Overblog Tutti i blog Blog migliori Politica
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Pubblicità

Quali sono stati i meccanismi capitalistici che abbiano portato ai guasti dell’attuale crisi, e quali sono le misure proposte per mettere in atto un’equa politica sociale?
Non c’è nulla di casuale: questa è una crisi sistemica, nel senso che non solo c’è una crisi di carattere strutturale, si tratta di una crisi che non è emendabile, perché è come quando si rompe una macchina: ci sono rotture che possono essere riparabili, e ci sono rotture che invece richiedono che si butti via l’automobile, punto e basta… ecco, se fonde il motore, la macchina non è più utilizzabile, se non cambiando il motore. La finanza mondiale è andata in surriscaldamento, e si è fusa. Questo meccanismo non è più riparabile.
 
Se lo Stato si rende conto che questa strada è una strada non più percorribile, si rifiuta di pagare il debito. Quando noi proponiamo di non pagare il debito significa concorrere a costruire un grande movimento popolare consapevole della situazione terrificante in cui si trova, per esempio, l’Italia, ma si trova anche la Grecia, si trovano anche la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda e anche la Francia… Anzi, a pensarci bene… tutti i Paesi europei, tutto l’Occidente, a cominciare dagli Stati Uniti, che sono un Paese tecnicamente in bancarotta da dieci anni, e che è riuscito semplicemente a dilazionare, truccando le carte, la evidenza del problema, si trovano nella stessa situazione. Il problema è appunto come costruire un movimento politico capace di opporsi alla catastrofe incombente, senza provocare danni alle parti più deboli delle popolazioni. Quindi, la prima preoccupazione che io ho, e che noi abbiamo, è che la nostra proposta si affronti, si risolva, con il minimo danno possibile, sottolineo con il minimo danno possibile. Sappiamo esattamente come stanno le cose, e le cose ci dicono che se si procede sulla strada che ci viene proposta dalla Banca Centrale Europea, dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Commissione europea, e da tutte le commissioni europee e internazionali, significa andare a un default generalizzato della finanza e dell’economia occidentale, nel corso di un anno o un anno e mezzo, massimo due anni… siamo oramai al capolinea. Quindi, non è che c’è una soluzione indolore, che è la loro, e una soluzione dolorosa, invece, che è la nostra. Al contrario: la loro sarà sicuramente una soluzione tremendamente dolorosa, nella quale possono bruciarsi i risparmi di 500 milioni di persone in Europa.”
 
Occorre dire apertamente: rinunciare al debito, rifiutarsi di pagare il debito, denunciare questo debito come iniquo e non pagabile, il che significa uscire dall’euro, perché le regole dell’euro prevedono, invece, che il debito debba essere pagato, e non è possibile conciliare le due cose.
Bisogna uscire da questa logica europea, non si tratta di “uscire dall’Ue”: l’esempio più chiaro è quello della Gran Bretagna. La Gran Bretagna non è nell’euro, eppure è in Europa, e, purtroppo per noi, ha contato molto in questa Europa. Quindi, noi possiamo semplicemente decidere che, siccome le regole di Maastricht non sono sostenibili, noi usciamo dall’euro, e rimaniamo in Europa, in posizione critica.
Se l’Italia, e anche un altro Paese, come la Grecia, anche più piccolo, prendesse questa decisione, prendesse, cioè, il toro per le corna, l’Europa dovrebbe trattare. Ora, forse la Grecia non è sufficientemente forte per trattare da sola, ma se l’Italia decidesse di trattare con l’Europa una diversa uscita dalla crisi, credo che per l’Europa sarebbe quasi impossibile dire di no. L’Italia è un grande Paese…
Occorre però che l’opinione pubblica italiana si contrapponga a questa classe politica e imponga una svolta radicale nella posizione dell’Italia rispetto al debito, all’Europa. Da qui a cinque-sei mesi vedremo il crescere rapido e drammatico del malcontento, della preoccupazione, dell’inquietudine, tra larghissime masse di popolazione.

 

Fonte:  Giulietto Chiesa

Pubblicità
Tag(s) : #attualita'
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: