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Viviamo in un periodo di grandi e drammatici cambiamenti. Tutto intorno a noi sta mutando, la politica, l' economia, i rapporti tra gli Stati, quelli tra i singoli individui e perfino il clima che tende ad divenire sempre piu' ostile ed imprevedibile. Sono in piena accellerazione grandi trasformazioni del nostro modo di vivere e le norme legislative di natura socio-economica che avevano regolato fino ad oggi la nostra organizzazione sociale si sgretolano, una dopo l' altra, sotto la spinta inarrestabile di una crisi economica sempre piu' profonda ed apparentemente senza fine, provocata da una offensiva senza precedenti, portata avanti dai signori della finanza internazionale in tutto il mondo.

 

Gli effetti di questa guerra, scatenata da pochi illuminati verrebbe da dire contro tutta la razza umana, impatta violentemente sui modelli istituzionali e modi di governare, sulle strutture corporative e di classe, sulle istituzioni economiche, sulle liberta' politiche ed i diritti civili dei singoli cittadini e sulle sovranita' nazionali. Questo processo di regressione ha radici profonde nel tempo, senza volere andare troppo lontano, con la Prima Guerra Mondiale vennero distrutti i grandi Imperi europei, Asburgico, Tedesco e Russo e l' Impero Ottomano. Ne uscirono fuori una miriade di statarelli, spesso costruiti sulla carta, senza altro conforto di una matita ed una riga e senza tenere  conto di alcun fattore etnico, economico e politico. L' Europa venne cosi' ridotta ad un nano impotente ed il fulcro della politica, dell'economia, il luogo deputato a decidere, si sposto' inevitabilmente sull' altra sponda dell' Oceano Atlantico. I banksters e con questo termine ricomprendo tutta la filiera   riferibile ai cosidetti poteri forti,  avevano messo a segno il primo duro colpo nel progetto di asservimento a loro colonia di tutto quanto il mondo.

 

Con la Seconda Guerra Mondiale venne magistralmente eseguita la seconda parte del loro piano, i sistemi coloniali europei vennero disintegrati in entita'  spesso grottesche che divennero spesso focolai di nuove tensioni e conflitti e subirono presto la peggiore forma di dominio possibile, quello economico, che non aveva nemmeno l' onere di doversi minimamente occupare di quelle infelici popolazioni. L' Europa stessa venne ridotta allo stato di una colonia, suddita dei voleri nordamericani ed il mondo venne spartito a tavolino dai due rivali/complici USA-URSS che, sotto la minaccia dell' olocausto nucleare, imposero nei cinquanta anni successivi nuove organizzazioni sociali, meglio confacenti ai loro progetti ed in questa fase inizio' anche la costruzione di una nuova tipologia umana, di un soggetto gragario e passivo che fosse maggiormente rispondente alle necessita' del mercato globale da una parte e del socialismo reale           dall' altra.

 

Fu in questo dopoguerra venne avviata la parte conclusiva del progetto di asservimento del mondo. Nell' Europa occidentale si insediarono democrazie che portavano all' origine, nel loro DNA, il germe dell' autodistruzione mentre quella orientale  venne surgelata e posta fuori da ogni ipotesi di autonomo sviluppo dalla imposizione, manu militari, di  Repubbliche socialiste che di socialista avevano solo il nome. Da una parte vi fu la sagra illusoria dell' abbondanza e del benessere, dall' altra quella della schiavitu' e della miseria. Da quel momento prese il via il processo di asservimento finale che ci porta ai nostri giorni.

 

Le democrazie occidentali europee  nascevano con un codice genetico predisposto ad un loro progressivo disfacimento. La loro decadenza era inevitabile, eccessiva frammentazione,  corruzione diffusa, occupazione di ogni possibile spazio da parte dei partiti e la progressiva perdita di ogni valore di riferimento e di ogni sentimento comunitario hanno progressivamente allontanato il popolo dalla politica, percepita dai piu' come appannaggio di pochi e luogo di sordido scambio e di  affari. La democrazia decadente e' cosi' divenuta  col passare del tempo democrazia oligarchica, un sistema chiuso al quale si accede unicamente per cooptazione. Siamo adesso all' ultima fase della transizione  il passaggio dalla democrazia oligarchica ad una dittatura tecnocratica, ovvero quanto vi e' di piu' lontano dal pricipio di democrazia rappresentativa e di sovranita' popolare. Il rifiuto della politica in quanto tale, sapientemente instillato nel popolo, ha generato una passiva accettazione  del tecnicismo apolitico, visto quale unica soluzione  alla crisi profonda in atto.

 

In effetti i bankster stanno passando da una gestione del potere tramite i loro collaborazionisti nazionali ad una presa di potere senza piu' paraventi. In Grecia ed in Italia sono stati imposti al vertice, con una prassi assimilabile ad un colpo di stato uomini che non sono affini, collaterali o di area ma sono parte integrante ed espressione diretta dei poteri finanziari che dominano il mondo. 

 

L' esito finale di questa operazione, strutturata al fine di garantire la prosecuzione dei pagamenti del debito e di far rimanere lo stesso eterno, e' difficile da prevedere. Da una parte non vi sono difficolta' ad intuirne il reale obiettivo che e' la svendita di quanto rimane del patrimonio nazionale,l'  inasprimento di tutti i sistemi impositivi, la cessione degli ultimi brandelli di sovranita' e lo smantellamento di quanto rimane dello stato-nazione a favore, in questa fase, di una UE che, non essendo autonomo soggetto statuale, e' splendidamente surrogata dalla BCE  ovvero dalla  centrale di controllo   dell' intera operazione. 

Dall' altra l' elite deputata a tale scopo adottera' sicuramente misure estreme ed estese diffusamente ed  in maniera indiscriminata fino a colpire almeno il 95% della popolazione,  la compressione economica che si verra' a creare tendera' ad unificare tutte le classi sociali in un blocco solidale che avra' quale comune denominatore la miseria. Cio' provochera' nell' immediato profondi malumori ed una profonda avversione nei confronti dei tecnocrati  e di tutto il sistemaed e' difficile prevedere la piena attuazione delle misure che verranno assunte in un contesto segnato da licenziamenti, tagli di stipendio e riduzione delle pensioni imposte ai funzionari e pubblici impiegati  deputati all' applicazione delle nuove norme. Laddove dovessero verificarsi sollevazioni popolari e' lecito anche supporre che vi saranno profonde crisi di coscienza, incrinature e rotture che negli ambienti militari e di polizia profondamente umiliati dal servire un regime sotto tutela colonialista.

 

L' attuazione delle nuove politiche diverra' quindi assai problematica, scioperi e proteste diffuse spaventeranno i possibili acquirenti delle imprese pubbliche, i ricavi si contrarranno, la grande spremitura esattiva pregiudichera'  il lavoro a tutti i livelli, la produzione diminuira' ulteriormente e la recessione diverra' profonda. Questo governo e' per sua stessa natura transitorio e non reggera' all' ipotesi concreta di rivolte di massa, fara' quindi ogni sforzo per riportare la situazione allo statu quo ante, ossia riconsegnando formalmente il potere i vecchi oligarchi politici a condizione che siano mantenute le pesanti condizioni regressive che avra', nel frattempo, poste in essere. Tecnocrati ed oligarchi, in un ritornello che pare quasi di vedere,  rinnoveranno la minaccia della catastrofe economica in caso di inosservanza delle prescizione imposteci dalla BCE, supportati in cio' dal sistema mediatico completamente asservito a questo infame progetto di dominio  ma dovranno prendere atto che la catastrofe e' gia' in atto. Miseria e disoccupazione di massa prevarranno su qualsiasi minaccia e si aprira' una finestra di opportunita' per una imponente sollevazione popolare tesa a rovesciare il vecchio ordine ed instaurare una nuova Repubblica socialista nazionale, che si affranchi dall' attuale, vergognoso, stato di colonia.

 

Il colpo di stato silente appena avvenuto ha infatti come effetto collaterale la cancellazione delle precedenti oligarchie politiche parassite e pone le premesse per un taglio netto col passato. Cio' faciliterebbe non poco la nascita di una nuova ed indipendente  Repubblica socialista nazionale, il rigetto del debito odioso e la ricostruzione del tessuto sociale su basi di effettiva uguaglianza e di una piu' equa distribuzione della ricchezza. 

 

Gianni Fraschetti 

 

 

 

 

 

 

 

 

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