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(Informare) - Alla faccia di chi pensava che la mossa di Obama rappresentasse lo scacco matto nella partita siriana sembra proprio che non vedremo tanto presto i jet dell'inquilino nero della Casa Bianca girare indisturbati nei cieli siriani a bombardare l'Esercito di Assad per "sostenere i ribelli moderati" e far cadere il legittimo governo siriano.

Putin ha infatti consegnato all'Aviazione Siriana sei MiG-31, onorando un contratto firmato alcuni anni fa.

Finora Mosca aveva rifornito la Siria soprattutto di armi e munizioni immediatamente spendibili nella lotta quotidiana contro i gruppi terroristici takfiri, ma i MiG-31 sono un gradino totalmente differente nell'escalation del sostegno Russia-Siria. Parliamo infatti di una macchina che sovverte totalmente tutti i presupposti dell'azzardata mossa di Obama.

Eredi del trisonico MiG-25 (l'intercettore che cancellò i 'Blackbird' americani dal cielo) i MiG-31 sono stati sviluppati per il PVO, la branca dell'Aviazione sovietica incaricata di difendere lo spazio aereo dell'URSS. In quanto intercettori puri essi vanno direttamente a rendere ancora più impensabile l'inizio di una campagna aerea americana o turco-americana contro la Siria, essendo perfettamente in grado di abbattere qualunque jet occidentale, e figuriamoci quelli turchi.

In base all'accordo sottoscritto ai sei dovrebbero presto aggiungersene altri due.

L'area cuscinetto in cui gli aerei USA dovrebbero ingaggiare anche l'aviazione siriana a difesa dei ribelli “buoni” non è stata una gran trovata: a poche ore dall'arrivo dei caccia USA alla base di Incirlik, i padroni di casa turchi hanno sospeso gli attacchi contro l'ISIS e la Russia ha consegnato velivoli che amplificheranno il dominio dell'aria dei padroni di casa siriani. Evidentemente lo spauracchio degli efficaci sistemi terra aria S-300 non era sufficiente.

Il tutto per difendere un investimento fallimentare, i ribelli siriani “moderati”, quelli che in mezzo a due giganti in causa come il governo siriano e lo Stato Islamico decidono (deciderebbero) di combattere contro entrambe.

 

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