di Gianni Fraschetti
Anche se uno ha perso il conto degli anni che li conosce bene, intimamente, fin nei piu' segreti recessi del loro animo. Anche se intuisce perfettamente i pensieri che si agitano frenetici in quelle teste, portate come poche alla matematica elettorale, l'unica vera stella polare di questi individui. Pure se uno e' pienamente consapevole che ormai non e' rimasto nulla di quel poco di buono che li aveva portati da giovani a fare politica in un partito di destra estrema. Pur in presenza di tutto cio' si resta comunque basiti di fronte alla constatazione che trovano sempre la strada per scendere ancora piu' in basso ed affondare senza ritegno nel letame. E ci si resta male. Ci si resta male perche' un lato di noi, nonostante tutto e contro ogni evidenza ancora gli vorrebbe bene ed ogni volta, drammaticamente, ci troviamo invece costretti a prendere atto di essere degli ingenui sognatori, di nutrire sentimenti ormai totalmente fuori dal sentire di certi individui e che certa gente, che si era addirittura contrabbandata per la parte migliore di una comunita', la piu' pura, la piu' incontaminata, era in effetti la piu' marcia. Peggiore addirittura degli avversari che avevamo di fronte. Una discarica della morale eternamente in vendita al migliore offerente. Anche se lo abbiamo sempre saputo che in fondo era cosi', il doverlo ogni volta riscoprire e' una vera tortura per chi pensa che la politica sia qualcosina di piu' dell'egoistico soddisfacimento degli affari propri. La vicenda della candidatura di Storace e' il paradigma perfetto di quanto sto affermando. Il Segretario della Destra non si porta certo la vittoria in tasca e contro Zingaretti, ci sara' da sudare le proverbiali sette camice senza nessuna garanzia di farcela. Ha pero' un indiscutibile vantaggio rispetto agli altri, e' dichiaratamente alternativo sia al suo competitore di sinistra che alla Bongiorno se sara' poi lei a rappresentare i montiani. Non ci saranno occhiolini strizzati e cenni d'intesa. Esattamente quello che vogliono gli elettori di centrodestra, salvo forse quelle frange affaristiche che ricercano le acque torbide come condizione preliminare per poter meglio curare le loro cose e sono infatti alla base della epidemia di mal di pancia che ha colpito il PDL romano. "Homo sine pecunia imago mortis", e' un detto un po' maccarronico ma potrebbe essere il grido di battaglia della corrente cui faceva riferimento anche il buon Fiorito, sia in AN che successivamente, visto che, a quanto pare, e' proprio quella corrente che oggi fa le bizze, evidentemente minacciata di chiusura dei rubinetti da parte di chi la sta obbligando a dismettere i panni "sociali" per indossare panni piu' confacenti agli ascari dei banchieri. Certo, per noi che veniamo da lontano e che abbiamo speso i nostri diciotto anni cercando di sopravvivere ad un clima da guerra civile mentre garantivamo con tutte le nostre forze il diritto all'esistenza ed alla parola ad un Partito fuori dall"...arco costituzionale...", risulta difficile dare per perduta una battaglia prima di averla combattuta. Non ci davamo per vinti allora, figuriamoci oggi...Sembra invece che il Sindaco di Roma ed il suo illuminato stato maggiore diano per ingiocabile la partita, non si sa bene dopo quali divinazioni da parte delle vergini del gruppo, e si preparerebbero quindi a sacrificare Beatrice Lorenzin...avete letto bene Beatrice Lorenzin e non chiedetemi chi cazzo e'.....facendole fare la fine che un tempo fu riservata ai Borghini (lo avete dimenticato?) ai Tajani, insomma ai sacrificabili su un giro giudicato negativo. E' chiaro che con questo metro tutti i giri poi diventano negativi, perche' le battaglie combattute col cuore comunque esaltano, anche se si perde, e preparano le future vittorie mentre quelle condotte dietro i vari Michelini, Borghini e Lorenzin preparano solo future sconfitte. Magari proprio al Comune di Roma. Vi e' poi una questione accessoria non proprio irrilevante. Questa gente, o meglio questa corrente, reclama candidature blindate alla Camera ed al Senato, ma Berlusconi e' sicuro che la mattina dopo essere stati eletti li ritrovera' al suo fianco ? In effetti Storace non ha tutti i torti quando afferma che coloro che nel PDL si sono dichiarati a suo tempo a favore di Monti (ricordate la manifestazione ? ) sono da ritenere inaffidabili. Ed allora, a questo punto, cosa spetta il Cavaliere a dare loro il benservito ? E' gente che ha gia' tradito. Ha tradito se stessa, il proprio passato, la propria gente e la propria idea. Non hanno piu' molto da salvaguardare ormai, salvo il loro futuro politico e per quello sono disposti anche a vendere l'anima al diavolo.
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