Era un ragazzo per bene Alexander Prokhorenko, 25 anni, l'ufficiale Spetsnatz caduto qualche giorno fa a Palmyra. Ma non era solo un ragazzo per bene, era anche un soldato come pochi e soprattutto un uomo con la schiena diritta. In questi tempi così strani e difficili volevamo vedere che faccia avesse un eroe. Eccolo, è figlio che tutti, forse, vorremmo avere.

Il soldato delle forze speciali, in una missione segreta nell’antica città siriana di Palmyra, è stato definito un eroe in Russia. La moglie Ekaterina, incinta del loro primo figlio, ha rivelato di non sapere che suo marito combattesse in Siria e che fosse uno specnaz. Il 25enne si congedò dalla moglie due mesi fa, dicendo che sarebbe andato in addestramento nel Caucaso russo. Prokhorenko era in realtà un elemento del Vympel, unità delle forze speciali agli ordini diretti dei servizi segreti russi, specializzata nello spionaggio e nella raccolta di informazioni in territorio nemico.
Per cause non divulgate dal Cremlino, l’uomo è identificato dagli estremisti: inizia un feroce scontro a fuoco. Lo specnaz è circondato da numerosi terroristi che giungono dalla roccaforte e che continuano a stringere il cerchio verso la sua posizione. I russi non dispongono di squadre di estrazione rapida in zona. Considerando la superiorità numerica delle forze ostili, la prossimità di queste ultime così come la consapevolezza dei sistemi terra-aria presenti a difesa di Palmira, una missione di salvataggio si sarebbe potuta trasformare in un bagno di sangue per i russi. Ne è ben consapevole lo specnaz che esaurite le munizioni, comunica ai caccia amici in volo di non avere scelta.
Comandante: “….”
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