di Gianni Fraschetti -
Se solo Napolitano, Monti, la Fornero, Passera , la Cancellieri, nonche' l' ABC della nostra politica, compresi i loro codazzi, ovviamente e con una menzione particolare per il nostro Pierferdy che sta venendo fuori alla distanza come il piu' grande pezzo di merda che abbia mai calcato l' emiciclo del Parlamento, conoscessero solo vagamente, magari per sentito dire, dove abitano dignita', onore, orgoglio e senso del dovere....quella robina insomma che ci distingue dal resto del mondo animale, dovrebbero dimettersi direttamente dal genere umano, sparire nella notte e non farsi mai piu' vedere.
Noi italiani siamo veramente sfigati comunque, nel peggior momento della nostra storia abbiamo in plancia di comando il peggio che questa Nazione sia mai riuscita ad esprimere e dire che non abbiamo mai brillato molto quanto a qualita'.
La peggiore classe politica e manageriale possibile, comunque la si voglia valutare, complessivamente o per singolo elemento con alla testa il peggior Presidente della Repubblica di ogni tempo, uno che ci fa rimpiangere TUTTI quelli che lo hanno preceduto, compresi Ciampi e Scalfaro che fino al suo insediamento erano nettamente staccati dal gruppone e si giocavano la maglia nera in un appassionante testa a testa ma che devono adesso chinare il capo e ritirarsi in buon ordine dalla competizione di fronte alla debordante ignomia che questo sciagurato e' riuscito a profondere nella sua presidenza.
Una classe dirigente infame quindi, che forse ci saremo pure meritati ma che in coscienza non augurerei nemmeno alla Corea del Nord. Eppure cinque mesi fa, mentre il convoglio di auto blindate con a bordo il Professore di Varese attraversava Roma diretto al Quirinale, tra due ali di folla festante ai limiti del comico, che lo invovaca a squarciagola, accogliendolo al canto di " Fischia il vento", in pochi avrebbero potuto presagire una simile catastrofe in cosi' poco tempo. Perche' parliamoci chiaro, i nostri baldi bocconiani sono riusciti in cinque mesi ad inanellare una tale serie di disastri da fare accapponare la pelle, a riprova che se la politica fa schifo, i tecnici e l' antipolitica non mi pare che diano risultati migliori. Anzi. Gli schiaffoni sono volati a dozzine senza risparmiare nessuno della dotta combriccola insediatasi ai posti di comando. Dagli indiani, agli inglesi, ai nigeriani, ci hanno preso a pernacchie tutti, la Borsa sta collezionando performance negative di valore assoluto, mai viste ai tempi del "trombator cortese" e la nostra econmia e' entrata in una fase recessiva intorno alla quale si sta avvitando come un aereo fuori controllo.
Senza volersi perdere in una dissertazione sull' Europa dei banchieri e non dei popoli, dell ' Euro e non dei valori condivisi, e' evidente che la finanza globale si presenta ormai come una forza fatale capace di determinare completamente la vita delle Nazioni facendo si che non sia piu' l' insieme delle parti che, nel reciproco rispetto, concorre a determinare il tutto ma, fatto che in medicina costituirebbe una gravissima patologia, e' una parte e nemmeno la piu' qualificata a prendere arbitrariamente il sopravvento, costringendo TUTTE le altre forme legittimate all' accettazione supina della sua supremazia, dando vita ad un tentativo tipicamente aritmetico e nemmeno troppo camuffato di tramutare il destino in una grandezza definibile con strumenti di calcolo. Uno squallido lavoro da ragionieri.
Esattamente quello che Monti e la sua banda stanno cercando di fare.
Del resto i sistemi a carattere mercantile usciti vincitori dalla IIGM si caratterizzano per uno speciale appiattimento di ogni superiore potenzialita' umana, riducendo tutto ai minimi termini di una civilta' ( se cosi' la possiamo ancora chiamare ) meccanico-tecnica all' interno della quale si rischia seriamente di esaurire il destino proprio dell' uomo ad un compito di animali da produzione e consumo.
Esattamente quello che Monti e la sua banda stanno cercando di fare.
E' evidente pero' che le cose non stanno andando esattamente nella direzione che era stata prevista, d' altronde i piani, anche i piu' perfetti e dettagliati, non reggono mai la prova sul campo e quindi tutto il progetto di trasformazione della nostra societa' in un modello ad una dimensione, unicamente economica, dove le esigenze di liberta' dei singoli potevano essere fondate solo su premesse economiche all' interno di un mondo economico, sta andando bellamente a farsi benedire di fronte alle resistenze sempre piu' strutturate e tenaci che vengono opposte dai corpi sociali.
Ormai marciamo a tappe forzate verso una situazione di fortissime tensioni sociali che potrebbero sfociare da un momento all' altro in una situazione conflittuale fino al limite, considerato invalicabile in un moderno stato occidentale, della ribellione, o, se preferite, della "guerra rivoluzionaria". Perche' di questo poi si tratterebbe, alla fine.
Il nostro sistema che era gia' di suo vecchio ed asfittico a prescindere da, e' ormai abbondantemento andato oltre i livelli di guardia e viaggia ora stabilmente in una zona altamente critica a causa delle inefficienze, degli sfaldamenti, delle incertezze, di un tasso di corruzione che non ha eguali nel mondo occidentale e della magica confluenza di una crisi economica e finanziaria mondiale di dimensioni impressionanti con una crisi istituzionale e costituzionale ben rappresentata dalla pochezza della classe dirigente che riusciamo ad esprimere. Non siamo infatti noi a volere questa gentaglia, e' il sistema ormai che li genera in automatico.
La baracca avrebbe potuto reggere ancora un poco in un contesto generale di serenita' complessiva ma sottoposta come e' a simili, devastanti forze centrifughe non ha la minima possibilita' di tenuta ed infatti sta andando a pezzi. Nessuno lo dice ma il Professore e la sua banda viaggiano a quindici miliardi al mese di deficit, quasi il triplo di Berlusconi, per capirci, e lo spread e' ritornato esattamente dove lo avevamo lasciato in quielle mitiche giornate di fine Novembre quando ci sembrava di esserci liberati dal berlusconismo e stiamo bellamente a bollire in pentola. dopo essere stati oggetto da parte della banda Monti di quella spellatura da vivi denominata "Salva Italia".
Ormai hanno raschiato la padella e la spremitura esattiva in corso da parte di Equitalia sta rimuovendo una dietro l' altra tutte le sicure sociali che mantenevano ancora un embrione di pace apparente nelle nostre strade.
E' a questo punto che, per bocca della Cancellieri, veniamo a conoscenza della prossima tappa del nostro calvario, dell' ultima sfolgorante idea di questo gruppo di disperati all' ultima spiaggia. Utilizzare le Forze Armate in funzione repressiva.
Non e' certamente una buona idea per loro, anzi, personalmente ritengo che sia pessima e dara' anche il via ad eventi che con rapidita' sfuggiranno ad ogni controllo. Esaminiamo infatti quale e' la situazione psicologica, politica ed organizzativa delle nostre Forze Armate in questo momento. Passate dalla coscrizione al volontariato, dai marmittoni di leva ai professionisti, sono di fatto un corpo estraneo alla societa' piu' di quanto lo siano mai state. Spedite a combattere guerre incomprensibili per noi e quindi assolutamente impopolari hanno avuto pero' la capacita' di farne tesoro, accumulando nei loro zaini straordinarie esperienze militari ed un lacerante deposito di amarezza. Modulate per competere con un nemico di pari capacita' si sono invece trovate a dovere combattere contro tribu' orgogliose e disperate in quella che viene considerata la guerra piu' difficile, quella rivoluzionaria, dove il nemico e' ad un tempo militare, politico e religioso e dove la linea del fronte attraversa principalmente il cuore delle popolazioni. Hanno cosi' imparato ad organizzare la controguerriglia, amministrare villaggi e perfino intere province, mettere su reti segrete di informatori ed esercitare poteri di governo e di polizia. Hanno sbrigativamente liquidato elementi sospetti e traditori ( o cosa pensate che faccia la Task Force 45 ? ) costruito scuole ed edifici pubblici, strutturato l' igiene pubblica ed addestrato gli elementi locali a combattere. Si sono indurite e temprate tra il calore dei deserti ed il gelo delle montagne ed affilate come rasoi nello stillicidio di quotidiani e selvaggi scontri armati contro nemici temibili, considerati a ragione tra i migliori combattenti del mondo, guerrieri che non sono stati piegati ne' dagli inglesi, ne' dai russi e che dopo oltre due secoli di guerra ininterrotta la hanno ormai nel loro patrimonio genetico. I nostri ragazzi non vivono piu' che molto poco in Italia, ormai i turni di missione si ripetono con ciclica ossessivita' e non vivendo piu' in Patria si finisce col non vivere piu' CON la Patria, lo spirito di corpo sostituisce quello della nazione ed il cameratismo il patriottismo. E la Patria comunica sempre meno con i suoi Centurioni, trattati alla stregua di mercenari anche malsopportati e basta farsi un giro su Facebook o su You tube per vedere cosa viene detto loro. Da vergognarsi.
Una ferrea consorteria unisce questi guerrieri, segnati per sempre dai deserti irakeni ed afghani, dagli agguati dei talebani, dalle bombe e dagli ordigni improvvisati disseminati ed occultati sul ciglio delle strade. Una consorteria di sangue versato, qualcosa che va la di la' della solidarieta' di razza, di sangue e di interessi, perche' tutti li comprende e tutti li trascende ed unisce in una comunita' di destino uomini e donne diversi per cultura, censo, idee politiche, egoismi e generosita', azzerando ogni differenza e mobilitandoli fino alle estreme conseguenze sacrificali, se occorre. L' insorgenza di un popolo, in tutte le sue forme, non e' per loro una teoria che si studia nelle scuole militari, e' una dura esperienza umana che hanno fatto sul campo e pagato in contanti col loro sangue. Non posso spingermi oltre ma immagino che possiate ben comprendere con quali occhi questi giovani ufficiali e soldati, totalmente diversi da come la maggior parte di noi li immagina e mediamente parecchio piu' colti ed aperti dei loro coetanei civili, vedano le espressioni parlamentari e governative della Patria che mettono spesso e volentieri in dubbio la legittimita' della guerra per la quale sono stati mobilitati e mandati a combattere e morire nella piu' totale indifferenza di un popolo che ha perso anche la capacita' di spremere una lacrima sulle fosse e sulle bare del suo Esercito e come possano considerare le inefficienze e l' ottusita' della classe dirigente italiana al completo, a partire dall' inquilino pro-tempore del Quirinale a finire con l' ultimo Vice Ministro, magari quel Michel Martone che tanto bene ha fatto e detto al suo esordio.
Ci manca molto poco ormai perche' maturino anche la piena consapevolezza di avere obbedito per fin troppo tempo a capi militari e politici inefficaci, corrotti, sorpassati e financo ridicoli, che li hanno spediti a fare guerre ingiuste ed impopolari mentre svendevano nel frattempo, per motivi inconfessabili, la sovranita' nazionale e che il tempo della neutralita' politica dell' Esercito sta per tramontare.
Qualcuno crede che sia un Esercito pretoriano di professionisti commettendo un grave errore. Non di Esercito pretoriano si tratta ma di Esercito proletario e soprattutto e violentemente e prima di tutto contro il capitalismo, contro il mondo dei mercanti di denaro e contro le grandi conglomerate che questi ragazzi hanno visto all' opera ovunque il dolore e l' avidita' marchiano a fuoco i popoli. E si vorrebbe schierare questo Esercito contro la sua gente ? Contro un popolo ormai povero ed alla disperazione ? Questa sarebbe la risposta dei Professori alle esigenze di crescita e di sviluppo ed al profondo malessere della nostra societa' ? I blindati per le strade ?
Brutta idea oppure meravigliosa, dipende dai punti di vista, mettere nella stessa strada un popolo disperato e dei militari inquieti che sognano che proprio quel popolo che hanno di fronte comprenda che essi sono i suoi figli, quelli migliori, i piu' disinteressati, quelli che hanno messo la loro stessa vita a disposizione della loro gente.
Il tempo dell' agnosticismo politico dei militari potrebbe finire per incanto proprio in quella strada nel momento dell' abbraccio magnifico e commovente tra un popolo ed i suoi ragazzi in armi, nella comune scoperta di un socialismo nazionale orgoglioso e patriottico che vuole l' indipendenza dagli alleati, un governo vero ed autorevole, la nazionalizzazione delle banche e delle imprese strategiche e di pubblica utilita'. Un abbraccio che potrebbe preludere ad un nuovo futuro nel quale l' Esercito potrebbe in una prima fase detenere il ruolo svolto dal "partito" nelle vecchie democrazie popolari. Un abbraccio nel quale l' Esercito, finalmente riconciliato e fuso col popolo, si faccia promotore di un nuovo ordine sociale capace di abolire i conflitti di classe, di espropriare i banchieri, di mandare in definitivo congedo i politici. e di eliminare i trust internazionali.
Il Professor Monti fino ad ora ha obbedito pedissequamente ai suoi padroni angloamericani e ne ha combinata una peggio dell' altra, adesso spera di salvarsi chiamando l' Esercito in soccorso, evidentemente tratta il popolo italiano come la spazzatura di Napoli ma sta per commettere un passo falso al quale non vi sara' rimedio.
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