di Gianni Fraschetti -
Ascoltando distrattamente il fiume di parole che ha accompagnato in TV gli ennesimi "ludi cartacei", non ho potuto fare a meno di sobbalzare nell'udire Augusto Minzolini, già direttore del TG1 e attuale Senatore di Forza Italia, lanciarsi nell'ennesimo sproloquio sul valore dell'unione dei moderati per battere le sinistre. Una unione che, secondo lui, deve andare da Fitto - ricondotto al ruolo di figliol prodigo - a Tosi, magari a Passera per giungere fino a Alfio Marchini.
E' stupefacente quanto questa gente sia in malafede oppure, più semplicemente, non capisca un tubo.
L'analisi della situazione attuale è molto semplice. Il 50% degli italiani non ha votato, tutta gente che vomita al solo sentir nominare la politica e i politici che vorrebbe vedere appesi a testa in giù a qualche pensilina di qualche distributore. Sicuramente con maggior merito che il "puzzone" buonanima. Di quelli che hanno votato, coloro che hanno scelto il Movimento 5 Stelle vorrebbero la stessa cosa -anche se non percepiscono la trappola nella quale sono caduti - ma ci vorrebbero arrivare tramite un percorso politico, in guisa di novelli robesperriani. E valgono il 20% del 50% che ha votato.
Poi ci sono leghisti, salviniani e sovranisti di destra. Hanno votato per Salvini e la Meloni e rappresentano un altro 20% abbondante di chi ha partecipato alla farsa elettorale.
Resta il 60%...ovvero il 30% degli aventi diritto al voto, ovvero quelli che hanno votato per il PD, per Forza Italia, per l'NCD e UDC e per la sinistra asfittica civatiana.
Rappresentano il serbatoio potenziale di consenso de "il partito della Nazione" di Renzi. Eccoli qui dunque i moderati cui fa riferimento Minzolini e dovrebbe apparire chiaro anche ai dementi quanto non c'entrino una mazza con chi si è ormai abbondantemente rotto i coglioni e ha il sangue agli occhi. Ovvero il restante 70%. Noi. La maggioranza schiacciante.
Spero proprio che chi deve comprenda bene queste percentuali elementari e imbocchi l'unico percorso possibile, quello dei distinti e distanti. Da tutto e da tutti, in primo luogo dal cavaliere mascarato e dalla sua gentil compagna, e lo faccia prima delle elezioni politiche, quando sarà inevitabile prendere atto che confrontandosi su UE, BCE ed Euro, di spazio per fare i paraculi ce ne sarà veramente poco. Per non dire nulla. Allora è meglio navigare subito verso il mare aperto che continuare un periglioso slalom tra gli scogli del moderatismo e le secche del cattolicesimo in politica.
O qualcuno pensa di fare una coalizione sovranista con Toti, Tosi, Passera, Arfio e Lara Comi?
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