di Gianni Fraschetti -
Come purtroppo non era difficile prevedere la Giustizia indiana se ne va in ferie lasciando in galera i nostri due fucilieri di Marina. Un' ultima esondazione di indiscrezioni e poi via. Tutti al mare e chi si e' visto si e' visto ma sono proprio queste ultime indiscrezioni a rivelare che la afacciataggine indiana ormai non conosce piu' limite alcuno.
Tutti ricorderanno la dichiarazione del Commissario di polizia Shajadan Firoz nella quale affermava che nella testa di Valentine Jalestine, il timoniere della Saint Antony, era stata trovata una pallottola calibro 0,54 pollici, pari a 13,9 millimetri. La perizia dell' anatomopatologo del Tribunale, Prof. Sisikala, accerta che detto proiettile ha una circonferenza di 2,1 centimetri alla punta, 2,4 alla base ed una lunghezza di 3,1 centimetri.
Probabilmenete, anzi, sicuramente, sono numeri che lasciano interdetti, poiche' usualmente si fornisce il calibro e mai queste misure che non identificano immediatamente cio' di cui si parla ma gli indiani sapevano bene quel che facevano, infatti questi numeri al lotto descrivono compiutamente e senza possibilita' di equivoci un calibro 7.62, per chi sa di cosa si parla, ovviamente.
Ora, l' armeria dei nostri fucilieri a bordo della Enrica Lexie, era costituita da sei fucili d' assalto Beretta 70/90 due mitragliatrici FN Minimi e pistole Beretta. lasciamo perdere le pistole e concentriamoci sulle armi che furono utilizzate per dissuadere i pirati dal proseguire la loro azione. parliamo due dei fucili d' assalto Beretta 70/90.
Tali armi sono utilizzano il calibro 5,56NATO, ossia una pallottola considerevolmente piu' piccola di quella descritta dal nostro Commissario e dall' anatomopatologo Prof. Sisikala ed ecco spiegato l' arcano di quei numeri apparentemente incomprensibili. Dichiarare di prima intenzione il calibro, 7.62, avrebbe demolito irrimediabilmente il castello accusatorio.
Dunque si parla, perche' di parole si tratta, di un proiettile che, per deduzione, dovrebbe essere un 7.62 e si rinforzano i dubbi di quella massa di imbecilli che,avevano creduto fideisticamente alla versione indiana, affermando che tale proiettile e' compatibile con quelli in dotazione alla NATO.
E bravi i nostri indiani, bei furbacchioni !
E gia', perche' dicono una bugia spudorata ma che ha quel tanto di verita' da lasciare comunque un dubbio. Mi vado a spiegare. Il 7.62 e' un calibro che e' in dotazione sia all' ex Patto di Varsavia che alla NATO, peccato che in Italia ormai alimenta unicamente la mitragliatrice MG42/59 che non era presente nell' armeria della Enrica Lexie ma che seppur ci fosse stata non avrebbe certo costituito una prova a carico, poiche' il 7.62NATO ed il 7.62ex sovietico oltre al calibro non hanno in comune altro, compresa la lunghezza che e' diversa.
In compenso pero' l munizionamento ex sovietico e' presente in copiosa quantita' nelle armerie indiane, dello Sri Lanka e di tutto il Sud Est asiatico. Una cosa e' quindi certa. Chiunque poteva sparare quella roba in quei mari meno che i nostri fucilieri di Marina e da quelle parti non si va tanto per il sottile. La Guardia Costiera dello Sri Lanka ha ucciso negli ultimi anni 530 pescatori indiani per proteggere le zone di pesca dell' isola e li ha uccisi con pallottole identiche a quella trovata nella testa dello sventurato pescatore, il 7.62X54R, sparate da mitragliatrici PK montate a prua dei barchini veloci "Arrow Bost" che equipaggiano la Guardia Costiera di quel paese.
Dunque vi erano altre ipotesi da potere approfondire, ipotesi che a prima vista appaiono ben piu' fondate e credibili della accusa mossa ai nostri militari che in un paese civile non sarebbe nemmeno stata presa in considerazione tanto nulla combacia. Gli inquirenti indiani dovrebbero infatti spiegare come fanno dei colpi sparati da 35 metri di altezza a penetrare da BASSO VERSO L'ALTO, conficcandosi nel tettuccio della imbarcazione mentre altri tre hanno impattato la murata con una angolazione che li qualifica inequivocabilmente come esplosi in orizzontale. Il tutto si evince chiaramente dalle foto scattate al peschereccio dall' inviato del Corriere della Sera dentro al porto di Trivandrum.
Insomma una gran confusione creata ad arte per confondere il piu' possibile le acque, al punto che Freddy Bosco, il comandante del peschereccio, ha dichiarato candidamente all' inviata di OGGI che era stata la polizia indiana a mettergli in bocca il nome Enrica Lexie. Una storia sulla quale parecchie nostre procure, sempre solerti per perseguire reati anche al Polo Nord, potrebbero andare a nozze.
Dopo il patetico passaggio della ricerca di un' arma che potesse sparare un 7.62 ecco alfine il colpo di scena pre feriale degli indiani. Ultime indiscrezioni con tanto di filmato della perizia balistica. I proiettili sono stati esplosi da un fucile d' assalto Beretta ARX160, un' arma che praticamente non esiste ancora nei nostri arsenali. Gli indiani dovrebbero poi spiegare a cosa serve sparare colpi, a procurarsi fose proiettili di quel calibro per dire poi che sono quelli estratti dai poveri corpi ?
Tutto e' rinviato alla prossima puntata, con l' ennesima smentita italiana infatti si chiude per ferie in attesa di riprendere la telenovela tra circa un mese. Francamente non comprendiamo la pazienza che stiamo dispiegando con questa gente, come se avessimo a che fare con dei bambini diversamente abili. Questi, gli indiani, non sono scemi e non ci pare proprio che la loro sia una democrazia di antichissima tradizione ( come ha dichiarato Terzi che ormai non sa proprio piu' quali stupidaggini inventare ). Sono invece dei grandissimi figli di puttana, avranno imparato evidentemente dai loro ex padroni ed avendo compreso che i nostri governanti non hanno i cojones per andare a vedere il bluff, continueranno a sbertucciarci fino alle calende greche, prima di dire finalmente cosa vogliono da noi. Ora, se la questione riguardasse solo il prestigio internazionale di Monti e lo spessore professionale di Terzi, per me potrebbero pure continuare a prenderli per i fondelli fino alla fine dei secoli, anzi la cosa mi divertirebbe assai ma poiche' ci sono due nostri connazionali, due militari che facevano il loro dovere, in galera come volgari malfattori, forse sarebbe ora di picchiare un poderoso pugno sul tavolo e dire... Basta ! Dunque o Monti e compagnia si decidono oppure bisogna che il popolo italiano trovi la formula per comunicare loro che e' stufo di questa storia e rivuole i suoi ragazzi a casa.
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