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TRA UN PO' VERREMO TRAVOLTI DALLA RETORICA CELEBRATIVA DEL  IL 25 APRILE. IL GIORNO DELLA VERGOGNA. iL GIORNO IN CUI PERDEMMO LA GUERRA. SIAMO L'UNICO POPOLO AL MONDO A FESTEGGIARE UN TALE AVVENIMENTO MA TANT'E', IN TROPPI HANNO MANGIATO A QUESTA GREPPIA E ANCORA IN TANTI INTENDENDONO CONTINUARE A FARLO. STAVOLTA PERO' LI FOTTIAMO E COMINCIAMO NOI PER PRIMI, NON SIA MAI CHE DAI E DAI LA VERITA' NON FACCIA BRECCIA IN QUALCHE TESTA.

(Gianni Fraschetti) - Personalmente io applico al Fascismo il contrario di quello che si fa con la distillazione della grappa. Mi tengo la testa e la coda e butto il ventennio. Il Fascismo poteva e doveva essere qualcosa di diverso, di profondamente innovativo e si ridusse ad una commedia durata vent' anni, nella quale tutti trovarono il loro posto alla grande greppia. Fu la classica pagliacciata tipicamente italiana, un grande compromesso tra Fascismo, Monarchia, grande capitale e Chiesa, che, se e' vero che fece uscire l' Italia dall'800 nel quale era immersa e diede un senso al concetto di Unita' della Nazione, provoco' una gran confusione nella testa degli italiani, con la dicotomia Duce Re, che certamente non giovo' ne' ai due soggetti, ne' al popolo italiano.

Il Fascismo fu un grasso maiale del quale non si butto' niente, nutri' per vent' anni gli italiani, fornendo loro un corpo di leggi sociali, tuttora vigenti e a quanto pare ineguagliabili, visto che sono ancora li', diede loro una dignita' e una coscienza nazionale e dopo la guerra rappresento' il comodo paravento, la scusante, il secchio della spazzatura buono per tutti gli usi e soprattutto per occultare la congenita incapacita' di governare di una classe politica vecchia e priva di idee e di coraggio già nel momento che sedette sugli scranni che contavano.

Il Fascismo fu tutto questo ma non fu quanto avrebbe dovuto essere, quanto aveva promesso di essere. Ci condusse ad una guerra per la quale non eravamo preparati, materialmente e spiritualmente. Illuse gli italiani di essere una grande potenza e non ebbe il coraggio e la forza di fare pulizia, liquidando gli elementi infidi e ridimensionando le caste che da sempre avevano fatto il buono e cattivo tempo in Italia.

Fece anche di peggio, ci scese a patti, cosicche' ancora oggi abbiamo gli stessi problemi di allora, con le stesse lobbyes di allora, con l'aggravante che si sentono ancora piu' impunite, avendo i loro compagni di merende vinto la guerra. Il Fascismo antemarcia invece, quello sansepolcrista, non ha nulla a che vedere con il Regime. E' pensiero sociale che si coniuga con l' azione in una sublime sintesi di modernita' futurista e quello della fine, quello repubblicano, ha un che di nostalgico per cio' che avrebbe potuto essere e non fu ma ritrova, nel dramma crepuscolare della una sconfitta e dei massacri della guerra civile, le sue radici e i suoi veri motivi di essere ed ha la forza, in un ultimo disperato guizzo, di piantare un seme nella speranza che non tutto vada perduto.

Si spiega forse con cio' un fenomeno che non aveva avuto precedentemente e non ebbe mai piu' in futuro tale imponenza in Italia. Migliaia e migliaia di giovani, di ambo i sessi, andarono volontariamente a combattere e a morire per una causa che essi sapevano perfettamente essere perduta. Luciano Violante, nel suo discorso di insediamento alla presidenza della Camera dei Deputati, li richiamo' apertamente in un passaggio del suo discorso.... "Bisogna sforzarsi di capire, senza revisionismi falsificanti, i motivi per cui migliaia di ragazzi e soprattutto di ragazze, quando tutto era perduto si schierarono dalla parte di Salò e non di quella dei diritti e delle libertà".

Non possiedo il dono della verita' rivelata ma credo di poter rispondere che quei ragazzi e quelle ragazze andarono volontariamente a morire per un sogno, quello di una Italia che non ci fu, ma nella speranza che il loro sacrificio mondasse il Fascismo da quegli orridi venti anni che li avevano portati alfine a sacrificare la loro vita per nulla. Quei giovani morirono proprio per fare in modo che tutto non fosse avvebuto per nulla. Essi morirono per testimoniare, nel senso cristiano del termine, che non tutto era perduto finche' c'era gente disposta a morire. Credo che qualsiasi riflessione dovrebbe partire proprio dalle parole di Violante, cui non venne data, da destra e da sinistra, risposta. E credo che per primi dovremmo cominciare a darla noi una risposta. Se ne siamo in grado.

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