di Gianni Fraschetti
L'alleanza tra Ncd e Udc è fatta. I due segretari, Angelino Alfano e Lorenzo Cesa, sono stati dal notaio per certificare il simbolo da presentare alle Europee del 25 maggio. Un passaggio che sancisce definitivamente il legame tra i due partiti, con il simbolo graficamente diviso a metà con entrambi i loghi di Ncd e Udc. La sigla Ncd è in alto, lo scudo crociato in basso, al centro il nome di Alfano, a destra e a sinistra dello scudo crociato, in piccolo, Ppe e Udc. Insomma si potrebbe dire mai così tanto (di forma) per così poco (di sostanza).
Al di là delle chiacchiere di Alfano infatti, mai come questa volta la paura fa 90. Tutti i sondaggi sono concordi nell'attribuire all'ennesima formazione centrista una percentuale alla Gianfranco Fini. Ossia artatamente gonfiata alla nascita per poi scemare inesorabilmente col trascorrere del tempo verso cifre da prefisso telefonico. Se non c'era spazio per il terzo polo centrista, come hanno constatando sbattendoci le corna Mario Monti, Mario Mauro e il resto dell'allegra brigata di scelta civica (Anche allora c'ara casini che pare quasi la garanzia di fallimento di queste operazioni), figuriamoci quanto ne esiste adesso come quarto polo. I cattolici in politica, vera sciagura dell'italia, seguono però l'effetto pecora e pensano che mettere insieme più sigle coronate dal vecchio scudo crociato, sia garanzia di salvezza. Auguri, ci vediamo a maggio.
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