In pratica, Ryanair lamenta che l’incremento delle tasse aeroportuali di 2,50 euro (da 6,50 a 9 euro) per ciascun passeggero in partenza dall’Italia, in vigore dal primo gennaio, andrà a sussidiare il fondo per la cassa integrazione degli ex piloti Alitalia.La compagnia irlandese low cost sposterà le sue attività verso le basi in Spagna, Grecia e Portogallo.
“Quale compagnia aerea più grande in Italia – ha aggiunto O’Brien -, volando su 26 aeroporti e trasportando 27 milioni di clienti all’anno da e per l’Italia, a Ryanair non è stata lasciata altra scelta se non quella di chiudere due delle sue 15 basi italiane e spostare il suoi aeromobili, piloti ed equipaggi, verso Paesi con costi più bassi per il turismo”.
“Non dovremmo essere noi a finanziare Alitalia ed Etihad – ha proseguito il manager -. Dovrebbe essere qualcuno ad Abu Dhabi. Deve essere l’Alitalia a pagare il fondo per gli ex dipendenti”.
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