
di Gianni Fraschetti -
Il FN nacque per iniziativa degli esponenti del movimento Ordre Nouveau (Ordine Nuovo), che si riprometteva la rinascita del sentimento patriottico, la restaurazione familiare ed educativa e la promozione di una gerarchia dei valori. Il partito fu ufficialmente fondato il 5 ottobre 1972 con il nome di Fronte Nazionale per l'Unità francese (Front national pour l'unité française) o Fronte Nazionale.
Il nuovo partito si modellò sul Movimento Sociale italiano e adottò una versione francese della fiamma tricolore del MSI come logo ufficiale. L'intento del FN era unire tutte le correnti francesi di derivazione nazionale e sociale sotto la guida di Le Pen. Nonostante una legge elettorale concepita apposta per escluderlo e un ostracismo simile a quello del nostro arco costituzionale (per chi se lo ricorda) il FN non rinnegò, non abiurò, non fece un passo indietro nè alcuna concessione sui valori dei quali era portatore e rimase fedele alle sue idee e al proprio elettorato.
Quaranta anni in queste condizioni devono essere stati lunghi da passare, ma evidentemente nessuno in quel partito mirava al potere in quanto tale e il passaggio da Le Pen padre alla figlia Marine non ha determinato altro che una maggiore e migliore capacità di comunicare, di spiegarsi e di farsi capire dai francesi. Anche il nome e il simbolo sono rimasti gli stessi, salvo un piccolo restyling della fiamma per renderla più moderna.
Che pena infinita paragonare la storia di questa formazione e dei suoi leader con la storia della destra italiana (scusate per il termine destra ma lo uso solo per comodità) e dei suoi nanetti morali, intellettuali e politici. Una storia di arretramenti e rinnegazioni continue, di capovolte, di salti mortali, di incapacità cronica di essere fedeli a un'idea, a un elettorato, finanche alla propria storia personale.
L'unica cosa che ha contato è stato un posticino alla greppia di quella immonda porcilaia che è divenuta l'Italia, e per arrivarci e garantirsi una poltrona sotto al culo hanno rinnegato anche i loro genitori (il padre di Fini combattè ad Anzio nella X^, tanto per dirne una). Abbiamo visto gente che ha parlato di "libertà conculcate" e di "male assoluto" e il neo sindaco (poi trombato) della Capitale, bello "infasciato" (come dicono a roma), dichiararsi antifascista e cantare a Porta San Paolo le lodi della resistenza e degli assassini dei nostri padri e dei nostri nonni.
Insomma, ne abbiamo viste di tutti i colori, e di veramente disgustose. Mentre il FN, saldo nei suoi principi, andava avanti, noi andavano indietro e in frantumi, portando la guerra tra correnti che aveva avvelenato la creatura di Fini fin dalla nascita, al suo zenith. Dopo essersi imbottite della peggiore razzumaglia che circolava in politica ed essere divenute comitati d'affari sfacciati, le correnti si sono trasformate ora in una miriade di micro partitini in lotta l'uno con l'altro per sopravvivere fuori dal grande acquario di Montecitorio.
E così mentre la Francia si avvia a una transizione storica che determinerà cambiamenti profondi in tutta Europa noi dobbiamo rassegnarci a questo mondo di nani stupidi e ladri e a rimanere in questo tunnel del quale non si intravede via d'uscita. Altro che Prima l'italia, ultima sigla nata a destra per infastidire la Meloni e confondere e intorbidare le acque ancora di più. Solo la coerenza paga alla fine, è semplice ma pare che nessuno sia in grado di capirlo. E allora avanti così, facciamoci del male fino in fondo. Fino alla fine.
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