di Gianni Fraschetti -
Mentre siamo tutti presi dalle avventure di Berlusconi, Bersani & Grillo, con la partecipazione straordinaria di Napolitano e Mario Monti, nel mondo avvengono assai strane cose che ci riguardano molto da presso. Alcuni giorni orsono il nostro Ministro degli Esteri Giulio Maria Terzi di Sant'Agata, alfine consapevole del suo lignaggio di Marchese del Sacro Romano Impero e quindi dell' appartenenza della sua schiatta alla piu' ristretta nobilta' di spada dell'Occidente cristiano, ha finalmente deciso, dopo un anno di tentennamenti vergognosi, che non avrebbe rispedito Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in India. I due Sottufficiali del Reggimento San Marco dovrebbero infatti tornare a Nuova Delhi il 22 Marzo, al termine del permesso concesso loro dalle autorita' indiane per andare a votare, ma il Governo italiano e nella fattispecie il nostro baldo e giovanile Ministro degli Esteri, ha gia' fatto sapere a quello indiano, tramite il nostro malcapitato Ambasciatore Daniele Mancini, che i due militari non faranno ritorno nel sub continente indiano. Immaginiamo che gli italiani abbiano accolto la lieta novella con gli stessi sentimenti che avevano manifestato al momento dell'arresto dei due militari e durante il successivo anno di prigionia e dunque, nella migliore delle ipotesi, con una alzata di spalle. In effetti abbiamo pure altro a cui pensare di questi tempi ed a volere essere sinceri la punizione elettorale per Mario Monti ed i suoi dioscuri Fini e Casini era stata pesante, addirittura feroce per il Presidente della Camera . Quindi, preso nota che alla fine la questione era finita secondo italica tradizione, ovvero con un bidone colossale rifilato agli indiani, ognuno e' tornato ad occuparsi delle sue miserie. Il buon Giulio Maria, che non vedeva l'ora di riscattarsi dall'anno di contumelie che si era beccato per questa storia, ha estratto finalmente dal fodero lo spadone bimane della collezione di famiglia ed in tale feroce guisa ha preso a rintuzzare le prime proteste del governo indiano, vantando le "solide argomentazioni" sulle quali si fondava la decisione italiana, mentre il resto della nostra compagine governativa, tutta presa da altre vicende, si comportava addirittura come se nulla fosse accaduto. Compreso Monti, che aveva gia’ poco tempo prima per occuparsi della sorte dei due fucilieri, figurarsi ora, con tutti i guai che gli sono piovuti addosso con la scelta, suicidosa anzi che no, di "salire" in politica. Dunque se ne fregava dell'India e dintorni. L'affare degli elicotteri era inoltre definitivamente saltato e non aveva dunque piu' senso alcuno essere cortesi con quelle teste di stracci. Scio' dunque e che non rompessero le scatole. Il fatto di avere fatto sottoscrivere al nostro Ambasciatore un impegno solenne, una vera obbligazione a nome del Governo italiano, a far tornare in India i due maro' non deve avere nemmeno sfiorato l'anticamera del cervello di questi illuminati statisti che tanto hanno fatto e fanno perche' l'Italia ritrovi il suo prestigio internazionale, ahime' perduto all'epoca del "puttaniere di Arcore". E quale modo migliore per lustrare ancor piu' lo stellone d'Italia che mancare ad un impegno solenne ? Diamine, una occasione da non perdere, roba alla Vittorio Emanuele III, o addirittura alla Badoglio. Un nuovo 8 Settembre, una roba da finire sui libri di storia e magari, secondo antica tradizione, il giorno dello spergiuro sarebbe anche stato proclamato festa nazionale. Ebbri di felicita’ per la geniale trovata, nessuno di questi "statisti" ha pensato, nemmeno per un attimo che, subito dopo lo scambio con qualche pappone o spacciatore indiano detenuto da noi, questo era il sistema moralmente piu' ignobile e lercio per riportare in Patria Latorre e Girone. Nemmeno li ha sfiorati il pensiero che disonoravano i due militari, le Forze Armate tutte e l'intero popolo italiano. Avevamo due strade all'inizio ed hanno deciso di consegnarli. Poi li avremmo potuti riprendere con una operazione che rientrava ampiamente nella capacita' operativa delle nostre Forze Speciali ma figurarsi, mica siamo inglesi o americani, o francesi. Mica siamo un popolo normale noi. Siamo italiani, avete presente no ? O sole, o mare, a pizza, i maccheroni ed il mandolino del Capitano Corelli. E dunque li abbiamo lasciati nelle mani della giustizia indiana, accettandone implicitamente le decisioni. Avremmo potuto almeno fare pressioni sui nostri alleati, chiedere un arbitrato internazionale, rivolgerci all'ONU. Nulla di nulla. Immobili come un semaforo senza nemmeno l'intermittenza. Anche la UE se ne era riccamente infischiata fino ad ora, salvo risvegliarsi adesso, per bocca di quella nullita' cosmica della Ashton che se ne e' uscita con una dichiarazione che la dice lunga sull’ “Europa che ce lo chiede “. E adesso gli indiani sono veramente incazzati neri. Se fossero come noi potremmo anche fregarcene, farebbero un po' di "ammuina" per una settimana o due, tanto per salvare la faccia, e poi archivierebbero la vicenda secondo la vecchia regola del ... chi ha dato ha dato....Ma tutto lascia supporre che gli indiani non siano affatto come noi. Anzi, non siano nemmeno nostri lontani parenti. Sono stati educati dagli inglesi, a scudisciate, con il famigerato e temuto arnese in pelle di ippopotamo, il curbasc, e quello e' un tipo di imprinting che penetra nelle carni e nello spirito ed entra a fare parte del patrimonio genetico in maniera permanente. A loro delle regole internazionali e dell' "etichetta" non gliene puo’ importare di meno. Non fanno troppi convenevoli, anzi non ne fanno per niente e tanto per farci capire subito che aria tira hanno praticamente sequestrato il nostro Ambasciatore e minacciano di arrestarlo. Immagino la faccia di Giulio Maria alla notizia. Ma come ? L'Ambasciatore ? Ma non si puo'.... e' protetto dalla immunita' totale....Bravo Terzi, adesso vaglielo a spiegare tu come funziona il galateo diplomatico , perche' un fatto e' certo, gli indiani sono furibondi e non oso nemmeno pensare a quale potra' essere il seguito della vicenda. Posto che a questo punto nemmeno noi possiamo rimandare indietro i due maro’ con attaccato un biglietto con sopra scritto "Abbiamo scherzato" , lungi dall'avere depotenziato la crisi, l'abbiamo invece portata all'ennesima potenza. Con un Ambasciatore prigioniero, che se era di una gravita' inaudita quanto e' accaduto con i due maro' moltiplicate adesso la situazione per dieci. E se gli indiani decideranno poi di interdire la navigazione alle navi battenti bandiera italiana nell' Oceano indiano che faremo ? Cosa fara’ la riserva della Repubblica Monti ? Ho tanto l'impressione che se li avessimo portati via con un blitz, sarebbe stato molto ma molto meglio. Gli indiani avrebbero compreso una soluzione molto "british" ,(avete visto in Nigeria come ci accoppano gli ostaggi tutte le volte, no ? ), ma essere presi per i fondelli a quel modo e' stato insopportabile per loro. A dire il vero lo sarebbe stato per chiunque, meno che per noi, visto che al momento di pensare questa “figata” ci e' sembrata pure normale. Una simpatica goliardata.
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