Alcuni scienziati in Mongolia stanno esaminando il corpo di un monaco mummificato che risalirebbe a circa 200 anni fa. Il bello è che alcuni buddisti credono che non si tratti solo di una mummia, ma che in realtà il monaco sia in una trance meditativa profonda.
Il corpo del monaco, seduto nella posizione del loto con le gambe incrociate, è stato rinvenuto la scorsa settimana ne quartiere Songinohajrhan della capitale della Mongolia, Ulan Bator. Addosso al corpo solo delle pelli animali che fungevano da abito.
La mummia, di un perfetto color cenere, è stata inviata al centro Nazionale di Competenza Forense sempre nella capitale, per essere sottoposta ad ulteriori analisi. Gankhüügiin Pürevbat, il fondatore mongolo dell’Istituto di Arte Buddista di Ulan Bator Buddhist University, ha detto al Siberian Times, un sito di notizie locale: “Il lama è seduto nella posizione del loto vajra, la mano sinistra aperta, e la mano destra a simboleggiare il Sutra della predicazione. Questo sarebbe un segno che in realtà il Lama non è morto, ma in una condizione di profonda meditazione se si vuole dare retta all’antica tradizione buddista che riguarda questi santi uomini.”
Alcuni esperti del buddhismo sostengono che il monaco potrebbe essere in “tukdam”, un profondo stato meditativo che è una sorta di ponte tra la vita e la morte. Il Dr. Barry Kerzin, monaco anche lui, e medico del Dalai Lama, ha scritto sul suo sito web: “Se la persona è in grado di rimanere in questo stato per più di tre settimane – il che è estremamente raro – il suo corpo si restringe gradualmente, e alla fine tutto ciò che resta della persona sono i suoi capelli, le unghie e i vestiti.”
I media locali hanno anche riferito che un uomo di 45 anni è stato arrestato perché aveva sottratto il corpo del monaco dalla grotta dove si trovava con l’intenzione di venderlo. Quindi, non è purtroppo chiaro dove e come sia stato originariamente ritrovato.
Le spoglie rinvenute vengono fatte risalire a 19° secolo. L’identità è sconosciuta. Esiste in Mongolia un caso simile a quello del corpo appena ritrovato, e riguarda il Lama Itigilov, morto nella Buriazia, una regione della Russia che confina con Cina e Mongolia. Era il 1927 quando il lama Itigilov morì ma, prima che accadesse, chiese ai suoi fratelli di essere seppellito nella posizione del loto.
Riesumato nel 2002, il corpo appariva mummificato anche se cominciava a mostrare segni di decadimento, completamente assenti dalla nuova mummia ritrovata. Ciononostante, i monaci sono convinti che Itigilov non sia completamente morto tanto è vero che, sostengono, la temperatura del corpo aumenta ogni volta che nel monastero dove le spoglie sono conservate, si celebra una funzione.
Fonte: www.quotidianogiovanionline.it
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