Così come abbiamo riportato la notizia data da Repubblica dell'interrogatorio di Cola da parte del PM Ielo e di dichiarazioni rese da Cola che hanno pesantamente coinvolto l'ex Sindaco di Roma Gianni Alemanno, per correttezza vi sottoponiamo un articolo di Affari Italiani che propone una diversa visione della vicenda. Ognuno potrà valutare e giudicare questa storiaccia come meglio crede. (G.F.)
La Procura di Roma è orientata a chiedere l'archiviazione della posizione Gianni Alemanno indagato per finanziamento illecito per una presunta tangente da 200mila euro che si sosteneva avrebbe preteso per un uomo di sua fiducia nel contesto della maxi tangente da 700mila euro che la Breda-Menarini, azienda controllata da Finmeccanica, avrebbe pagato per assicurarsi la fornitura di 45 filobus a Roma Metropolitane. destinati al cosiddetto “corridoio Laurentina”.
Il coinvolgimento dell'ex sindaco nacque dalle dichiarazioni rese nel maggio del 2012 dall'ex consulente esterno di Finmeccanica, Lorenzo Cola che riferì al pubblico ministero Paolo Ielo come funzionava all'epoca il sistema degli appalti. Cola parlò di una cena, avvenuta a fine 2009, cui avrebbero partecipato Alemanno, l'allora presidente Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini, Fabrizio Testa, che guidava Technoksy, Pietro Di Paoloantonio, fedelissimo dell'allora sindaco. In quella occasione si sarebbe parlato della presunta tangente. Allo stato gli inquirenti non avrebbero trovato riscontri alle dichiarazioni dell'ex consulente.
I rumors sul presunto coinvolgimento di Alemanno nella vicenda risalgono all'ottobre dello scorso anno quando il nome dell'ex sindaco finì tra il registro degli indagati insieme al l'ex presidente di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini, e altre 18 persone tra cui Riccardo Mancini, ex amministratore delegato di Eur Spa, che ha già scontato quattro mesi agli arresti tra carcere e domiciliari, e attende ora il processo. L'indagine è uno stralcio dell'inchiesta su Finmeccanica, Enav e Selex e ha preso spunto dalle rivelazioni del commercialista Marco Iannilli, già coinvolto nel troncone principale della vicenda giudiziaria e che tirò in ballo proprio Alemanno e Guarguaglini.
Tale circostanza è sempre stata smentita dall'ex primo cittadino e da Guarguaglini che hanno ammesso di essersi incontrati ma solo per discutere di come ripulire i muri della capitale dai graffiti. In un altro interrogatorio, l'imprenditore Edoardo D'Incà Levis sostenne che i soldi della presunta tangente per l'appalto Breda Menarini "erano destinati alla politica romana" e più precisamente "alla segreteria di Alemanno". Anche questo è stata sempre smentita dai diretti interessati.
Fonte:http://www.affaritaliani.it/roma/scandalo-bus-scagionato-alemanno-nessuna-prova-della-presunta-tangente-02042014.html?refresh_ce
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