IL CALVARIO DEL PD. ADESSO SBUCA IL NOME DI VELTRONI
Fonte - (Agenzia Asca)
Conversazione tra Salvatore Buzzi e suoi collaboratori
“No scusa ma se Odevaine c’ha tutta sta roba, ma Veltroni quanta roba c’ha?”.
Sono le precise parole di Salvatore Buzzi nel corso di una conversazione con alcuni suoi collaboratori il 28 marzo scorso, parlando di Luca Odevaine e dei rapporti con il Comune di Roma. Il dialogo è stato intercettato dai carabinieri del Ros con una ‘ambientale’, e partecipano oltre a Buzzi la sua compagna Alessandra Garrone, Claudio Caldarelli, Paolo Di Ninno (commercialista di Buzzi) ed Emanuela Bugitti, altra collaboratrice. Rispetto ai cinquemila euro mensili dati ad Odevaine, già capo di gabinetto di Veltroni, poi capo della Polizia provinciale e adesso in carcere, Buzzi spiega:
“No scusa ma se Odevaine c’ha tutta sta roba, ma Veltroni quanta roba c’ha?”.
E poi sempre riferendosi a Odevaine: “scusa perché tu sei stipendiato dal Comune e pigli tremila euro al mese come fai ad averci un impero in Venezuela?”.
Buzzi poi spiega ai suoi: “Tra tutti quelli che ci stanno a da’ una mano il migliore è Alemanno, quello oggi mi ha ritelefonato la segreteria di Alemanno… ma vaffanculo… ma quanti soldi si e’ portato via Veltroni? Si è preso e fatto…”.
“Un botto”, aggiunge Caldarelli. La Bugitti poi chiede: “Che c’entra Veltroni?”.
“Ha preso i soldi di Odevaine! Perché non li ha presi?”, ribatte Buzzi in modo interrogativo.
Caldarelli a quel punto dice: “Eh stava la’…”.
Buzzi a questo punto aggiunge: “Scusa ma c’ha mezzo Venezuela! Come se l’è fatto? Con il risparmio dello stipendio?”.
La Bugitti: “Quello che no, che c’entra Veltroni?”.
Buzzi: “A Manue’, c’è con Odevaine, su altre cose non ci ritorna?”.
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