
di Gianni Fraschetti -
Quest'oggi stavo pensando a che fine faranno Girone e La Torre, i due fucilieri di marina ancora incatenati dopo 1000 giorni a una vicenda che ha perduto ormai anche i connotati della tragedia per assumere quelli grotteschi della farsa. Ancora una volta mi sono chiesto chi glielo ha fatto fare di tornare in India dopo che il Ministro Terzi aveva dichiarato che sarebbero rimasti in Italia. Poi mi sono ricordato.
"Vi amo più di me stesso. Per impedire che qualcuno possa dire che l'Italia non mantiene la parola data devo tornare in India". Con queste parole Salvatore Girone, uno dei due marò, salutò i figli , ancora piccoli, prima di prendere l’aereo e tornare in India insieme a Massimiliano Latorre.
“Per impedire che qualcuno possa dire che l’Italia non mantiene la parola data…”, queste parole mi hanno frullato in testa per ore, le avevo già lette da qualche parte, ero sicuro che qualcuno prima di Girone le avesse già pronunciate, poi un pensiero mi ha folgorato la mente.
Decine, centinaia di lettere di ragazzi anche più giovani di Girone, che scrivevano alle famiglie, alle madri, alle sorelle, alle mogli, alle fidanzate per spiegare il senso della loro scelta. Giovani che andavano a morire, tanti anni fa, dalla parte “sbagliata”, consapevoli che la guerra era perduta e che restava solo una scelta, quella di morire bene.
E morirono bene, a decine di migliaia. Ad Anzio, a Nettuno, a Campo di carne, vicino Latina, che deve questo nome proprio a loro che hanno concimato quell'agro col loro sangue e le loro ossa, e poi lungo la Linea gotica e in Istria e in Dalmazia. Caduti in combattimento contro gli alleati e scannati dopo, come bestie, durante le "radiose giornate".
Dovevano morire e morirono, per dimostrare al mondo che gli italiani mantenevano la parola data fino in fondo, fino alla fine. Perchè nessuno avesse poi a dire "...che gli italiani sono vigliacchi..." Anche Luciano Violante, nel suo ormai famoso discorso di insediamento da Presidente della Camera dei Deputati, pose la fatidica domanda di come fosse stato possibile tutto ciò. "Perchè andarono..?", chiese.
Gia, perchè..? Perché tutti quei ragazzi, decine di migliaia, quando tutto era perduto si andarono ad arruolare volontari (un fenomeno pressoché sconosciuto in Italia) consapevoli di una morte quasi certa..? Perchè si andarono ad arruolare da “quella parte”, quella sbagliata? E Violante disse nel suo discorso, che passò poi alla storia proprio per questo, che in Italia non ci sarebbe stata mai definitiva pacificazione finchè non si fossero compresi i motivi che animavano quei giovani. I “ragazzi di Salò” li definì.
Dopo più di settanta anni, Girone, mentre tenta di far comprendere ai suoi bambini perché papà deve andare, ci spiega anche perché quei ragazzi “dovettero” andare. Sono parole semplici, quelle che un bambino può capire, ma piene di un significato profondo, che attraversa la vita di due soldati italiani, di tre governi inetti e felloni e di un popolo che guarda sbigottito quanto sta accadendo; ed alla fine attraversano anche cento anni della nostra storia, fornendo una chiave di lettura attuale a vicende passate.
“Devo andare - dice Girone - per impedire che qualcuno possa dire che l'Italia non mantiene la parola data”. In un epoca di grande confusione, prostrazione morale e smarrimento, Girone e Latorre seguono l’unica via possibile per un soldato. La via dell’onore, come migliaia di altri giovani, di loro commilitoni, avevano fatto prima di loro.
In pochi, come sempre, pagano il conto per tutti davanti alla storia, "perchè nessuno possa dire che gli italiani sono vigliacchi...". Ovvero, loro pagano perchè nessuno possa dire che noi siamo dei vigliacchi. Oggi come allora qualcuno paga per noi, paga per la nostra assoluzione collettiva in una offerta di sè virile e cristiana a un tempo.
Qualcuno deve sempre pagare, perché nulla è gratis a questo mondo. Men che meno quei valori immateriali impossibili da recuperare una volta perduti. E dunque pagano loro, perché questo impone il loro stato e le stellette che portano al bavero dell'uniforme. E Girone lo ha spiegato con poche e asciutte parole ai suoi figli e a tutti noi. Soldato fino in fondo, ma soprattutto uomo fino in fondo. Uno degli ultimi rimasti insieme al suo commilitone Latorre. Dovremmo vergognarci, se ancora ne siamo capaci.
Dio fatto uomo, Dio che crea, che soffre nella sua creazione, che muore e che rinasce...Gli dei che muoiono e che rinascono...Niente si fa senza sangue. Bisogna morire incessantemente per rinascere incessantemente. Il Cristo delle cattedrali, il grande Dio bianco e virile. Un re, figlio di re...
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