di Augusto Grandi -
La guerra Usa sveglia la destra? Miracolo!
La minaccia di Obama contro la Siria ha il merito di scardinare vecchi e consunti rapporti, di mettere in gioco equilibri che si ritenevano consolidati, di evidenziare differenze che si consideravano cancellate. Persino Domenico Quirico, il giornalista de La Stampa rapito dagli "eroici" rivoluzionari e liberato ieri, ha dovuto spiegare che gli avversari di Assad non son proprio tutti giovani e belli come aveva sognato e scritto. Rivoluzione tradita, secondo lui che ci è passato dentro. Peccato che il suo direttore ed i suoi colleghi non se ne siano accorti: troppo impegnati a codificare gli ordini di Washington per occuparsi di ascoltare la voce che arriva dalla Siria e che, evidentemente, dopo la lunga prigionia ha modificato l'interpretazione della realtà. Ma anche la politica italiana sta cambiando sotto la spinta degli avvenimenti. Da un lato riaffiorano i soliti esponenti degli Usa in Italia, a partire da Giuliano Ferrara. Mentre l'inutile Letta riesce a schierarsi, contemporaneamente, con Obama e con Putin, salvo poi rettificare poco poco per essere più vicino al padrone Obama. E la data dell'8 settembre è la più indicata per i giochini di servilismo. Quanto alla sinistra, oscilla tra le posizioni coraggiose e coerenti di un Giulietto Chiesa (che, non a caso, non è per nulla organico ai partiti ufficiali della melma di pseudosinistra che siede in Parlamento) ed il sogno di macelleria dei compagni al caviale arrivati ai vertici di istituzioni, media, fondazioni bancarie. Ma, per una volta, le preghiere del Papa hanno davvero compiuto un miracolo: la destra ha assunto una posizione intelligente in politica estera. Pare incredibile, ma è così. Fratelli d'Italia manifesta in piazza contro l'aggressione americana e per il diritto di indipendenza dei popoli. Non serve a nulla, non conta nulla, ma è un segnale importante. Perché significa che non tutti, a destra, si sono rassegnati ai voltafaccia di Aledanno ed alle posizioni di servilismo nei confronti degli Usa che hanno caratterizzato troppi esponenti e troppo a lungo. Un piccolo passo, indubbiamente, ma è già un miracolo che sia stato compiuto. E anche se non serve a modificare la situazione del mondo, offre comunque un segnale all'interno. E marca la distanza dai Ferrara di turno, dai sostenitori del governo Alfetta, dai tanti servi sciocchi che vogliono rifare An, atlantista ad ogni costo.
Fonte: Girano
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