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di Gianni Fraschetti -

 

A mano a mano che ci si avvicina alla data fatidica, a quel 3 Ottobre che dovrebbe sancire, nel pensiero di taluni, la fine del deserto e il ricongiungimento tra la nomenklatura colonnellesca e la politica politicata, Fini ha cominciato a rimettere il muso fuori dalla tana. E con lui sta riprendendo forza la demenziale idea di una destra "moderna, liberale, europea, moderata, inserita nella grande famiglia del PPE..." .

Questa inaudita stronzata non solo viene dispensata a piene mani dal bracciantato neo centrista - i Passera, gli Alfano, i Tosi - che non trova mai definitiva pace e dimora  ma cerca sempre il modo di fare più male possibile alla propria Patria, ma viene stolidamente rilanciata anche dai rimasugli di una classe politica che fino a qualche anno fa si dilettava con gli istituti di studi corporativi. A far da adeguato bordone al tutto, poi, è entrata in azione anche la solita quadriglia di intellettuali disperati - vedi Lottieri e Campi, o la Ventura, tanto per non fare nomi - che dopo l'ottima riuscita di Futuro e Libertà, stanno adesso vedendo se saranno capaci di diffondere questa epidemia di cretinismo galoppante in maniera più compiuta e diffusa di quanto riuscì loro l'ultima volta.

Da tempo ormai i colonnelli dovrebbero rispondere a qualche semplice domanda, ma impegnati come sono a organizzare desolanti convegni se ne sono ovviamente ben guardati. Restiamo dunque in angosciata e  fervida attesa di sapere se per addormentarsi in letizia sono già comparsi sui loro comodini i racconti di Giorgio Bocca sulla resistenza nelle langhe o "Il partigiano Johnny" di Fenoglio, se per far divertire la famiglia la portano a vedere l'opera buffa di Fo o a sentire Benigni che spiega la costituzione e se, per dare un senso compiuto alla loro conversione neo-liberista, sono riusciti finalmente a capire cosa cazzo propongono Friedman e i Chicago boys.

E così, mentre un Fini tirato a lucido, abbronzato alla Carlo Conti e fresco di una nuova e sbarazzina tintura color "visone della tundra" si prepara a uno sfolgorante autunno e i colonnelli a un appuntamento che dovrebbe segnare il loro nuovo debutto in società, i "Professori" stanno cominciando a cucire l'abito della festa per la creatura in cotanta sofferta gestazione.

Ovviamente la destra liberale ed europea, così cara a Fini e al colonnellume, e invocata come un mantra salvifico dalle levatrici neo centriste e dai due dioscuri Lottieri e Campi, non c'entra un tubo con la "non destra" nostra. Un'area politica che continuiamo a chiamare impropriamente destra, facendo una confusione infernale e dimenticando sistematicamente che la destra, il momento stesso in cui si fa sociale, perde qualsiasi connotato liberale e conservatore e non vi saranno mai possibilità in quel senso.

E allora, per non essere cacciati da Corte,  bisogna diventare creativi e inventarsi qualcosa, una bella novità, che è proprio ciò che questi disperati (Fini+colonnelli+professori) volevano e vogliono tutt'ora. Non si spiegherebbe altrimenti questa vera 'ossessione dell'abiura che ha contrassegnato il ventennio finiano, tutto dedicato a tentare di liquidare, in via definitiva, "la nostra fede più antica e le ragioni più vere" e a rimpiazzarle con il verbo di Andrea Ronchi e di Potito Salatto.

Immagino che qualcuno ricordi ancora il periodo esilarante della "coccinella", che peraltro seguiva quello dell'"elefantino". Furono momenti indimenticabili di alta politica. La "non destra", o sinistra nazionale tante volte vi piacesse il nome, o "destra sociale" per chi rimane legato a certi suoni nel padiglione auricolare, si è eclissata proprio in quel periodo per una serie di concause che non le lasciarono scampo. Prima fra tutte l'ignoranza. Parrà strano ma in mezzo a tanti illuminati cattedratici regnava sovrano l'analfabetismo politico, storico, sociale ed economico e Fini e i colonnelli furono, prima di ogni altra considerazione, degli ignoranti totali, incapaci di coniugare pensiero politico compiuto, amor di Patria e senso della storia, con un minimo di sano pragmatismo.

Furono beceri e volgari, ebbero la vista corta e si dedicarono solo a demenziali operazioni di immagine - vedasi la coccinella di cui sopra - prive di ogni sostanza. Per fare ciò e mantenere un poteruzzo da quattro soldi, buono solo per ostentare la bigiotteria, sono giunti a rinnegare persino il proprio passato e, in qualche caso, persino il proprio padre. Non poteva finire che come è finita e oggi, solo l'idea di ripartire da questi soggetti e dal pensiero politico di taluni personaggi provoca brividi di paura. Di vero terrore.

Buttafuoco ha tentato di suggerire un agenda con le prime priorità: cominciamo almeno a recuperare il senso del sacro, per esempio. E' vero, ma anche Buttafuoco e Veneziani e tutta quella schiera sparuta di giovani e meno giovani blogger che danno quotidianamente nuovi significati all'essere di destra, di "quella destra", e sono dispersi su un fronte immenso a confrontarsi con la rabbia di un popolo intero, dovrebbero forse fare e osare di più. E rimboccarsi le maniche e scendere nell'arena in prima persona. Possiamo ripartire solo dalla cultura, nella accezione più ampia del termine.

Il pensiero di ricostruire una destra liberale ed europea nasce, come spesso capita con questi personaggi, già morto. Liberismo e marxismo camminano infatti di pari passo, a braccetto, e l'uno giustifica l'esistenza in vita dell'altro. Morto il comunismo si è visto subito di quali reali panni vestiva l'altro mostro. Quello che abbiamo sotto gli occhi, per intenderci.

Pensare di tornare a proporre oggi la solita grande ammucchiata e una destra con il torcicollo verso il centro, verso quell'area maleodorante e confusa ove cattolicesimo d'accatto, ciellismo rampante, buonismo peloso, moderatismo d'opportunità e cinico opportunismo si mescolano in una marmellata indistinguibile per colori e sapori ma che assume poi le forme umane di soggetti come Alfano, Passera e Tosi non solo non sembra affatto la medicina adatta per i tempi che stiamo vivendo ma appare veramente criminale. Degno dei soggetti che lo stanno proponendo con quelle vocine fesse alla Bocchino: "...Bisogna ricomporre l'area di centro destra...Gli estremisti fanno fuggire il voto moderato...Bisogna stare tutti uniti...vicini vicini".

Dirsi poi liberali, o peggio liberisti, in economia, nel momento in cui tutti sono alla ricerca della terza via, è una vera bestemmia, considerando che la terza via economica appartiene autenticamente al nostro patrimonio e cercare infine un nuovo patto sociale con il segmento moderato della popolazione rappresenta solo una vana ricerca del nulla. I moderati si stanno estinguendo come specie e forse si sono già estinti, né potrebbe essere altrimenti. Il moderatismo si coniuga e si declina solo con il benessere. E dunque come si può supporre che possa esistere, oggi, in Italia, un segmento sociale desideroso di conservazione? Conservare cosa? Ormai anche la borghesia sta scomparendo massacrata dalla crisi e ridotta a una categoria di nuovi poveri..

Restano quelli che stanno bene, direte, ma chi sarebbero costoro? La risposta è deprimente: ladri, corrotti, sottobosco politico e le loro puttane: i "parassiti", ovvero coloro che si sono scavati la tana nel ventre marcio partitocratico di questa Italia in agonia e prosperano succhiando denaro pubblico. Il perimetro del benessere in Italia finisce qui e dunque ripensare a una "non destra" o a una "nuova destra" o a una "destra sociale" o, se ci fosse bastante coraggio, a una "sinistra nazionale", oggi, significa per prima cosa definire un movimento popolare e rivoluzionario - sul piano delle idee - capace di condurre battaglie all'ultimo sangue in difesa dei corpi sociali più deboli, carico di istanze innovative, fautore di giustizia in una diversa e più equa distribuzione della ricchezza e portatore di dottrine economiche che tendano a nuovi e più stabili equilibri in un contesto di benessere finalmente diffuso.

Povertà è l'opposto esatto di dignità. Un concetto nemmeno tanto difficile da capire e dal quale dovrebbe necessariamente prendere le mosse chiunque voglia realmente cambiare le cose in questo nostro disgraziato paese. Ma ipotizzare un movimento politico che ponga al centro dell'azione la dignità dell'uomo è esattamente il contrario di quanto si propongono di fare i soggetti che si agitano attualmente sulla scena, anche in prospettiva. E' infatti evidente che un movimento con una simile e dirompente carica sociale avrebbe nulla da dividere con la destra europea, moderata e liberale di Tosi, Passera, Fini e dei suoi sfigatissimi (ex) colonnelli. Continua così l'infinito girotondo dei cretini e dei disperati che ogni due per tre fanno un convegno per tentare finalmente di capire chi sono e adesso vorrebbero resuscitare AN per darsi la risposta. Il giusto finale senza onore né gloria di una stagione disgraziata cui bisognerebbe porre fine. Al più presto.

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