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grillinidi Gianni Fraschetti -

 

C'e' un elemento che quel campioncino di Bersani e dei suoi stretti consiglieri non hanno considerato, un elemento che sta sfuggendo anche a tutti i notisti politici ed ai  commentatori che giornalmente si esercitano ad ipotizzare i piu' complessi scenari ed agli intellettuali che hanno addirittura rispolverato la moda delle firme sugli appelli e che stanno tempestando Grillo di moniti e di avvertimenti di ogni tipo. 

Contrariamente a quanto si sussurra, ben difficilmente  nello schieramento grillino si avra' una sola defezione ed il perche' e' presto detto.  Cio' che tutti gli addetti ai lavori  hanno  identificato come un punto di debolezza, e cioe' la loro inesperienza ed il fatto di non essere stati scelti dall'alto ma di avere passato la griglia di una selezione, peraltro alquanto artigianale (c'e' chi e' divenuto parlamentare con 20 o 30 voti di gradimento ), lungi dall'essere elementi di intrinseca debolezza per Grillo e Casaleggio, rappresentano  invece altrettanti punti di forza e  la garanzia piena che nessuno di quei ragazzi uscira' dal seminato o si lascera' attrarre dalle  molteplici ed accattivanti sirene che in questi giorni sono state attivate per sedurli. Il perche' e' presto detto, questi ragazzi non hanno un retroterra politico strutturato alle loro spalle. nessuno sa quindi chi sono e certo non basterebbero alcuni mesi, fosse anche un anno, di legilslatura per permettere loro di costruirsi una realta' talmente solida da rappresentare una garanzia di rielezione. La situazione di Favia, un soggetto smaliziato assai, e' parecchio illuminante a tale riguardo. Favia, dopo un momento di notorieta', e' oggi un morto che cammina. Lo sa lui, lo sanno i suoi amici e soprattutto lo sanno perfettamente tutti i grillini rimasti nel movimento. E' un morto che cammina perche', uscito dal cono di luce del simbolo 5 stelle, ha compreso quanto sia dura la lotta per la sopravvivenza nelle formazioni politiche minori e quanto poco spazio ci sia in quelle di grandi dimensioni. Una lotta per la sopravvivenza che gia' proietta le sue sinistre ombre, non appena si tornera' alle urne per le amministrative, sulla stessa poltrona da consigliere regionale che occupa attualmente. E Favia e' uno smaliziato, uno che riesce ad orientarsi nel labirinto della politica ed a comprendere le trappole delle quali e' costellato. Eppure cio' non l' ha salvato.  Grillo dovrebbe dunque preoccuparsi e temere il peggio se i suoi gruppi parlamentari fossero stati composti da soggetti come Favia, omini  che  non ci avrebbero pensato due volte ad abboccarsi con gli esponenti del PD  ed immediatamente dopo  a presumere qualche stupidaggine sulla base di qualche sciagurata promessa. Che avrebbero poi contrattato con il PD le singole posizioni ( poi un giorno Bersani ci spighera' cosa vuol dire esattamente scouting. magari ) arrivando magari a definire una qualche sorta di osceno baratto. Alla Scilipoti magari, o alla De Gregorio, o magari alla Follini o alla Tabacci che non si capisce perche' debbano fare meno schifo di Razzi. Per cadere nella rete dello "scouting" bisogna infatti essere pesci con un minimo di esperienza e soprattutto con una formazione ed una furbizia  politica  minimamente definite  e quindi una capacita' di contrattazione pienamente operativa. Piu' o meno tutti sanno che da qui ad un anno al massimo si tornera' a votare e chi mai ricandiderebbe i transfughi che si lasciassero tentare dalle lusinghe della Puppato ?  Fuori dal movimento e' morte certa ed i grillini lo sanno bene ed a quanti tentano di istigare i parlamentari a fare fuori Grillo ed a prendere in mano lo stesso 5 Stelle rammento che il movimento e' una societa' . Quindi nessuno prende in mano un bel niente, ne' potra' mai farlo. Tanto per essere chiari, almeno nel breve-medio periodo,  diciamo una legislatura completa, quel movimento coincide perfettamente ed unicamente con la persona di Grillo. Che piaccia o meno. E' lui il padre padrone,  e' lui che decide cosa si deve fare. A tutti gli altri non resta che obbedire ed il cadavere politico di Favia, del quale tra un mese avremo dimenticato anche il nome, e' li' ad ammonire tutti coloro che avessero in animo qualche idea malsana. Fuori dal movimento ce' solo un veloce ritorno alla vita di tutti i giorni. Fine della favola per i cittadini portavoce.

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