimo scontro interno a Forza Italia, la Poli Bortone si è prestata al gioco. Addirittura ha sbeffeggiato la proposte di elezioni primarie con il prof. Schittulli, che fino a pochi giorni fa era anche il suo candidato preferito. Berlusconi le ha portato in dote persino Salvini, che non aveva intenzione di schierare una lista in Puglia. Ma quando il cavaliere chiama, ha evidentemente buoni argomenti. Persino con chi sembrava non lo sopportasse più al centro della scena politica.
Brutta pagina, che la Poli Bortone farebbe bene a mettere rapidamente da parte. Finire tra i fischi è la chiusura più brutta per le attrici stagionate che non si rassegnano al calare del sipario.
Fonte: Il Giornale d'Italia
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