di Gianni Fraschetti -
Ormai e' rimasto solo lui a credere alla favoletta del ritrovato prestigio internazionale. Sicuramente non ci crede il suo mentore comodamente assiso al Quirinale e men che meno il popolo italiano e tutto quel nutrito sottobosco di politici e giornalisti che non perdono occasione per cantare pubblicamente le sue lodi. Dicono di crederci i dannati ruffiani ma come si spengono le luci della ribalta e la conversazione diviene piu' intima e riservata, non avete idea di quelle che esce da quelle bocche di rosa.
In effetti la vicenda dei due maro' diviene ogni giorno di piu' la cartina tornasole della pochezza e della assoluta inconsistenza di chi ci governa. Definire Mario Monti e la sua banda del buco un governo e' veramente un' esercizio arduo, che oltrepassa i limiti del ridicolo. Impegnati come sono a spremere gli italiani come limoni non dimostrano infatti alcun interesse per qualsivoglia altra attivita' riguardi da presso chi ha la responsabilta' di una Nazione di sessanta milioni di anime; l' ottava, ci pare, potenza industriale del mondo.
Per Monti & C questi sono dettagli, anche la vicenda dell' Enrica Lexie e' un dettaglio ininfluente, compresa l' appendice infiammata dei due fucilieri di Marina che rappresenta addirittura un dettaglio fastidioso. Basta farsi un giro sui siti istituzionali e governativi. Se si esclude la Marina Militare che apre la sua pagina internet in maniera assolutamente consona alla situazione, non vi e' traccia di Latorre e Girone in nessun altro sito governativo. A partire da quello del governo, dove trova spazio anche un rapporto sulla crescente dedizione dei giovani all' alcool ma non c'e' una riga sul contenzioso con l' India, per passare a quello della Farnesina ( sulla quale ricadono non poche pesanti responsabilita' per quanto e' accaduto ) che trova perfino adeguata collocazione all' attualita' del metodo Montessori ( sara' quello col quale e' stato educato Terzi ) ma nessun riferimento alla vicenda dei due militari. Anche a Palazzo Baracchini stessa musica, quasi i due maro' fossero apolidi. Completata la ricognizione si comprende chiaramente quanto la vicenda dei due fucilieri turbi il sonno dei nostri governanti. Zero, zero carbonella, dicono a Roma, ma a tutto c'e' un limite, anche ad un simile sfacciato menefreghismo. Pensavamo che tale limite fosse stato raggiunto quando e' iniziata la caccia all' ottavo fucile ed e' stata impedita ulteriormente la partenza della petroliera sequestrata ( perche' di sequestro a questo punto si tratta ). Di fronte all' implicita ammissione ( la ricerca di un' altra fantomatica arma, calibrata in maniera conforme al teorema indiano ) che la perizia balistica ha smontato il castello accusatorioed escluso che siano stati i nostri a sparare su quei poveri disgraziati, in presenza di uno sfacciato balletto di rinvii ridicolo e mortificante ed al permanere di misure coattive nei confronti degli altri quattro fucilieri e dell' equipaggio della Enrica Lexie anche l' uomo piu' mite e mansueto si sarebbe alterato, anche un simpatico coniglietto alla fine avrebbe ruggito. Tutti avrebbero difeso la propria dignita' maltrattata ed il proprio onore offeso. Tutti, meno Mario Monti evidentemente troppo occupato a macellare quel che resta del popolo italiano, troppo impegnato a favorire le banche, troppo preso dal disgustoso lingua in bocca con i poteri che contano realmente per occupars, fosse anche in un ritaglio del suo preziosissimo tempo, solo di due poveri, miseri fanti. Monti pero' dimentica che quei soldatini ( lo dico con affetto e considerazione ) cosi' pieni di dignita', rappresentano un popolo intero. La loro umiliazione e' la nostra umiliazione ed il loro calvario e' il nostro calvario...in questo momento non ce ne frega nulla dello spread e del debito pubblico. Per un momento vorremmo tornare a provare orgoglio per la nostra Patria, vorremmo essere felici di essere italiani, vorremmo andare in sessanta milioni in India a riprenderci i nostri ragazzi e riportarceli a casa. Sarebbe bello se Monti lo capisse ma non si puo' pretendere che un usuraio provi anche emozioni.
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